MILANO LATIN FESTIVAL 2019: A TU PER TU CON ESME

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‘Se nota en tu cara, se nota en tus labios, se nota en tu cuerpo furioso y violento..  Alzi la mano chi non ha letto queste parole canticchiandole! in pochi mesi questa bachata, Amantes, è diventata una delle più ascoltate, ballate e amate a livello mondiale. E il giovane talento dominicano che la canta – Esme – uno dei più richiesti per concerti e spettacoli. Nonché uno dei protagonisti che si è esibito sul palco durante la serata che il Milano Latin Festival ha dedicato alla bachata (insieme ad Alexander La Esencia, Dustin Richie e Kewin Cosmos – ndr).

‘Amantes’ è in questo momento una delle bachate più amate e ballate in tutto il mondo. Ti aspettavi che avrebbe avuto tanto successo?

Guarda, avevo capito subito che era una canzone molto speciale infatti ho aspettato tre anni per farla uscire,  perché aspettavo il momento giusto per lanciarla. Non soltanto per lanciare Amantes, ma per lanciare l’intero album. Praticamente ho finito di comporre il mio album tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 ed è uscito solamente nei primi mesi di quest’anno perché mi rendevo conto che era un suono diverso dal solito, che non c’era qualcosa di simile. Amantes è una canzone che mi è sempre piaciuta moltissimo, immaginavo che sarebbe piaciuta molto anche alle gente, ma non avrei mai pensato che avrebbe raggiunto un così grande successo In così poco tempo. Però ero sicuro che sarebbe arrivata in alto!

Come hai cominciato a fare musica?

Ho iniziato a 14 anni scrivendo molte poesie. A otto anni mi sono trasferito negli Stati Uniti, ho lasciato il mio papà in Repubblica Dominicana. Con lui parlavo spesso e la musica era un mio modo di comunicare. Ho cominciato con il rap romantico e con l’R‘nB in inglese. E da lì tutti mi dicevano: “Ma scusa, visto che sei dominicano, scrivi belle storie, perché non fai qualcosa di Bachata?”. Però per me la Bachata era una cosa troppo facile, non mi dava soddisfazione. Ma proprio perché mi veniva così facile, mi sono detto: “Perché non fare Bachata aggiungendo elementi differenti, complicandola un pochino?”. Così ho cominciato ed è nato il mio primo album Iluso.

Da dove prendi ispirazione per la tua musica, per i testi?

Dalle storie che ascolto in televisione o dai miei amici,  anche dalle mie. Dopo che ho scritto Amantes mi sono reso conto che questo è il tipo di storia che mi piace raccontare, che mi piace scrivere:  di amanti, di due donne che amano lo stesso uomo,  storie così, un po’ complicate,  perché di solito la bachata non tratta questi temi. La bachata parla sempre di ‘amore amore amore…’. Credo di aver trovato una mia posizione in questo genere parlando di altre storie, dell’altro lato dell’amore, quello meno romantico. E mi sono reso conto che alle donne piacciono molto le canzoni che  raccontano di amanti, di sesso e mi sono buttato su queste tematiche. 

Progetti per il futuro?

Un nuovo disco ovviamente e poi ho un progetto molto ambizioso: mi piacerebbe unire i vari generi di bachata, collaborare con i nuovi artisti e anche con gli artisti tradizionali di Bachata. Mi rendo conto che è molto difficile, prima era quasi impossibile, adesso che magari sono un pochino più conosciuto potrebbe essere un po’ più facile o meglio, meno difficile,  unendo i diversi generi, portare la bachata ad un altro livello.

Parli italiano? Qual è la prima parola che hai imparato in italiano?

La prima parola che ho imparato in italiano penso che non si possa dire… (ride – ndr)  però so dire mangiare, colazione,  pranzo e cena… tutte parole che hanno a che fare col cibo, insomma!

Cosa ti piace e cosa non ti piace della popolarità?

Adesso che sono un po’ più conosciuto il lato che mi piace di più è che vedo uscire il prodotto che ho impiegato tanto tempo a produrre, vedo finalmente realizzarsi i miei progetti e mi piace molto incontrare il mio pubblico. Ci sono persone a cui non piace, a me piace invece dopo i concerti fermarmi a chiacchierare con i fans, fare foto con loro, firmare autografi, ballare con loro…

Ti piace anche ballare?

Mi piace ballare la bachata però quella Dominicana tradizionale, non quella  sensual perché non sono capace. Appoggio la bachata sensual, credo sia un’arte,  ma non ho mai imparato a ballarla e credo che la Bachata dominicana tradizionale sia più “casuale” diciamo, noi latini non abbiamo una tecnica, seguiamo la musica e ci divertiamo! 

Cosa invece non ti piace dell’essere famoso? 

Senza dubbio stare lontano dalla mia famiglia. Sono arrivato qui per fermarmi pochi giorni e fare sei date. Queste date sono andate molto bene e con l’aiuto di DJ Alexio Papo Grossi siamo arrivati a metterne insieme 32:  non si era mai visto che un cantante che arriva qui per la prima volta riuscisse ad avere così tante date! Qualcosa del genere era successo con il Grupo Extra (che sarà in concerto al Milano Latin Festival il 28 giugno -ndr). Amo l’Italia, amo il cibo italiano, ogni posto ha il suo piatto tipico, e anche se quando si è in giro si mangiano soprattutto panini e pizza, ho avuto modo di assaggiare piatti buonissimi come la pasta alla carbonara, la cotoletta alla milanese, la pizza di Napoli. Però  con tutte queste date, sono lontano da casa da diverso tempo e mi manca la mia famiglia, la mia sorellina con cui parlo tanto, mio fratello,  il mio lavoro, perché comunque io ho un’attività lì che va bene, se ne occupa la mia mamma però so che le manca ‘la seconda mano’, mi mancano i miei amici.  Ero venuto per stare due settimane sono già diventate undici. Penso però che valga la pena fare tutti questi sacrifici.  Tra meno di una settimana finalmente tornerò a New York e sono molto felice ed emozionato. Emozionato di tornare a New York –  non vedo l’ora! –  ma non vedo anche l’ora di ritornare qua a novembre/ dicembre per altre date. 

Ma la vera sorpresa sarà una nuova versione di Amantes accompagnata dal sax… tutta da ballare, ma anche da ascoltare!

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