PETE “EL CONDE” RODRIGUEZ

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Questa settimana la
rubrica " I grandi della salsa" è dedicata ad una delle voci più belle della
storia della salsa, al popolare cantante portoricano scomparso tre anni fa, "El
Conde" Rodriguez.

Pedro Juan Rodriguez Ferrer, meglio noto come Pete " El Conde" Rodriguez,
scomparso nel Dicembre del 2000, era nato nel 1932 a Ponce, Puerto Rico.

È diventato famoso e amato per la sua voce profonda, romantica, per il suo modo
elegante di porsi sulla scena, degno appunto di un conte.
In una intervista ha
raccontato le origini di questo appellativo, il conte appunto, con cui è
conosciuto ovunque. Pete ha confessato che si è trattato di un caso, risalente
ai tempi in cui non aveva ancora raggiunto il successo. C’erano infatti diversi
cantanti che, come lui, si chiamavano Pete Rodriguez. Uno di questi era a quei
tempi già un famoso artista, noto soprattutto per i suoi boogaloo; uno dei suoi
maggiori successi era " I like it like that"; si trattava di un portoricano,
bianco, completamente diverso da lui! Era capitato però, in diverse occasioni,
che la gente, recatasi ad assistere ai suoi spettacoli, avesse poi reclamato
perché non si trattava del vero Pete Rodriguez, o meglio del cantante di
boogaloo, che loro conoscevano!

Per questo motivo fu costretto a trovare un nome che lo differenziasse dagli
altri Rodriguez. Un giorno il suo barbiere, vedendolo con la barba cresciuta,
gli disse che quel suo aspetto regale ed elegante lo faceva apparire proprio
come un conte! Così nacque " El Conde".

Da allora Rodriguez ha, sempre con maggior attenzione, curato lo stile,
l’abbigliamento, il portamento, soprattutto in scena.

La sua storia di artista comincia da bambino, quando a soli cinque anni, inizia
a suonare il bongos.

La figura paterna influisce molto sul suo amore per la musica; il padre infatti
suonava in un gruppo chiamato " El Gondolero", un quartetto che si esibiva,
negli anni Quaranta, suonando soprattutto durante feste patronali. Anche Pete ,
già da bambino, cantava boleros e canzoni tradizionali.
Nel 1946,
però, dopo la morte del padre, Pete si trasferisce a New York. Qui comincia a
farsi vedere sulla scena, in diversi gruppi. Prima nell’orchestra chiamata " La
Oriental Cubana", un gruppo formato da diversi musicisti cubani emigrati a New
York. Qui El Conde si esibiva come cantante e percussionista , la sua maggior
soddisfazione aver accompagnato come conguero Bey Morè, che più di altri ha
rappresentato un modello ispiratore per lui.
Più tardi suona nell’orchestra " Las Jovenes estrellas de Cuba", gruppo diretto
da Roberto Rodriguez. Sono gli anni ‘57/’58.
Il vero inizio
però della sua carriera artistica risale all’incontro con Johnny Pacheco, che
rappresenta il momento di vera svolta per la sua vita professionale.

PETE Y JOHNNY

Scoperto da Pacheco, che stava cercando un cantante che rimpiazzasse Rudy
Calzado, nella sua orchestra" Pacheco y su charanga", in un bar del Bronx, dove
si esibiva come cantante e percussionista,

Pete sancisce un legame professionale, che durerà molto a lungo.

Il suo debutto con Pacheco avviene nel 1963, con " Pacheco y su charanga vol.
IV-Suavito", un mix di son montuno e pachanga; inizia così la sua straordinaria
carriera.

L’anno dopo la sua voce viene consegnata alla storia con " Canonazo", album di
debutto del nuovo marchio discografico fondato da Pacheco e Jerry Masucci: Fania
Records( vedi articolo su Johnny Pacheco).

Pacheco ha ribattezzato la sua orchestra " Nuevo tumbao" e ha abbandonato il
formato charanga per passare ad un nuovo stile, che molto ha carpito dalla
Sonora Matancera, dandone però una interpretazione nuova e originale: un formato
conjunto, con voce, trombe, sezione ritmica, più tres e bongos; si tratta di un
modo nuovo di fare musica, che avrebbe consegnato alla storia lo stile di
montuno tipico alla Pacheco.

Per un breve periodo di tempo El Conde si distacca da Pacheco, per incidere due
album con il Conjunto Sensacion, orchestra diretta dal cubano Rey Roig, membro
anche del Conjunto Casino dell’Havana.

Nel ‘65 canta in " Swing", album del quale Roig cura anche gli arrangiamenti.

A questo periodo risalgono brani divenuti famosi, come " El Rincon".

