Mixer Rane TTM57SL

Pensate al miglior mixer 2 canali di sempre, il Rane TTM56, ed al miglior
sistema di controllo analogico/digitale (vinile/files), il Serato Scratch Live.
Ora provate ad immaginare una macchina che racchiuda sia Scratch Live che TTM56.
Bene, tenetevi ben stretti, aprite gli occhi ed ecco a voi l’oggetto del
desiderio: il Rane TTM57SL.
E dire che i figli d’arte spesso non riescono a ricalcare la grandezza dei
genitori, ma Rane ancora una volta partorisce un nuovo standard con tutte le
caratteristiche che da sempre fanno grande il marchio statunitense: solidità,
alta qualità, innovazione, design classico ed austero.
Ad un primo colpo d’occhio il mixer ricalca ergonomicamente il TTM56 sia nei
colori che nei controlli, ma con una parte centrale inedita tra l’eq del PGM1 e
2 ed i cursori. Colorata di grigio e marchiata Serato e Scratch Live è la parte
più calda di tutto il mixer, ma non corriamo troppo ed andiamo per gradi.
Partiamo usando il mixer così com’è, senza l’utilizzo di un computer e quindi
senza l’ausilio del Serato Scratch Live. Tutti i controlli fader, eq e knob sono
identici a quelli del TTM56 e quindi già ci si comincia a sentire a proprio
agio. Rispetto al TTM56 il TTM57SL vede però alcune modifiche ergonomiche.

Tutti i comandi sono posizionati sul faceplate, anche quelli che prima erano
sistemati sulla parte anteriore laterale come i pulsanti REVERSE, per i fader
volume ed il crossfader, così come la regolazione del taglio della curva (FADER
CONTOUR 1, 2), anch’esso sia su fader che su crossfader. Inoltre notiamo due
pulsanti: uno denominato METER, che ci permette di visualizzare o il segnale
stereo (left/right) in uscita oppure il segnale su ciascun canale. L’altro,
CHANNEL SWAP, ci permette con la semplice pressione dello stesso di invertire
sia i due fader che il crossfader (con il fader del PGM1 controlliamo il PGM2 e
viceversa, mentre il punto A del crossfader controlla il PGM2 ed il B il PGM1).
Sulla parte anteriore laterale notiamo invece tre ingressi: un jack 1/4”
classico ed uno 3,5 mm per la cuffia (HEADPHONE), un altro invece FOOTSWITCH. A
quest’ultimo ingresso potremo collegare un controllo a pedale, vedremo meglio
più avanti a quale fine.

 

Diamo ora uno sguardo alla parte posterirore del mixer, dove si trovano le
connessioni. Prima di tutto notiamo che gli input RCA left/right non sono
contrassegnati con phono e line. Per ciascun canale troviamo i numeri 1, 2
(PGM1), 3, 4 (PGM2) cosa che ci fa intuire che qualcosa è cambiato. Infatti a
fianco degli input è posizionato un minuscolo pannello con 4 levette che
selezionano phono e line. A cosa servono? Semplice, possiamo assegnare a
ciascuno dei quattro input, due per canale, un segnale phono (giradischi) oppure
un segnale line (cd…). In sostanza seppure il TTM57SL sia un mixer a due canali
possiamo benissimo utilizzare quattro diverse fonti sonore, ad esempio due
giradischi e due cd player. Abbiamo inoltre un AUX IN per eventuali terze fonti.
Questo per quanto riguarda gli input analogici. Tramite l’USB abbiamo invece la
possibilità di utilizzare altri quattro input digitali. Passiamo ora alle uscite
MAIN, BOOTH ed AUX. L’uscita MAIN è bilanciata con connettori XLR, l’uscita
BOOTH (solitamente per la cassa spia) è anch’essa bilanciata con jack 1/4”,
mentre l’uscita AUX è sbilanciata con connettori RCA. Ciascuna delle tre uscite
è controllabile direttamente dal mixer (sul faceplate nella parte destra in
alto) e ci permette di collegare il mixer all’impianto d’ascolto a seconda dei
cavi che abbiamo a disposizione in quel momento. Come del resto nel TTM56
abbiamo una mandata effetti controllabile tramite il Flexfx (uno standard sui
mixer Rane) con connessioni jack 1/4” sbilanciati. Inoltre troviamo l’entrata
microfonica che accetta sia connessione 1/4” bilanciata (TRS) sia connessione
sbilanciata (TS). Last but not least l’alimentazione: a differenza del TTM56, è
controllata da un interruttore molto solido ed è praticamente universale, dai
100 ai 240 v a 50 o 60 Hz. Questo significa che in ogni parte del mondo in cui
abbiamo la fortuna di suonare possiamo tranquillamente attaccare il nostro mixer
alla corrente locale senza correre il rischio che una spiacevole e preoccupante
puzza di circuiti bruciati esca dalle prese d’aria del nostro mixer.

