RADIOFRECCIA

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I film possono dare delle belle emozioni e questo, personalmente, rientra tra
quelli che me ne danno di più e il motivo è molto semplice…. nel 1998 ebbi
l’opportunità di realizzare il primo programma radiofonico in Alessandria ,
sulle frequenza di Radio Music, dedicato esclusivamente alla musica latina che
intitolai ‘Night Fly Latino’ e che andava in onda il giovedi sera dalle 22,00 di
sera a mezzanotte.  Dopo due o tre puntate uscì nelle sale cinematografiche
Radiofreccia,
il film diretto da Luciano Ligabue,
all'esordio nella regia, e prodotto da Domenico Procacci ed il Dj di Radio
Freccia raccontava la storia del film nelle ultime due ore di programmazione
proprio dalle 22,00 a mezzanotte…. beh, a me suonò come un piccolo segno del
destino.  
L'opera, ispirata ad alcuni racconti presenti nel primo libro pubblicato da
Ligabue, la raccolta Fuori e dentro il borgo, ottenne un successo
inaspettato: il film, infatti, ricevette ben tre David di Donatello, due Nastri
d'argento e tre Ciak d'oro e, nel 2006, ha anche ottenuto un importante
riconoscimento internazionale: la pellicola è stata proiettata negli Stati Uniti
al MoMA, il Museo d'Arte Moderna di New York e credo di poter dire che ha
lanciato definitivamente l’attore Stefano Accorsi, fino a quel
momento molto famoso per lo spot del gelato e la famosa frase : “Tu gust is
mei che uan”
che vinse, con l'interpretazione di Freccia, un David di
Donatello come migliore attore protagonista.    

Il film parte dalla notte del 20 giugno 1993, quando Bruno Iori,
il deejay di Radiofreccia, all'alba del diciottesimo anniversario della
fondazione della stessa, decide di chiuderla. Prima di farlo rievoca gli anni
passati, partendo proprio dagli episodi che portarono alla creazione di quella
che un tempo era Radio Raptus. Il lungo flashback parte dal
1975, in una piccola città del reggiano, mai esplicitamente nominata, anche se
alcuni elementi visivi la identificano con Correggio, il borgo di Ligabue. Il
periodo è caratterizzato dalla fondazione di molte radio libere e così, anche
Bruno, ragazzo affascinato dalla musica, fonda la propria radio, chiamata
Raptus. Aiutato dai suoi amici Iena, Tito, Boris, e soprattutto
Ivan Benassi, detto Freccia, Bruno vedrà
crescere sempre di più la sua radio, che però perderà la connotazione di libertà
per diventare sempre più una realtà commerciale. La vita dei suoi amici, tra
scherzi, scampagnate, serate al bar di Adolfo e vicissitudini
familiari, non sarà semplice. Tito tenterà di uccidere il padre che abusava
della sorella, mentre Iena sposerà una donna che lo tradirà con Boris il giorno
stesso delle nozze, durante il ricevimento. La sorte peggiore toccherà però a
Freccia, che cadrà nella tossicodipendenza a causa della sua relazione con una
ragazza eroinomane. La sua dipendenza gli farà perdere il lavoro e gli procurerà
diverse frizioni con i suoi amici, ed in particolar modo con Bruno, e gli
causerà molti guai con la giustizia. L'amore di Marzia lo farà
riprendere, ma la delusione d'amore con la sorella di Iena, lo farà ripiombare
fatalmente nella droga. Dopo la sua morte, Radio Raptus verrà ribattezzata, in
suo onore, come Radiofreccia.    

Nell’ambito del film Luciano Ligabue si ritaglia due piccoli camei, ricoprendo
il ruolo di speaker radiofonico mentre Adolfo spiega a Bruno le radio libere, e
come disk jockey nella radio che vanno a spiare i ragazzi per capire cosa serve
loro al fine di poter allestire la propria e inoltre il film può vantare una
splendida interpretazione di Francesco Guccini che ricopre il
ruolo di un burbero barista, proprietario del bar Laika, che introduce Bruno
alla scoperta delle radio libere.  
Tra le pillole memorabili del film c’è il

monologo in radio di Freccia
che spiega il suo ‘inizio’ nel
mondo della droga…. da ascoltare proprio per evitare quel mondo…. oltre ad una
colonna sonora ricchissima di brani che i conduttori delle radio libere usavano
passare all'epoca: da Rebel Rebel di David Bowie a The Passenger
di Iggy Pop, da Long Train Running dei Doobie Brothers a Vicious
di Lou Reed, da Year of the Cat di Al Stewart a Sweet Home Alabama
dei Lynyrd Skynyrd, ivi comprese alcune canzoni create da Ligabue appositamente
per il film: “Ho perso le parole, eppure ce le avevo qua un attimo fa…”.
 Il mio personale incontro con le Radio Libere è legato ad una piccola mansarda
dove, da piccolino, vedevo mio cugino più grande trasmettere la sua musica ed i
suoi sogni, ma dopo 40 anni circa il mondo delle web radio paradossalmente ha
riportato questa ‘nuova’ libertà ed io ci sono dentro in pieno….    

  

Andrea Mantelli  

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