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FILMS

Questa rubrica vuole raccogliere i vari film che hanno attinenza con la musica ed il ballo in genere. Se avete un film che ritenete debba essere segnalato scrivete a Mauro Gresolmi (greso@salsa.it)

A CHORUS LINE  - 1985
(A CHORUS LINE )

Michael Douglas (Zach), Alyson Reed (Cassie), Michael Blevins (Mark Tobori), Yamil Borges (Diana Morales), Jan Gan Boyd (Connie Wong ), Sharon Brown (Kim), Gregg Burge (Richie Walters)
Regia di Richard Attemborourgh

A Chorus Line” è uno dei musical più di successo di Broadway. Uscito per la prima volta nel 1975 è stato in scena per molti anni, vincendo 9 Tony Awards (gi appositi premi dedicati a questo genere di spettacolo) su 12 nominations ottenute. Nel 1985 diventa un film, ma la genesi è stata piuttosto difficile: nessun regista se la sentiva di mettersi dietro alla macchina da presa: troppo temuto era il confronto con il successo dell’originale. Persino Michael Bennet, regista della produzione teatrale, rifiutò l’incarico. La scelta ricadde su Richard Attemborough, che arrivava dalla pioggia di Oscar ottenuti con il biopic “Gandhi”, che accettò quella che ormai era divenuta una vera e propria sfida. Come avrebbe trattato un regista britannico una storia tipicamente americana?



La trama -
Un interminabile coda di ragazzi è in attesa davanti a un teatro di Broadway: un famoso regista (Michael Douglas) sta selezionando tra centinaia di aspiranti, coloro che diverranno i ballerini di fila del suo prossimo musical. Seminascosto nel buio della platea Zach sottopone tutti ad una durissima selezione, dalla quale esce un primo gruppo di sedici ballerini. I posti a disposizione però sono solo otto, e per ottenerli i ragazzi dovranno ancora superare ansie e fatiche incredibili. Non è più sufficiente saper danzare bene, per fare parte dei prescelti bisognerà che ciascuno parli di sé, della propria vita e delle proprie esperienze, mettendo a nudo il proprio animo e motivando la propria scelta professionale. Sul palcoscenico si presenta anche Cassie (Alyson Reed), una non più giovane ballerina che un tempo aveva avuto una relazione con Zach e che poi lo aveva lasciato per tentare la fortuna a Hollywood; la donna è in difficoltà economiche e ha bisogno assolutamente di lavorare. Inizialmente il regista le rifiuta l’audizione (adducendo la scusa che è troppo brava per fare la ballerina di fila), poi comincia a mettere da parte i vecchi rancori e lascia che la sua professionalità abbia la meglio, scoprendosi ancora attratto da lei, che tra l’altro non ha mai smesso di amarlo. Intanto, man mano che i vari candidati si raccontano, viene rivelato il più o meno difficile passato di ciascuno di loro, con toni ironici o tragici, a seconda dei vari casi. L'elemento che accomuna le diverse storie è senza dubbio la passione per la danza, che è riuscita ad aiutare i vari protagonisti e superare le difficoltà. Alla fine Zach sceglierà gli otto fortunati e tra loro ci sarà anche Cassie.



La musica –
Quando si dice “Chorus Line” la prima cosa che viene in mente è “One”, il brano che chiude il film con la famosa coreografia con i vestiti dorati e luccicanti con tanto di cappelli a cilindro in testa agli uomini. Di grande impatto anche “I hope I get it”, che apre il film e sulle note della quale si compie la prima grande selezione dei ballerini. Non sono comunque mancate le polemiche da parte degli estimatori della versione teatrale: alcune canzoni presenti nello spettacolo di Broadway sono state completamente ignorate, un’altra invece, “What I did for love”, è stata per esigenze di copione stravolta nel significato: originariamente era interpretata dai ballerini come atto d’amore per l’arte della danza, nella versione su grande schermo diventa una dichiarazione d’amore da parte di Cassie per Zach.



Curiosità –
Il musical teatrale è stato uno dei primi, se non il primo, a trattare il tema dell’omosessualità, cosa che nel film è quasi del tutto assente, eccezion fatta per un paio di allusioni e per la storia di Paul, che in questo caso va a finire male.



Tutte le scene di ballo sono state coreografate da Jeffrey Hornaday.

a cura di: Mauro Gresolmi

A cura di:
Mauro Grisolmi

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