Le connessioni le abbiamo viste, ora torniamo a bomba sul pannello del mixer.
Nella parte superiore notiamo una manopola per ciascun canale che seleziona gli
INPUT: sul PGM1 (il canale di sinistra) abbiamo 1, 2 A (che sta per analogico) e
1, 2 D (che sta per digitale) mentre per il PGM2 (il canale di destra) 2, 3 A e
2, 3 D. Con questo selettore a matrice possiamo quindi assegnare al PGM1 o 2 due
ingressi analogici (che possono essere phono o line) e due digitali (che invece
arrivano tramite USB). Il GAIN +/- 15 db è dotato di un limiter interno che
permette di evitare che si mandi il segnale in saturazione. In sostanza se
proviamo ad alzare il GAIN ma non percepiamo alcun cambiamento di volume
significa che è entrato in funzione il limiter, oltre quella soglia di volume il
segnale sarebbe saturato e distorto. Le proverbiali EQ di Rane ci permettono di
tagliare totalmente (OFF) le frequenze Alte, Medie e Basse o di esaltarle fino a
+ 6 db. Troviamo inoltre a fianco delle manopole dell’EQ un tastino per ciascuna
banda che taglia totalmente la frequenza. Quando premiamo il pulsante si accende
un mini teschio rosso retro illuminato che indica che stiamo utilizzando il KILL
SWITCH. Il controllo PAN ci permette di spostare il suono da destra a sinistra,
mentre il pulsante FLEXFX attiva o disattiva gli eventuali effetti collegati al
mixer. Diamo ora un’occhio ai controlli posizionati sulla parte sinistra
superiore dove troviamo il controllo del AUX oltre ad un EQ a due bande (High e
Low) ed il volume per il MIC con relativo switch MIC ON che attiva e disattiva
l’entrata microfonica. Sulla parte destra superiore abbiamo invece i tre
controlli degli OUT ovvero MAIN, BOOTH ed AUX, oltre al volume della cuffia (PHONES)
ed un mini fader che ci permette il preascolto dei due canali ed al prezioso
MASTER CUE che ci permette di ascoltare in cuffia il segnale in uscita.

