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FILMS

Questa rubrica vuole raccogliere i vari film che hanno attinenza con la musica ed il ballo in genere. Se avete un film che ritenete debba essere segnalato scrivete a Mauro Gresolmi (greso@salsa.it)

AMADEUS  - 1984
(Amadeus)

F. Murray Abraham, Tom Hulce, Elizabeth Berridge, Jeffrey Jones, Roy Dotrice, Simon Callow
Regia di Milos Forman

Nel presentarvi la scheda di questo pluripremiato capolavoro, puntualizziamo subito un paio di cose: Amadeus non è un film sulla vita di Mozart; pur essendoci rifermenti biografici riscontrati, il plot della vicenda è di pura fantasia ed è la trasposizione cinematografica dell'omonima piéce teatrale scritta nel 1978 dal drammaturgo inglese Peter Schaffer, il quale a sua volta si è ispirato a un precedente lavoro del 1830 dello scrittore russo Aleksandr Puskin. Quest'ultimo diede credito alla leggenda, storicamente infondata ed inverosimile, secondo cui Mozart sarebbe stato avvelenato per gelosia dal compositore italiano Antonio Salieri. Punto secondo: Amadeus non è nemmeno un film basato sull'invidia, com'era stato presentato da noi in Italia nel periodo della sua uscita; questo sentimento, che consuma uno dei due protagonisti fino a portarlo alla follia, è  uno dei temi ricorrenti nella pellicola diretta dal regista di origine cecoslovacche Milos Forman, ma chi in esso individua il perno attorno al quale ruota tutta la vicenda, ha una visione piuttosto limitata dell'insieme. Amadeus è un autentico atto d'amore profondo e smisurato nei confronti della musica e di quello che può rappresentare per ciascuno di noi; nessuno ha mai saputo spiegare la bellezza della musica con la struggente passione ed il vero e proprio tormento interiore del vecchio Salieri quando la descrive al suo confessore, merito della grande interpretazione di F.Murray Abraham e soprattutto merito della "colonna sonora", ad opera di uno dei  personaggi più geniali che l'umanità abbia mai avuto, Wolfgang Amadeus Mozart.



La trama.
Vienna, 1823: al grido di "Mozart, perdona il tuo assassino" il vecchio compositore Antonio Salieri (F. Murray Abraham)tenta di suicidarsi, viene salvato in extremis dai suoi due servi. Ricoverato in manicomio, qui riceve la visita di un giovane prete, che per alleviargli il dolore lo vuole confessare. Salieri inizia a raccontargli che è sempre stato ossessionato dalla figura di Mozart, sin da quando era un ragazzino nella sua natale Verona e sentiva parlare di questo bambino prodigio che suonava nelle corti di tutt'Europa. La sua invidia andava non tanto verso Mozart, ma nei confronti del padre Leopold (Roy Dotrice), che ne aveva sempre coltivato e assecondato il talento, mentre il suo di padre non dimostrava alcun interesse nella musica. Salieri, così, nelle sue preghiere di adolescente desiderava più di ogni altra cosa poter magnificare Dio diventando un grande compositore, e venne esaudito; anni dopo lo ritroviamo a Vienna con la carica di compositore di corte ed insegnante personale dell'imperatore Giuseppe II (Jeffrey Jones). Il suo primo incontro con Mozart (Tom Hulce) avviene durante un concerto che questi tiene nella dimora viennese dell'Arcivescovo di Salisburgo: prima che il giovane prodigio gli venga presentato, Salieri scopre con suo gran disappunto che quello che per lui era un modello da seguire è un ragazzo volgare, irriverente e viziato, e, dopo aver sentito la sua musica, non si capacita di come Dio abbia scelto un fanciullo osceno come strumento per far sentire la sua voce. Nel 1781 l'imperatore decide di incontrare Mozart per commissionargli un'opera per il teatro nazionale, per l'occasione Salieri compone in suo onore una marcetta di benvenuto: Mozart gliela risuona dopo averla sentita una sola volta e la rende infinitamente più bella tra lo stupore di tutti i presenti: alla fine dell'esecuzione esplode in una risata particolare che da quel momento in avanti diventerà il tormento di Salieri. Man mano che passa il tempo il successo di Mozart aumenta di pari passo alla consapevolezza della mediocrità della musica di Salieri, che però ha il dono di riconoscere il genio del suo antagonista. La frustrazione di quest'ultimo arriva la suo culmine quando scopre che il suo rivale ha concupito la primo soprano protagonista de "Il ratto del serraglio", di cui lui è segretamente e castamente innamorato. Intanto però la vita privata di Mozart prosegue con qualche difficoltà: si sposa con Costanza (Elizabeth Berridge), ha un figlio, subisce la perdita del padre e, non avendo senso pratico, finisce per spendere più di quel che guadagna. Quando lo viene a sapere, Salieri vede in questo un'occasione per rifarsi: Costanza si presenta da lui implorandolo di affidare al marito l'incarico di insegnare musica alla nipote dell'imperatore e gli porta da visionare i suoi lavori: davanti a quella perfezione assoluta(tutti i fogli sono originali nella loro prima ed unica stesura, senza neppure una correzione) rimane sbalordito e perde completamente la fede: brucia il crocifisso e dichiara guerra a Dio ("d'ora in poi saremo nemici, tu ed io") e alla sua creatura terrena. Da quel momento, spalleggiato anche dagli altri uomini di corte italiani come lui, Salieri fa di tutto per ostacolare e boicottare le opere di Mozart, fino ad architettare un diabolico piano finale: indossa un costume precedentemente appartenuto al padre Leopold e si presenta a casa sua, commissionandogli una Messa da Requiem: una volta avuta la partitura, l'avrebbe fatto uccidere per poi prendersi il merito di dedicargli il Requiem durante la messa solenne di suffragio, facendola passare per una sua composizione. Nel frattempo, per tirare avanti, Wolfgang accetta di comporre un'operetta per un suo amico librettista Emanuel Schikaneder (Simon Callow), dal titolo "Il flauto magico"; verrà rappresentata in un teatro popolare, dal momento che Mozart non è più da tempo nelle grazie dell'imperatore.  La sua salute va peggiorando; Costanza, spaventata dal suo comportamento, lo abbandona. Alla prima de "Il flauto magico" Mozart ha un collasso e sviene; Salieri, presente in sala, lo soccorre e lo porta a casa. Resosi conto che le sue condizioni non sono buone, lo esorta con un sotterfugio a completare il Requiem, aiutandolo nello scrivere lo spartito. All'alba Costanza rientra e trova entrambi addormentati, chiude sottochiave le pagine del Requiem, intimando a Wolfgang di non finire di comporlo e, mentre mette alla porta il suo sgradito ospite, si accorge che il marito è morto; verrà sepolto in una fossa comune al termine di una cerimonia che ha ben poco di solenne. Il piano di Salieri, quindi,  si trasforma per lui in un'atroce beffa: Dio ha preferito uccidere la sua creatura, piuttosto che permettere a lui di beneficiare di un solo grammo del suo genio. Il film si conclude con il prete attonito dopo la confessione e con il vecchio Salieri che passa sulla sedia a rotelle tra due file di pazzi, benedicendoli in veste di santo patrono dei mediocri: l'ultimo suono che si sente prima dei titoli di coda è l'isterica risata di Amadeus.



