TITO RODRIGUEZ

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Forse un nome poco conosciuto dalle giovani generazioni di salseri, anche perché morto
prematuramente di leucemia, all’età di 50 anni, nel lontano 1973. La sua eredità
artistica, però, si tramanda negli anni ed è sempre viva ed incredibilmente
attuale!
Pensate che uno dei pezzi più ballati della scorsa stagione invernale è stato "Mama
Guela"( nella versione di Spanish Harlem orquesta o di Son boricua); questo
brano è un rifacimento del famoso pezzo di Tito Rodriguez "Mambo Mona", che
risale al 1949, presente nell’album omonimo "Mambo Mona"1949-50, registrato a
New York.
Per chi
volesse avvicinarsi però in maniera più profonda allo stile inconfondibile di
Tito Rodriguez, consiglio di gustare fino in fondo l’album splendido di Adolph
Williams, meglio conosciuto come don Adolfo, "Ritmo caliente", edito nel 2000,
ma in realtà sul mercato solo dallo scorso anno. Questa produzione bellissima
riprende in modo straordinario il formato orchestrale( soprattutto la sezione
fiati, veramente unica) di Rodriguez, in particolare nei pezzi " Amor prohibido"
e " La verdad". Questo aiuterà anche chi non ha mai sentito Tito Rodriguez ad
avvicinarsi al suo stile, che io personalmente amo moltissimo.

Questo grande artista riesce a fondere in maniera unica una voce melodica,
dolcissima, ad una grande carica orchestrale; la melodia è sempre travolgente, e
poi ridabisco, la sezione fiati " entra dentro".

Tra i suoi pezzi cult poi come non pensare alla "Descarga cachao", presente
nell’album "Tito Tito Tito" riedito nel 1989. In questo album ritroviamo
Rodriguez, come direttore e bongocero, insieme al grande bassista cubano Israel
" Cachao " Lopez e a Renè Hernendez al piano.L’album è edito dalla UA Latino,
marchio con cui Rodriguez ha prodotto la maggior parte dei suoi lavori
discografici. Vi ritroviamo anche altri pezzi storici come " Boco Boco " e "
Descarga Malanga".Se volete ascoltare la mitica " Descarga cachao", vi consiglio
di acquistare " Sabroso-The afro latin groove", lo trovate facilmente in
commercio.

Il grande pianista Eddie Palmieri, che ha lavorato con Rodriguez dal 1958 al
1960 ha parlato di lui come del "sonero mayor"de Puerto Rico, e sulla
strordinaria bellezza della sua voce sono stati sempre tutti d’accordo!!!.

Come anticipato Tito Rodriguez è nato a San Juan de Puerto Rico nel 1923, ma
giovanissimo si è trasferito a New York, insieme al fratello Nelson. Questa
scelta ha condizionato moltissimo la sua evoluzione artistica.

Negli anni ‘40 Rodriguez ha lavorato con il Cuarteto Caney e con Noro Morales,
grande pianista. Alcuni brani di questi anni sono contenuti nell’album " Rumbas
and mambo", una raccolta di pezzi dal 1948 al 1951, riedito nel 1993. Qui
ritroviamo la voce di Tito Rodriguez insieme ad altri cantanti dell’epoca ,come
Joe Valle. L’album contiene brani storici come " El manicero", dove Noro Morales
si esibisce in un assolo di piano da brivido!!!

Come dimenticare poi di questi anni la collaborazione con Xavier Cugat,
nell’album "Xavier Cugat and his orchestra 1940-42". Qui ritroviamo un
giovanissimo Rodriguez cantante, insieme a Miguelito Valdez e al grande Machito.
Cugat era un musicista molto sofisticato, che aveva creato un’orchestra
dall’inconfondibile stile elegante e ricercato. Aveva iniziato a New York con un
piccolo gruppo, già negli anni ‘30.

Di qualche anno più tardi poi la collaborazione con il pianista Josè Curbelo,
con il quale aveva lavorato anche il grande Tito Puente; l’album più importante
" Live at the China Doll in New York", vol. 1 e 2( pezzi registrati nel ‘46/
‘47/’51 dal vivo al China Doll di New York).

