QUESTO E’ TUTTO

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Quello che vi presentiamo questa settimana non è soltanto un film, ma si
tratta del testamento spirituale del più grande artista pop che sia mai vissuto:
Michael Jackson.
Un simile artista non poteva certamente mancare in una rubrica come la nostra:
come ballerino ha rivoluzionato e personalizzato il modo di ballare, diventando
un punto di riferimento per molti coreografi e soprattutto per molti ragazzi e
ragazze che si sono prima appassionati e poi avvicinati al mondo della danza
cercando di imitare il suo moonwalking e le sue tipiche movenze che lo hanno
reso unico.

Il 5 Marzo del 2009 Michael Jackson dal palco dell’O2 Arena di Londra annunciò
di fronte ad oltre 7.000 fans e 350 giornalisti che avrebbe tenuto una serie di
10 concerti nel corso dell’estate, tornando a esibirsi in tourneè a dodici anni
di distanza dall’History World tour, concluso nel 1997. Nel giro di pochi giorni
i biglietti venduti sul sito ufficiale andarono rapidamente esauriti e questo
portò la società organizzatrice dell’evento ad aumentare le date da 10 a 50;
anche i biglietti per i rimanenti 40 concerti furono rapidamente venduti,
Jackson allora scelse di dividere il tour in due parti: la prima nell’estate
2009 e la seconda nei primi mesi del 2010. Nel frattempo il re del pop aveva
lanciato un sondaggio per i suoi fans, sulla falsariga di quello effettuato in
precedenza per l’album “K.O.P.”: sarebbe toccato nuovamente a loro, infatti,
scegliere le 25 canzoni della scaletta del concerto.Un’altra conseguenza
dell’annuncio del tour fu una vera e propria impennata delle vendite dei dischi
di Jackson, come non accadeva ormai da qualche anno. L’attesa per quello che
sarebbe stato l’evento musicale dell’anno era trepidante, ma il 25 Giugno 2009
Michael Jackson è deceduto nella sua casa a Los Angeles alle 12.21, inutile il
tempestivo intervento dell’ambulanza ed i tentativi di rianimarlo.La sua morte è
coperta da molte ombre e non è certo in questa sede che si riuscirà a dare una
spiegazione in proposito. Ovviamente il tour venne cancellato e l’organizzazione
AEG Live si impegnò a rimborsare l’intero costo dei biglietti venduti. Pochi
giorni dopo il decesso vennero diffuse parecchie immagini delle prove dei
concerti e venne reso pubblico il fatto che Jackson aveva fatto filmare oltre
cento ore di prove da un operatore.

Il 10 Agosto 2009, sborsando una cifra di 60 milioni di dollari, la Sony ottenne
i diritti sul materiale girato e incaricò il regista Kenny Ortega (quello di
‘High School Musical’), che lavorava con Jackson da vent’anni e che stava
curando anche la regia del concerto, di ricavarne un film documentario. Il
progetto, che in origine prevedeva anche alcune scene girate in 3d (il nuovo
video di ‘Thriller’), ma che poi nella sale è stato proiettato in visione
normale, è stato ultimato ad inizio settembre.

Il 13 Settembre 2009 è stato presentato il primo trailer ufficiale agli Mtv
Video Music Awards, mentre il 28 Ottobre il film è uscito in contemporanea
mondiale, per rimanere in programmazione per due settimane. Visti i grandi
incassi (230 milioni di dollari in tutto il mondo), negli Stati Uniti
prolungarono la sua permanenza delle sale sino al giorno del Ringraziamento.

Nel documentario si possono vedere le ultime prove, gli ultimi dettagli dei
preparativi del tour, le interviste a ballerini, coreografi, addetti ai lavori,
persone che avevano acquistato i biglietti per le date londinesi, familiari ed
amici; interessantissimi anche un montaggio di filmati in bianco e nero che
vedono Michael Jackson interagire con i vecchi divi Hollywoodiani, la
realizzazione di un nuovo video di Thriller e la creazione dell’effetto speciale
della moltiplicazione dei ballerini su sfondo verde ad opera del supervisore
degli effetti visivi Bruce Jones. Il tutto per celebrare la vita e la carriera
di una vera e propria leggenda, tanto da far affermare a uno degli intervistati:
“Nel suo mondo tutto è più grande e più intenso”.

Curiosità: nella ormai famosa conferenza stampa del 5 Marzo 2009 Michael disse:
“ I Just wanted to say that these will be my final show performances in London.
When I say This Is It, it really means This Is It because..” (traduzione:
“Voglio solo dire che questo sarà il mio ultimo show a Londra. Quando dico
Questo è tutto, significa veramente Questo è tutto perché…”). Stranamente
Michael non volle spiegare il perché di "questo è tutto", ma lo sottolineò più
volte, aggiungendo solo in seguito che questa era la sua ultima “chiamata al
sipario”.

 

Come nostro omaggio al Re del Pop vogliamo offrire a tutti gli appassionati
salseros questo collage di video realizzato da un fan di Michael che ha
sincronizzato tutte le sue più belle coreografie sulle note di “La vida es un
carnaval”
a cura di: Mauro Gresolmi

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