RUBEN GONZALEZ

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Dedichiamo questo
articolo della rubrica Los grandes de la salsa al formidabile pianista cubano,
che si è spento pochi giorni fa….
Un altro grande della musica cubana ci ha lasciato. Ruben Gonzalez è morto nella
sua casa, all’Havana, domenica 8 Dicembre. Già da tempo non stava bene; ci ha
lasciati all’età di 84 anni. Tutto il mondo lo ricorda come membro del Buena
Vista Social Club, portato al successo grazie al progetto del chitarrista Ry
Cooder.

In realtà Ruben ha alle spalle una
straordinaria storia di musicista, che è iniziata quando aveva solo 5 anni;
suonava già allora infatti. Da molti viene riconosciuto come il più
straordinario e talentuoso pianista cubano, da tutti amato per il suo tocco
leggero e raffinato!
E’ nato nel 1919 a Santa Clara e si è diplomato al Conservatorio
Cienfuegos nel 1934.
Inizialmente Ruben aveva deciso di dedicarsi agli studi medici, aveva infatti
ottime doti, come studente. La passione per la musica però è stata travolgente,
e, nonostante la strada del musicista fosse molto più tortuosa e incerta,
soprattutto nella Cuba di quegli anni, decide ugualmente di seguire il suo
cuore.
Così abbandona gli studi e, nel 1941, si trasferisce all’Havana; solo nella
capitale c’era infatti possibilità per chi voleva fare il musicista ed iniziare
a farsi conoscere nell’ambiente!
Il suo talento era straordinario; nell’arco di qualche anno Ruben riesce ad
entrare a far parte di uno dei gruppi più famosi e acclamati nella Cuba del
tempo: il Conjunto di Arsenio Rodriguez, che era una vera celebrità in
quel momento.
Successivamente ha modo anche di suonare con il grande Mongo Santamaria
nell’Orquesta de Los Hermanos.
Ruben è stato uno dei pionieri, che ha sperimentato il mambo, il cha-cha e
successivamente il jazz.
Negli anni ‘50, infatti, molti eventi hanno stravolto la scena musicale a Cuba;
il più importante di tutti sicuramente l’invenzione di un nuovo genere musicale,
che avrebbe conquistato prima Cuba e poi tutto il mondo, ad opera del violinista
Enrique Jorrin: il cha-cha.
Già dalla fine degli anni ‘40, Jorrin era entrato a far parte dell’Orquesta
America
, uno dei gruppi più famosi in quel momento a Cuba; insieme al
gruppo, Enrique incide, nel 1953, " La Enganadora"; nasce così il
cha-cha
e il successo è strepitoso!!!
Dopo alterne vicende però e una serie di scissioni interne( lo stesso Jorrin
aveva abbandonato il gruppo), l’Orquesta America, dopo un periodo in Messico,
ritorna all’Havana e nel Gennaio del 1955, si ripresenta al pubblico con un
nuovo formato e nuovi musicisti; tra questi, alcuni di quelli che avevano
lavorato con Arsenio Rodriguez, tra cui lo stesso Ruben Gonzalez. Inizia così un
periodo di collaborazione con l’Orquesta America, rinominata Orquesta America
del 55
.
Negli stessi anni, il pianista cubano si dedica a molti viaggi per l’Argentina e
Panama, provando nuove emozioni e scoprendo nuovi ritmi. Suona infatti con
diversi musicisti di tango, per poi rientrare all’Havana, nei primi anni ‘60.

Questo periodo segna anche l’inizio di una collaborazione molto duratura,
proprio con lo scopritore del cha-cha, Jorrin, che durerà più di vent’anni,
in pratica fino alla morte dello stesso Enrique, negli anni ‘80.

Fino a poco tempo fa Ruben era l’ultimo rimasto in vita del trio di pianisti più
famosi a Cuba, nella metà del secolo scorso: Luis " Lili" Martinez e Peruchin,
scopritori della musica cubana del futuro, loro stessi sperimentatori di nuove
tendenze musicali.
La maggior parte della gente ha conosciuto Ruben Gonzalez grazie all’album e al
film- documentario: " Buena Vista Social Club". Tutti noi ricorderemo una
delle scene più belle del video, quella in cui delle piccole ballerine cubane,
danzano in una scuola di ballo, al suono delle note del suo pianoforte.
Il suo tocco così dolce, aveva sempre un non so che di nostalgico dentro.
Lo stesso Ry Cooder ha definito Ruben a metà tra Thelonius Monk e
Felix the Cat
. Anche lui è stato un pezzo della storia del jazz.….

Siamo nel 1996, quando Ry e suo figlio girano Cuba per trovare i
musicisti del famoso gruppo cubano, che si esibiva, negli anni ‘40, nel Buena
Vista Social Club
.
Ormai sono tutti anziani, molti anche delusi dalla vita, e senza più aspettative
per il futuro… Per questo motivo questi straordinari artisti, chiamati "
Los Superabuelos"
, trovano, nel progetto di Cooder, una nuova ragione
di vita.
Il film, uscito poi nel ‘98, segue le registrazioni del disco del gruppo
ricomposto per l’occasione, a cui fa seguito poi una straordinaria tournèe.
L’intervista di Ruben nel video è una delle più toccanti; non c’è la rabbia e la
delusione di Ibrahim Ferrer, ma c’è tutta la nostalgia commossa e
commovente di un artista straordinario, che sa di essere alla fine del suo
percorso, e che forse avrebbe voluto dire di più …..

Già nella metà degli anni ‘80 aveva lasciato la musica, perché bloccato
da una fastidiosa artrite; nel 1996, però, era tornato alla ribalta con
il gruppo Afro Cuban All-Stars, nel quale, si era ritrovato con Omara
Portuondo
, Compay Segundo, Ibrahim Ferrer. Il loro album " A toda
Cuba le gusta
", con Ry Cooder alla chitarra, era stato un po’ una
anticipazione del progetto Buena Vista.
Grazie al loro successo tutto il mondo riscopre la musica cubana, e con essa, i
suoi artisti!

Nel 1997 Ruben incide due album da solista: "Introducing", curato
dall’etichetta di Cooder Word Circuit, un album che ripropone pezzi classici
come " La enganadora", "Tres lindas cubanas", " Mandinga" e altri, e
l’album " Indestructible", una produzione di cha-cha, mambo e bolero,
solo con piano, percussioni e basso.

Il suo capolavoro è stato, poi, l’album "Chanchullo", nel 2000,
registrato agli studi Egrem, all’Havana, con brani tratti dal suo repertorio ,
che comprendono danzon, son montuno, cha-cha, guajira e descarga.
Si tratta di un album che fa sognare e con il quale Ruben rivive tutta la sua
carriera; una sorta di diario musicale, che questo straordinario artista ha
lasciato al mondo, che ripercorre la storia del suo talento, dei suoi sogni,
realizzatisi fino in fondo, forse, solo alla fine dei suoi anni…….
A noi rimane il ricordo e il rimpianto di non aver conosciuto prima un talento
unico!
Grazie Ruben!

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