Sempre risalente alla fine degli anni ‘40, la collaborazione con i grandi del
momento: Chano pozo, Arsenio Rodriguez, l’orchestra di Machito. Le produzioni di
questi anni sono raccolte nell’album " Legendary sessions" di Machito and his
afro-cubans( 1947-53), riedito nel 1992.
Veramente
un album leggendario, in cui ritroviamo davvero dei mostri sacri…..E’ anche
grazie a queste collaborazioni importanti che Tito Rodriguez si avvicina al
latin jazz; una delle sue caratteristiche sarà infatti la capacità di unire
ritmica di mambo e jazz; l’approccio artistico con il jazz lo ha proprio in
questi anni, anche se le sue produzioni autenticamente jazz si avranno più
tardi, intorno a fine anni Cinquanta, inizio anni Sessanta. Basti pensare
all’album " Live at Birdland", del 1961, riedito nel 2000, il suo album di
autentico jazz, registrato dal vivo al Birdland Jazz Club di New York, dove
Rodriguez suona alcuni brani classici di jazz, come Summertime.
Tra gli
anni Quaranta e Cinquanta Rodriguez fonda finalmente un suo gruppo, prima
chiamato Mambo devils, poi rinominato Los lobos del mambo. In seguito, con
l’aggiunta di sax e tromboni, il suo gruppo è stato semplicemente chiamato ..".his
orchestra"; vi ha lavorato fino al 1965. Sono gli anni delle produzioni più
importanti di Rodriguez, in cui matura il suo stile personale di mambo, unito al
jazz e al guaguancò, il suo stile melodico, la sua voce romantica, ma la grande
carica strumentale. I brani di questi anni sono raccolti in " The best of Tito
Rodriguez & his orchestra", vol.1-2-3.
Questo
straordinario artista è stato anche un grande cantante di bolero; le sue
produzioni più famose, nel genere, sono raccolte in " From Tito Rodriguez with
love", prodotto nel ‘63, dove ritroviamo il suo bolero forse più famoso "
Inolvidable".
Dopo una
crisi finanziaria sopraggiunta nella prima metà degli anni Sessanta, Rodriguez
si trasferisce nuovamente a Puerto rico, nel 1966; qui partecipa anche a qualche
produzione televisiva. Alla fine degli anni Sessanta però ritorna a Miami; di
quel periodo l’album "Estoy como nunca", prodotto nel ‘68 dalla WS Latino, e
riedito nel 1993. Vi ritroviamo una grande orchestra e una grande sezione fiati:
4 trompetas, 5 sax, 4 tromboni; vi collabora anche il futuro leader del Conjunto
Libre Manny Oquendo. Alcuni dei brani più famosi di questa produzione sono "
Buscando la melodia " e " Bilongo".
Nel 1971
Rodriguez fonda un suo marchio discografico: TR records. In questi anni inizia
la sua collaborazione con Louie Ramirez( sicuramente di questo artista conoscete
"Feo pero sabroso" e " Los timbales de la salsa", tra i suoi pezzi recenti più
ballati), che porta alla produzione " Algo nuevo" del 1972, un misto di son
-bolero, che sposa le sonorità più moderne del tempo, come la bellissima " El
mulato rumbero", con un grande assolo di chitarra elettrica.
Purtroppo
però la straordinaria carriera di Tito Rodriguez volge tragicamente al termine:
la sua ultima esibizione al Madison Square Garden , insieme a Machito, un mese
prima della sua morte, nel 1973.
Se volete assaporare la magia della sua voce, vi consiglio di acquistare l’album
"El doctor de la salsa", che più facilmente potrete trovare in commercio. E’
stato prodotto nel 1969 a Puerto Rico, ma riedito nel 1997. Gli arrangiamenti
sono di Renè Hernendez e Hector De leon.Contiene dei brani veramente bellissimi:
"Buenas noches che-che"-"En el balcon"-"La ley del guaguancò"-"El hueso de Maria".
Ascoltatelo, vi procurerà un vero, profondo piacere!

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