PERCHE’ NON RIUSCIAMO PIU’ A TROVARE UNA MUSICA CHE CI METTA TUTTI D’ACCORDO?

Salsa.it - News: l'editoriale di Enzo Conte

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PERCHE' NON RIUSCIAMO PIU’ A TROVARE UNA MUSICA CHE CI METTA TUTTI D’ACCORDO?
PERCHE' NON RIUSCIAMO PIU’ A TROVARE UNA MUSICA CHE CI METTA TUTTI D’ACCORDO?

C’è un forte parallelismo tra quello che, in passato, è successo nel mondo delle discoteche e quello che sta succedendo oggi nel mondo della salsa.

Negli anni ’70, sia mio fratello che le mie cugine mi portavano spesso a ballare nei locali. Mi ricordo che all’epoca non c’era una serata in cui non ci fosse un complesso a suonare. Poi, con l’uscita del film La Febbre del Sabato Sera, è scoppiato il fenomeno della disco music, le orchestre sono uscite di scena ed a salire alla ribalta è stata la figura del dee jay impegnato a promuovere tutti i grandi successi di quella nuova onda musicale.

Verso la fine degli anni ’80 sono però scoppiate le divisioni perché la gente già non riusciva più a ballare sulla stessa musica e quindi sono cominciate a sorgere serate a tema dedicate alla house music, alla tecnho music ed ai suoi mille derivati.

Ad un certo punto la musica era diventata talmente assordante (e per certi versi ripetitiva) che sono cominciare a nascere delle serate revival dedicate ad un pubblico più maturo.

l risultato di queste divisioni è che oggi le discoteche soffrono tantissimo al punto che la stessa Rimini ha visto chiudere molti di quei locali che una volta attiravano nella capitale della riviera romagnola migliaia di appassionati.

Se andiamo a bene vedere la stessa parabola è successa nel mondo della salsa.

Nei primi anni ’90 (almeno qui a Roma), non c’era una serata che non avesse la presenza di una band che suonasse dal vivo. Poi quando il movimento è iniziato a crescere, dai piccoli club siamo emigrati nelle grande discoteche ed a quel punto è diventata centrale la figura del dee jay.

Eppure all’epoca nessuno si lamentava della musica perché già trovare un posto dove si ballava salsa era un miracolo.

Poi, con il dilagare del fenomeno salsa ed il conseguente boom delle scuole di ballo, sono cominciate a sorgere le serate a tema che hanno portato alle divisioni attuali. La nascita dei diversi stili di ballo ha ulteriormente peggiorato la situazione perché si sono fatte strada idee sbagliate come quella che ci fosse una musica per ballare in linea ed una per ballare in tondo.

Oggi non basta avere un locale che ti dà la possibilità di ballare salsa. No, la gente è diventata molto più esigente e vorrebbe ballare con la musica che più ama, ma siccome siamo molto diversi in fatto di gusti musicali, ecco che è veramente difficile trovare una musica che ci metta tutti d’accordo.

Ognuno di noi dovrebbe trasformarsi in dee-jay per poter accontentare se stesso e le proprie esigenze ma probabilmente in quel modo scontenterebbe le esigenze degli altri.

Fateci caso: all”uscita di una serata di sola bachata raramente troverete qualcuno che si lamenti della musica, in quanto i dee-jays sicuramente avranno proposto le ultime hits dei cantanti più famosi di quel genere.

All’uscita di un locale di salsa le critiche si sprecano: “La musica era troppo vecchia!”; “No, era troppo nuova!” “C’era troppa timba!”; “No, c’era troppa musica portoricana!” “C”era troppo <merdaton>!” ; “No la musica era troppo sofisticata!”

Senza contare quelli che si lamentano a sproposito, magari dicendo di aver sentito poca musica cubana anche quando il dee jay ha per tutta la serata proposto i classici di questo genere (sempre con l’eccezione del chachacha, ahinoi, questo sconosciuto!

C’è soluzione a questo fenomeno?
Ho l’impressione di no! Non credo, purtroppo, che ci sia una soluzione.

Tutti i fenomeni quando diventano di massa, come dimostra appunto il mondo delle discoteche, sono destinati ad implodere, a provocare scissioni e divisioni.

Ma sta a noi che abbiamo più a cuore le sorti della salsa cercare di far capire ai più intolleranti che solo attraverso l’unione riusciremo a dare futuro a questo genere da noi tanto amato.

Continuando a dividerci non faremo altro che favorire l’auge di altri generi musicali più inclusivi e meno divisivi

A cura di: Enzo Conte
Graphic work by: Francisco Rojos

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