La colonna sonora:
E' interamente tratta dalle composizioni di Mozart, se si fa accezione per un'aria tratta da un'opera dello stesso Salieri e per il movimento finale tratto dallo "Stabat Mater" di Giovanni Battista Pergolesi. Le musiche sono state eseguite dall'orchestra dell'Accademia di St. Martin in the Fields, diretta da  Sir Neville Marriner. Una vera chicca per gli appassionati del genere classico è l'aver inserito nel film le rappresentazioni delle opere più significative di Mozart: "Il ratto del serraglio", "Le nozze di Figaro", "Don Giovanni" e "Il flauto magico". Alla cerimonia degli Oscar, quando il musicista francese Jean Michel Jarre vinse il premio per la miglior colonna sonora per il film "Passaggio in India", nel suo discorso durante la premiazione dichiarò: "La mia fortuna è stata che Mozart non fosse candidabile per questo premio." A tutt'oggi la colonna sonora di Amadeus è il disco di musica classica che ha venduto più copie nella storia.



Curiosità:
La maggior parte degli esterni del film sono stati girati a Praga, così come le rappresentazioni delle opere, che hanno avuto come location il Count Nostitz Theatre, in cui due secoli prima Mozart debutto con il "Don Giovanni". Per il ruolo di Wolfgang Amadeus Mozart furono presi in considerazione anche Kenneth Branagh e David Bowie. Il ruolo di Costanza fu invece originariamente assegnato a Meg Tilly, che si infortunò ad una gamba pochissimi giorni prima dell'inizio delle riprese, e venne quindi sostituita da Elizabeth Berridge. Simon Callow, che nel film interpreta il librettista de "Il flauto magico", aveva ricoperto il ruolo di Mozart nella rappresentazione teatrale di Londra. Per meglio rendere gli sbalzi di umore e le espressioni di Mozart, Tom Hulce si è ispirato all'allora numero uno del tennis mondiale John Mc Enroe, celebre tanto per la sua genialità, quanto per il suo essere sempre al di sopra delle righe. L'idea di appropriarsi del Requiem ha un fondamento storico: fu infatti il conte Franz Von Walsegg che lo commissionò a Mozart, per poi spacciarlo come proprio in occasione dell'anniversario della morte della moglie. Il lavoro però rimase veramente incompiuto per la morte del suo vero autore. Il testo teatrale di Schaffer descrive un Salieri ancor più perfido di quello visto nel film. Nel primo doppiaggio italiano fu cambiata una frase; nella versione originale Mozart diceva: "Naturalmente, gli Italiani! Gente musicalmente idiota.", nel doppiaggio fu edulcorata in "Naturalmente, i cortigiani! Gente musicalmente idiota". Il film fu candidato in tutto il mondo a 53 vari premi, vincendone 40, di cui 8 Oscar. Entrambi gli interpreti principali vennero candidati all'Oscar come miglior attore protagonista; la statuetta andò a Murray Abraham, che nel discorso di ringraziamento affermò: Vorrei che Tom Hulce fosse qui al mio fianco. Nel 2002 è uscita in dvd una versione "director's cut", con 20 minuti di scene inedite, originariamente tagliate. Il film ebbe un grande effetto sulla cultura popolare, influenzando cantanti, musicisti e scrittori anche di altri generi: nel 1985 il cantante viennese Falco gli rese omaggio con la canzone Rock me Amadeus, mentre i gruppi rock dei Fall out boy e dei Children of Bodom, citarono in due loro canzoni la celeberrima frase di Salieri "From now we are enemies" (D'ora in poi saremo nemici).

  

Mauro Gresolmi

A cura di:
Mauro Grisolmi

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