Dopo questo breve distacco El Conde ritorna però con Pacheco e, dal 1964 al
1973, i due producono diversi album, che includono forse il meglio del loro
lavoro insieme! Basti pensare a "Tres de cafè y dos de azucar", del 1973, e
prima ancora a " Sabor tipico", del ‘67, a " La perfecta combinacion", del 1970,
che contiene il grande successo " La esencia del Guaguancò", brano bellissimo
davvero, e ancora a " Los compadres", del 1971.

PETE Y FANIA

Gli anni ‘70 segnano anche il successo di Rodriguez, come membro della più
popolare orchestra di salsa del momento: Fania All Stars. Dopo il debutto al
Greenwich Village’s Red Garter Club, immortalato su " Live At The Red Garter",
Pete partecipa a diversi album con il gruppo e anche alla realizzazione di due
pellicole cinematografiche: " Our Latin Thing", del 1972 e " Salsa", del 1976,
che molto incidono sulla diffusione della cultura della salsa su tutto il pueblo
latino di New York.

ANNI ‘70/ ‘80

Negli stessi anni El Conde decide di staccarsi dal legame con chi lo aveva
portato al successo e di lavorare un po’ da solo, o meglio sotto la guida della
moglie Frances. Il suo talento straordinario lo ripaga; alcuni dei suoi più
grandi successi infatti risalgono proprio a questo periodo. El Conde continua a
utilizzare il formato conjunto con due trombe e tres, dei tempi del successo con
Pacheco.

Ed è proprio quest’ultimo a dirigere il suo album di debutto come solista" El
Conde", nel quale Pacheco canta anche nel coro. Siamo nel 1974, anno di canzoni
di grande successo di Rodriguez, come " Babaila".Questo album raggiunge una tale
fama da vincere il premio del Latin New York Magazine, come miglior nuovo
gruppo, nel 1975.

A questa prima produzione ne fa seguito un’ altra, nel 1976: " Este negro si es
sabroso", che diventa uno degli album più famosi del momento, e che è
considerato tra i migliori album della storia della salsa, così come il brano
riconosciuto dai critici come il suo maggiore successo: " Catalina la O",
scritta da Johnny Ortiz.

Tra la fine degli anni ‘70 e i primi anni ‘80 El Conde collabora con altri
mostri sacri della storia della salsa: Celia Cruz, Justo Betancourt, Papo Lucca,
che con lui e Pacheco incidono " Recordando el Ayer", nel 1978.

El Conde partecipa anche, chiamato da Tito Puente, al tributo per Beny Morè: "
Homenaje a Beny", vol 2, del 1979 e vol. 3, nel 1985.

Come dimenticare poi il grande trio " Celia, Johnny and Pete", nel 1980!.

Proprio negli anni ‘80 poi Rodriguez si riunisce a Pacheco per produrre quattro
album insieme, dal 1983 al 1989. Tra questi l’album che celebra il loro
25°anniversario " Celebracion", " De nuevo Los Compadres", del 1983, e l’album
che gli è valsa la nomination al Grammy: " Salsobita", del 1987.

ANNI ‘90

Negli anni ‘90 El Conde intraprende ancora la strada da solista, collabora con
altri artisti, prova nuove esperienze.

Abbandona il formato conjunto per abbracciare un modo nuovo di fare salsa, con
una nuova sezione metales: tre tromboni, due trombe, un sax, più chitarra,
sezione ritmica e voce.

Canta insieme ai suo figli nel disco " Generaciones", del 1993.

Sperimenta anche il bolero, uno dei suoi primi amori, da bambino, insieme a Papo
Lucca, nell’album " Pete y Papo", del 1996.

Negli anni ‘90 incide con il sello RMM e ancora Fania, nell’album per il 30°
anniversario di Fania: " Live ‘95".

Verso la fine degli anni ‘90 poi collabora con Larry Harlow, Jimmy Bosch; per
ultimo lo possiamo ascoltare cantare il brano " Marchando bien", nell’opera di
Tito Puente e Eddie Palmieri " Masterpiece", del 2000.

Nello stesso anno El Conde ci abbandona, stroncato, si pensa, da un attacco
cardiaco, nel suo letto; già da tempo soffriva di cuore.

Grande cantante, percussionista, considerato tra i migliori musicisti di maracas
nella storia della musica latino-americana, conosciuto per le grandi doti di
improvvisazione canora, per la sua classe sulla scena, ha ispirato le
generazioni future di artisti di salsa a New York.

Per noi tutti rappresenta un modello di tenacia e di talento innato; non ha mai
studiato nelle accademie o nei conservatori, quello che ha imparato glielo ha
insegnato la strada, l’esperienza, la tenacia e l’amore per la musica. Come ha
detto in una sua recente intervista prima di morire: " Lo que tengo yo nadie me
lo puede quitar"e nessuno potrà togliere mai a noi il piacere unico di
ascoltarlo in uno dei suoi straordinari pezzi!!!

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