Un’idea del mixer ora ce la siamo fatta, a questo punto cominciamo finalmente a
suonare un po’ di dischi, ma prima colleghiamo il mixer all’impianto. Abbiamo
deciso di connettere il nostro mini PA composto da due JBL EON utilizzando tutti
e tre i tipi di OUT per verificare la potenza e la solidità del suono su ciascun
tipo di uscita. Mamma mia che botta!!! Per capire quello che sto dicendo provate
a collegare allo stesso impianto (meglio su un impianto potente… le differenze
sono molto più palesi e spietate) un TTM57SL ed un mixer due canali di qualsiasi
altro marchio. Capirete cosa vuole dire qualità del suono. Ora è finalmente
giunto il momento di fare girare un po’ di vinili. La sensazione immediata è
quella di sentirsi a proprio agio (soprattutto per chi già utilizza il TTM56). I
comandi, al tatto morbidi e maneggevoli, permettono un controllo inimitabile
caratteristica unica nei mixer Rane e che nessuna casa costruttrice al mondo è
riuscita al momento ad eguagliare. La precisione e la maneggevolezza di fader e
crossfader sono più che eccellenti (gli stessi del TTM56) e permettono, grazie
ad un controllo perfetto della curva di eseguire scratch estremi o mixaggi
sfumati.
Nota: come del resto già sul TTM56 fader e crossfader sono intercambiabili!!!
Che finezza, sono quelle piccole cose che fanno capire la qualità di un
prodotto!!! Ma vabbe’ è inutile che ci dilunghiamo su quest’aspetto da anni il
punto fermo dei mixer Rane a due canali.
Mentre mixiamo e ci divertiamo a fare un po’ di prove testando la qualità delle
equalizzazioni e del kill, ci imbattiamo negli effetti incorporati nel mixer.
Ebbene sì, il TTM57SL è dotato di due classici filtri ECHO e LFO controllabili
dai pulsanti posti nella parte centrale del mixer. Mi spiego meglio, questo
mixer seppure pensato per essere utilizzato con Scratch Live e quindi
interfacciato ad un computer, funziona perfettamente ed egregiamente così nudo e
crudo com’è, mantenendo in più alcune funzioni come i filtri. Nel dettaglio,
seppure i tasti non presentino tag che ci possano aiutare a capire esattamente
il controllo dell’effetto, l’utilizzo in se è piuttosto semplice. Consiglio però
sempre e comunque di dare un’occhiata al manuale d’istruzioni, si possono
scoprire dettagli importanti che magari da soli si scoprono solo dopo molto
tempo. Per controllare gli effetti con il pulsante DECK selezioniamo il tipo di
filtro. Se è illuminato il led a fianco dell’1 è un ECHO mentre del 2 è un
filtro LFO. Con i tasti B1, B2, B3, B4 possiamo decidere di assegnare l’effetto
rispettivamente a PGM 1, PGM 2, AUX BUS or Main Mix. Inoltre con il pulsante B5
possiamo pre ascoltare il suono processato, mentre con il tasto B6 attiviamo e
disattiviamo l’effetto. Possiamo inoltre editare e cambiare i parametri dei
filtri sfruttando i due knob P1 e P2 (variano funzione a seconda dell’effetto
selezionato) ed il joystick (che può diventare anche uno switch per il
trasformer). In caso i vari controlli possano risultare poco immediati
consiglio, in un primo tempo, di utilizzare gli effetti con Scratch Live. In
questo modo siamo facilitati nell’apprendimento dalla rappresentazione grafica
visualizzata dall’interfaccia del software sullo schermo del computer.

Bene bene, parlavamo di Scratch Live, pronti? Ok, connettiamo prima di tutto
computer a mixer tramite USB. Se qualcuno di voi ha già familiarità con Scratch
Live saprà che per connettere consolle a computer è necessaria l’interfaccia
Serato che per l’appunto ci permette di controllare i file audio del computer
utilizzando i vinili come controller. Per connettere l’interfaccia bisogna
collegare dieci cavetti rca stereo. Con il TTM57SL questo non è più necessario.
E’ sufficiente attaccare l’USB e fare partire il programma, effetto plug and
play, attacca e suona! Basta cavetti! Il sofware di Scratch Live, nella versione
1.6, è incluso nella confezione del mixer. Consiglio però di stare in occhio
perché sul sito ufficiale scratchlive.net piuttosto spesso vengono rilasciate
delle nuove release (ora che sto scrivendo è già disponibile la 1.6.1) che
possiamo scaricare gratuitamente una volta registrati. Questi aggiornamenti
oltre a rendere sempre più stabile ed efficiente il software aggiungono funzioni
importanti al sistema. Ad esempio è già prevista l’introduzione di nuovi filtri
ed effetti… Per il nostro test del TTM57SL abbiamo installato il software su un
Mac e l’operazione è risultata estremamente banale, in classico stile Mac.
Guardando su forum ufficiali e non, non ho ancora trovato particolari problemi
d’installazione anche nella versione per Windows. Appena Scratch Live si apre ci
accorgiamo che l’interfaccia è leggermente differente da quella che siamo sempre
stati abituati ad utilizzare fino alla versione 1.5. Infatti abbiamo una
raffigurazione fedele dei controlli presenti sul mixer. In questo modo siamo in
grado di capire esattamente le funzioni di ciascun comando.
Ma andiamo per ordine. Come sono organizzati i comandi dell’interfaccia posti
sul mixer? Alle due estremità superiori abbiamo due knob denominati P1 e P2.
Centralmente abbiamo due pulsanti uno denominato DECK e l’altro GROUP. Sotto a
questi ultimi, tra i due joystick J1 e J2, abbiamo una serie di tasti posti in
fila e denominati B1, B2, B3, B4, B5, B6. Tramite questi pulsanti siamo in grado
di controllare tutte le funzionalità Scratch Live senza toccare mai il computer.
Il computer avrà quindi un’importante utilità visiva, per accedere e comandare
il tutto, ma non tattile. E’ uno spasso. Ho da subito amato Scratch Live ma il
fatto di dovere toccare il computer durante il set mi ha lasciato sempre un po’
così. Con il TTM57SL questo è solo un ricordo. Ora per qualsiasi azione non si
staccano mai le mani da giradischi e mixer. Come funzionano questi comandi del
mixer? Sono organizzati a gruppi, ovvero ciascun gruppo ci permette di accedere
a diverse funzioni. I gruppi sono sei quanti i tasti B. Per selezionare un
gruppo bisogna premere il tasto GROUP e successivamente uno dei tasti B.

