THE BLUES BROTHERS

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Durante la puntata del 22 Aprile del 1978 del ‘Saturday Night Live’, famoso
show della tv americana, fece il suo debutto in un numero musicale la Blues
Brothers Band, fondata dai due talenti comici John Belushi e Dan Aykroyd, i
quali, nelle loro tenute nere e negli occhiali da sole Ray-ban Wayfarer, erano
anche i due cantanti del gruppo. Grazie alla bravura dei suoi componenti e alla
validità del loro repertorio, composto dai classici del Blues e del Soul, il
successo fu immediato, tanto che l’intermezzo musicale della Band diventò un
appuntamento fisso del programma. Nel giro di poche settimane uscì il primo
disco e i Blues Brothers iniziarono ad andare in tourneè dal vivo in tutti gli
Sati Uniti. Nel 1980, sulle ali dell’entusiasmo di questo successo, fu
realizzato il film ‘The Blues Brothers’, la cui regia venne affidata a John
Landis, che con ‘Animal House’ aveva di fatto inventato due anni prima il genere
“demenziale” e che di lì a poco avrebbe diretto il video musicale più famoso
dela storia, e cioè “Thriller” di Michael Jackson. Inizialmente sia la critica
che il box-office parvero non premiare questa pellicola, ma col passare del
tempo il tam tam del pubblico e il grandi consensi ottenuti all’estero fecero
diventare ‘The Blues Brothers’ un vero e proprio cult-movie, facendo ricredere
quelli che inizialmente lo avevano snobbato ed entrando di diritto nella storia
del cinema, grazie anche ad un cast che annovera i più grandi interpreti di quel
genere.

La trama – “Joliet” Jake Blues (John Belushi) esce di prigione dopo aver
scontato una condanna per rapina e viene affidato in custodia a suo fratello
Elwood (Dan Aykroyd), che lo attende all’esterno del carcere con un’auto della
polizia, comprata ad un’asta dopo che aveva scambiato la loro vecchia Cadillac
per un microfono. I due si recano all’orfanotrofio dove sono cresciuti per
scoprire, per bocca della suora Mary Stigmata (da loro soprannominata “La
pinguina”), che l’istituto chiuderà i battenti se non si troveranno i cinquemila
dollari che servono per pagare le tasse sulla proprietà dell’edificio. I due
fratelli si offrono di procurare quei soldi e, su consiglio di Curtis (Cab
Calloway), un inserviente che aveva fatto loro conoscere ed amare la musica
Blues, si recano nella chiesa battista di Triple Rock per trovare l’ispirazione.
Qui Jake riceve dal reverendo Cleophus James (James Brown) la rivelazione di
rimettere assieme la vecchia banda per racimolare i soldi necessari. Da questo
momento i fratelli sono “in missione per conto di Dio”. Jake ed Elwood iniziano
a cercare tutti i componenti della Blues Brothers Band, che ormai compiono i
lavori più disparati, ma mentre lo fanno si attirano l’ira della polizia locale,
di un gruppo di neonazisti e della ex fidanzata di Jake (Carrie Fisher), che li
insegue armata di bazooka. Finalmente riunita, la band va a comprare gli
strumenti dal non vedente Ray (Ray Charles), che li persuade della bontà di una
tastiera esibendosi in una scatenata “Shake your Tailfeather”. Per far
ottenere un primo ingaggio ai suoi ragazzi, Jake si sostituisce al gruppo dei
‘Good Old Boys’: vanno così a suonare in un locale country, dove alle prime note
di “Gimme some lovin” il pubblico per protesta lancia di tutto contro i
musicisti, protetti da una rete da pollaio. Suonando la sigla del telefilm
western “Rawhide” salvano la serata, ma nel frattempo arrivano i veri
‘Good Old Boys’, che li inseguono insieme a proprietario del locale per farsi
giustizia.

Per mezzo di un ricatto perpetrato ai danni del loro vecchio manager i Blues
Brothers riescono ad ottenere di esibirsi al Palace Hotel a Nord di Chicago.
Grazie all’intenso battage pubblicitario la sala è gremita di pubblico, ma tra
gli spettatori si appostano anche i ‘Good Old Boys’, i poliziotti, i neonazisti
e molti altri agenti che sperano di catturarli. Mentre Jake ed Elwood sono
costretti a passare dal bagno delle donne per entrare al Palace Hotel, ed
eludere la sorveglianza, la folla si spazientisce per l’attesa e quindi Curtis
per tenerli buoni esegue con la band “Minnie The Mootcher”. Finalmente i
due fratelli salgono sul palco ed è un trionfo! Accortisi però che la polizia ha
circondato la sala, decidono di fuggire. In questo frangente incontrano un
produttore discografico, che offre loro ben 10 mila dollari per un disco in
esclusiva. I due accettano (lasciando però i soldi per pagare Ray e i ragazzi
della band) e fuggono mediante una botola che si trova sotto la batteria. Si
dirigono così a folle velocità verso Chicago, distante ben 106 miglia, inseguiti
da «tutte le forze dell’ordine dell’Illinois», dai neonazisti e dai ‘Good Old
Boys’. Dopo ore e ore di adrenalinico inseguimento, tallonati da un esercito di
auto della polizia a sirene spiegate, che si schiantano in tutti i modi dietro
di loro, i Blues Brothers arrivano al ‘Richard J. Daley Center’ a Chicago. Qui
Jake ed Elwood possono finalmente pagare l’imposta per l’orfanotrofio. Proprio
nell’istante in cui viene timbrata e consegnata la ricevuta, vengono raggiunti
da centinaia di poliziotti e militari che, spianandogli addosso ogni genere di
armi, li arrestano; nella scena finale la Blues Brothers Band al completo è in
prigione, e suona per i compagni detenuti il brano “Jailhouse Rock”.

La colonna sonora – votata in un sondaggio della BBC del 2004 come la
migliore della storia del cinema, può vantare brani storici quali “Everybody
need somebody to love
”, “She Caught the Katy”, “Sweet home Chicago”,
Peter Gunn Theme”, “Minnie the mootcher” e un brano che ancora
oggi è ballato in tutte le discoteche del mondo, “Think” di Aretha
Franklyn.

Curiosità – il film è entrato nel Guinness dei primati per la scena con
il maggior numero di incidenti d’auto. Tantissimi i cameo: l’impiegato del
carcere all’inizio del film è Frank-Oz, regista e inventore insieme a Jim
Henson dei Muppets, nonché animatore del personaggio di Yoda di Star Wars;
l’impiegato che riscuote la tassa dell’orfanotrofio è Steven Spielberg;
la ragazza con la quale Dan Aykroyd si finge benzinaio per racimolare i soldi
per la benzian è la modella inglese Twiggy. Nel film compaiono anche il
regista John Landis (è uno dei poliziotti) e la moglie di John Belushi (è
una delle cameriere dell’Hotel nel quale i BB ritrovano i loro vecchi compagni).
Nel corso del film John Belushi si leva solo una volta gli occhiali, nella scena
in cui guarda negli occhi la sua ex fidanzata, mentre Dan Aykroyd non se li leva
mai.

                      
 
Pur avendo cambiato quasi tutti i suoi componenti, la Blues Brothers Band è
attiva ancora oggi: tra i cantanti italiani Paolo Belli e Zucchero
hanno avuto l’onore di esibirsi con loro, mentre nel 2004 la Band cantò al
festival di Sanremo insieme ad Andrea Mingardi un brano dal titolo “E’
la musica
”.

a cura di: Mauro Gresolmi

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