1SALSANAMA’ 2019: I VINCITORI

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Dopo avervi parlato, in un precedente articolo, del 1Salsanamà, il contest di pasitos “uno contro uno”, eccoci a raccontarvi com’è andata questa terza edizione.

Nella categoria Amatori hanno vinto Eva Bazzini, sorella di Arianna, tra le donne e Carlos Campari, tra gli uomini.

Eva Bazzini
Carlos Campari

Segnatevi questo nome perché Carlos Campari, che per un pelo non é arrivato in finale anche tra i professionisti, é un vero fenomeno: 18 anni, uno stile suo, particolare, che non é la brutta copia di qualcun altro, ma il risultato di anni di studio di stili diversi, mischiati ad un estro geniale e a una grandissima passione. Primo posto meritatissimo.

Tra gli Under 15 hanno vinto Natalia Caputo, che già si era fatta notare lo scorso anno, tra le donne e uno straordinario ragazzino rumeno, Radu Manole, tra gli uomini: un piccolo fenomeno, dotatissimo, estroso e sempre sorridente! Anche di loro sicuramente sentiremo parlare ancora!

Natalia Caputo
Radu Manole
Radu Manole

Così come sicuramente sentiremo parlare di Carolina Sosa (un nome, una promessa, ma molto forte indipendentemente dal nome!), Sofia Tanfoglio (dalla sua parte lo studio con diversi insegnanti che le permette di crearsi uno stile più personale), Andrea Maden (anche lui figlio d’arte, ballerino estremamente dotato) e Samuele Bruno (promettente allievo di Fernando Sosa sin da piccolissimo, crescendo sta mantenendo le ottime promesse) che pur non avendo vinto il titolo si sono messi in evidenza per le loro qualità.

E veniamo ai professionisti.
Primo posto tra le donne a Jennifer Tsuha. Una vera e propria rivelazione che ha sconfitto sul fil di lana, in semifinale, una grandissima Jessica Quiles, che era data da tutti per superfavorita.

Jennifer Tsuha

Se mi posso permettere, anche qui vorrei segnalare i nomi di alcune ballerine che, a mio giudizio, pur non avendo vinto, si sono distinte dalle altre per aver messo in luce qualità e uno stile ‘particolare’. Le ballerine dei Tropical Gem, tutte: Tatiana Bonaguro, Giulia Galparoli, Federica Giuliano e Federica Romano hanno dimostrato, di sapersi- se necessario- distaccare dal “Sosa Style” che solitamente le contraddistingue, per mettere nel ballo qualcosa di più personale che ovviamente, quando ballano in gruppo, devono lasciare da parte. E poi Arianna Bazzini e soprattutto Serena Fummo, bellissima e bravissima, dotatissima ballerina che ha uno stile sicuramente diverso da tutte, con una fortissima base classica, che l’ha fatta risaltare tra le altre, ma che l’ha penalizzata coi giudici che probabilmente l’hanno giudicata poco salsera.

E infine passiamo alla categoria più difficile da giudicare perché il livello era davvero superlativo, quella dei professionisti uomini.

Alla fine l’ha spuntata un eccezionale Yuri Colussi (un grande inizio d’anno per lui che con il suo gruppo C-Crew é anche arrivato in finale al programma televisivo I-Crew) che ha sconfitto in finale un grandissimo Michele Angeloni (su tre edizioni una vittoria e due finali, sicuramente il Salsanamá tira fuori il meglio di lui!), il quale, a sua volta, aveva eliminato in semifinale un fantastico Gigi Bianco, a detto di molti il favorito per la vittoria, che si era classificato al primo posto lo scorso anno.

Yuri Colucci

Senza nulla togliere al vincitore che ha strameritato il titolo, bisogna dire che in questo contest conta un pochino anche la fortuna (la musica, estratta a sorte, può ispirare di più o di meno, ma è anche vero che se sei un vero professionista devi saper ballare e interpretare tutto) ma soprattutto il colpo di genio, l’ispirazione improvvisa, l’estro.
Mi spiego meglio: se due concorrenti sono più o meno allo stesso livello (e ripeto, tra i professionisti uomini c’erano dei veri marziani!) vince quello che all’improvviso, magari su un accento, fa un passo che gli dà quel qualcosa in più che colpisce i giudici. Questo solo per dire che quando il livello è così esageratamente alto, quando in finale ci sono mostri come Yuri, Michele, Gigi, e altri come loro, non è facile per i giudici emettere un verdetto, e ripeto, basta un passo, un accento, a far la differenza.

Detto questo, anche per questa categoria, vorrei segnalare oltre ai ballerini già citati, che sono giustamente arrivati tra i primi, viste le loro straordinarie qualità, qualche artista – non si possono non definire così! – che, a mio personale giudizio, si è fatto notare: il già citato Carlos Campari, che pur non avendo raggiunto la finale, sicuramente ha saputo mettersi in luce anche in questa categoria, Rodrigo Jimenez e Vincenzo Fummo (non perché ballerini dei Tropical Gem, ma perché anche loro, come le colleghe donne, sono stati ‘incisivi’ col loro modo di ballare e hanno saputo tirar fuori quel qualcosa in più che li ha fatti risaltare sugli altri), Alessio Piemontese, Giuseppe Mastrorilli (uscito in semifinale contro il vincitore), Giuseppe ‘Pinuzzo’ Caggiano, Kristian Sassone, Yair Quispe Romero, che è arrivato direttamente in finale avendo vinto la selezione in Sudamerica e ultimo, ma non per importanza, Moustax Ba, anche lui sempre tra i primi in tutte le edizioni, quindi una certezza del Salsanamà.

Un evento molto bello ed entusiasmante che ha coinvolto e ‘galvanizzato’ non solo i partecipanti, ma anche i tantissimi appassionati che, nonostante le condizioni climatiche avverse, per tre giorni, pomeriggio e sera, hanno affollato il Camana Club di Buccinasco in provincia di Milano per assistere alla competizione.

L’unica piccola critica che si può fare all’organizzazione (Fernando Sosa e Tito Petronio), che per altro è stata impeccabile, è quella di aver fatto iniziare le finali troppo tardi. Tutte e tre le serate, ma soprattutto la domenica: la finale professionisti uomini è iniziata poco prima della 1 ed è finita dopo le 3 del mattino! Molta gente, che lunedì mattina doveva andare a lavorare o a scuola ha dovuto, a malincuore, rinunciare, mentre uno spettacolo così bello avrebbe meritato una platea molto più ampia.

Infine una particolare menzione per la “chef” Cecilia Petronio, artefice di un buffet della domenica sera al Camana Club (tutte le domeniche, non solo in occasione del 1Salsanamà) talmente buono e ricco – ci sono anche diversi piatti vegani- da far invidia a un banchetto di nozze!

Appuntamento dunque per la quarta edizione del 1Salsanamà dal 31 gennaio al 2 febbraio 2020. Nel frattempo potete godervi tutte le sfide del 2019 sulla pagina YouTube e Facebook “Noi che Amiamo la Salsa” e le bellissime foto sulla pagina Facebook del Camana.

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