 

B1 – general: Con il primo gruppo siamo in grado di controllare le funzioni
basilari di Scratch Live come selezionare le traccie e tre cue point per ciascun
piatto
B2 – library: Il secondo gruppo ci permette di applicare diverse funzioni ad
entrambi i piatti sfruttando il tasto DECK, oltre a creare ben 5 cue point ed un
loop

 

B3 – playback: Il gruppo 3 offre tutte le funzionalità per utilizzare Scratch
Live in Internal Mode e quindi come semplice player di file audio, senza
l’ausilio di interfaccie come vinili o cd.
B4 – cue/loop: Con il gruppo 4 possiamo utilizzare appieno, rispetto al secondo
gruppo, le funzioni loop e cue

 

B5 – recording: ll 5 rappresenta una delle funzionalità più interessanti del
sistema. Il TTM57SL oltre ad essere un controller di fonti audio analogiche e
digitali è anche una scheda audio che ci permette di registrare su hard disk i
nostri set o i nostri pezzi, o semplicemente acquisire del materiale audio su
computer.
B6 – effects: Ultimo ma non per ultimo, con B6 controlliamo gli effetti con
tutti i parametri del caso, gli stessi che già troviamo sul mixer.

In fine una menzione al footswitch di cui ne avevamo accennato ad inizio
recensione. Il mixer ed il sistema sono predisposti per essere collegati ad un
controllo a pedale (ad 1, 2, 3 tasti). Con questo footswitch saremo in grado di
controllare i vari cue point, i loop, registrare delle sessioni o sfruttarlo
come bpm counter per gli effetti. L’utilità di questo dispositivo è palese,
tenere libere le mani sfruttando i piedi.
La potenza del sistema TTM57SL risiede proprio nel concetto intrinseco dello
strumento. Perché dannarsi la vita con strumentazioni esterne quando con il
proprio portatile è possibile accedere a funzioni performanti e di qualità? Ad
esempio se non avessimo il TTM57SL e volessimo utilizzare determinate funzioni
come cue point e loop avremo bisogno di una loop station a pedale. Oppure se
volessimo registrare la nostra session dal vivo, dovremo avere computer con
scheda audio. Per gli effetti dovremo avere o un dispositivo esterno o un mixer
non da scratch. Per non parlare della comodità di non portarsi dietro
innumerevoli borse di dischi (love vinyl, ma pesa e magari alcuni dischi sarebbe
meglio non rovinarli!!!) Tutte queste funzioni e gruppi potrebbero “spaventare”
il lettore di questa recensione, in realtà con computer, mixer e piatti sotto
mano le cose diventano molto più facili. L’ho già detto ma mi ripeto, leggete il
manuale, soprattutto nella parte relativa a Scratch Live e quando inizierete a
mettere le mani sulla macchina, tutto sarà molto semplice e fluido. Bisogna
inoltre sottolineare che i comandi delle macchine Rane sono sempre molto chiari
ed immediati nel loro essere eleganti e spartani allo stesso tempo. In sostanza
con estrema chiarezza mi sento di dire che il TTM57SL è uno dei migliori mixer
di sempre.
Concetto, costruzione, solidità, ergonomia, qualità del suono, feeling e
sensibilità dei comandi, innovazione, stabilità del software, semplicità dei
comandi, aprono le porte a nuove risorse e a nuovi strumenti per i dj che
utilizzeranno questo mixer. Insomma per chiudere in bellezza Rane TTM57SL,
promosso a pieni voti con lode.
 

Articolo pubblicato su di
Audio DJ3

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