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FILMS

Questa rubrica vuole raccogliere i vari film che hanno attinenza con la musica ed il ballo in genere. Se avete un film che ritenete debba essere segnalato scrivete a Mauro Gresolmi (greso@salsa.it)

HAIR  - 1979
(Hair)

Treat Williams, John Savage, Beverly D’Angelo
Regia di Milos Forman

Hair è stato il musical che ha rivoluzionato Broadway alla fine degli anni ’60, facendo da apripista agli atri grandi spettacoli di rottura con la tradizione che sono poi arrivati nella decade successiva, vale a dire “Jesus Christ Superstar”, “Tommy” e “The Rocky Horror Picture Show”. Scritto da James Rado, Gerome Ragni (per i testi) e Galt Mc Dermott (per la musica), rappresenta il simbolo più importante della cosiddetta “controcultura hippie” degli anni 60. Il suo grande successo (1750 repliche a Broadway, 1997 a Londra) ha creato un vero e proprio terremoto nella cultura sessuale americana e ha contribuito al dilagare della protesta pacifista contro la guerra nel Vietnam. L’esaltazione dell’uso illegale di droghe, la sessualità, le scene di nudo, un cast multietnico e il coinvolgimento diretto del pubblico nel finale sono state tutte cose viste per la prima volta su un palcoscenico con Hair, capostipite di tutti i successivi Musical Rock.



Nel 1973, cinque anni dopo il debutto del musical, si pensò alla versione cinematografica e la regia fu offerta a George Lucas, il creatore di Star Wars, il quale rifiutò in quanto stava lavorando ad American Graffiti. Il progetto rimase così nel cassetto per qualche anno ancora, fino a quando con la regia di Milos Forman (già premio Oscar con “Qualcuno volò sul nido del cuculo”) il film uscì per la prima volta nelle sale nel 1979. Proprio a causa di questi undici anni intercorsi tra i due debutti e l’uscita nel frattempo degli altri grandi musical di cui abbiamo accennato, il film è parso ormai datato, la controculura hippie aveva ormai lasciato il posto ad altre mode (prima tra tutte la discomusic, con l’esplosione del fenomeno John Travolta e “La febbre del sabato sera”). Pur non avendo la forza innovativa e trasgressiva del suo progenitore, la pellicola però risultò essere un riuscitissimo omaggio al mondo hippie, presentato con tutti i suoi stereotipi, con scene di grande impatto e belle coreografie.



La trama: Claude Bukowski (John Savage) è un giovane giunto a New York dall’Oklahoma per arruolarsi come volontario per la guerra nel Vietnam. A central park incontra un gruppo di Hippies, di cui fa parte George Berger (Tret Williams) con i suoi amici Jeannie, Woof e Lafayette: i ragazzi cercano di fargli cambiare idea, ma non riuscendovi lo convincono a trascorrere con loro i due giorni che lo separano dall’indossare la divisa. I suoi nuovi amici lo avvicinano al mondo degli stupefacenti, al valore della libertà assoluta e al senso dell’amicizia. Nel parco Claude incontra anche Sheila (Bevery D’angelo), figlia di genitori ricchi ed altezzosi, e se ne innamora a prima vista. Gli hippies lo aiutano quindi a conquistarla con un’allegra e particolare incursione ad una festa per ricchi. La trovata di George, però, causa una rissa e dopo l’intervento della polizia tutto il gruppo finisce in prigione. Claude dà così fondo ai suoi risparmi per pagare la cauzione ai suoi amici e dopo un’ultima notte trascorsa insieme li saluta e parte per il campo di addestramento. Per sdebitarsi con Claude, George decide di fargli incontrare un’ultima volta Sheila: si sostituisce a lui nel campo di addestramento e gli permette così di riabbracciarla. George però rimane vittima del suo stesso piano: proprio quel giorno arriva per i marines l’ordine di partire per il Vietnam, così viene caricato su un aereo e parte al posto di Claude. Il pacifista Berger si trova così a combattere in una guerra in cui non crede, mentre Claude riesce ad ottenere la libertà. George Berger risulterà così una delle innumerevoli vittime del conflitto e il film si chiude con migliaia di persone che protestano davanti alla casa bianca sulle note di “Let the sunshine in”.
La colonna sonora: la sequnza dei brani musicali è diversa rispetto al musical, ma restano comunque nella memoria di tutti autentici capolavori come “Aquarius” e “Let the sunshine in” che all’epoca dell’uscita del film erano già veri e propri inni dell’opposizione all’interventismo statunitense nel Vietnam.



Curiosità: ai provini per il film furono scartati un musicista e una cantante che ebbero modo negli anni successivi di diventare due stelle nel firmamento musicale americano e mondiale: stiamo parlando di Bruce Springsteen e Madonna!

                 

Nel 1996 gli artisti latini della casa discografica Polygram, tra cui Franie Ruiz, Edgar Joel, Hector Tricoche, Eddie Saantiago, Anthony Colon, Alex O’Castro, realizzarono una versione salsa di un medley di “Aquarius-Let the sunshine in.”

Mauro Gresolmi

A cura di:
Mauro Grisolmi

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