HIGHLANDER, L’ULTIMO IMMORTALE

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Vi starete chiedendo cosa ci faccia Highlander, che
si può classificare in molti modi, fuorché quello di "film musicale", in una
rubrica come questa. E' presto detto: a vent'anni esatti dalla sua scomparsa è
sembrato giusto e doveroso a chi scrive ricordare la figura di una delle più
grandi icone musicali del rock, Freddy Mercury, il quale, tra
le tante altre sue bellissime composizioni, ci ha lasciato in eredità assieme ai
Queen una delle più belle colonne sonore che siano mai state
scritte, quella appunto della pellicola in questione. Non solo: a molti il nome
del regista, l'australiano Russel Mulcahy, può non dir niente:
in realtà già all'epoca in cui fu scelto per dirigere questo film era il più
famoso e premiato director di video musicali. Alcuni dei più bei
videoclip degli anni 80 annoverano proprio lui dietro la macchina da presa:
sicuramente il più celebre è quello di "The wild boys" dei Duran Duran,
per i quali ha girato anche "Rio", ma citiamo anche "Total eclypse
of the heart"
di Bonnie Tyler, "I don't wanna go on with you like that"
di Elton John e lo stesso "A
kind of magic"
dei Queen, autentiche pietre miliari della
musica di quegli anni.
Highlander è il suo primo lungometraggio e lo gira proprio con la tecnica del
videoclip, con grandi virtuosismi nei passaggi tra un'epoca e l'altra, che chi
ha visto il film non smetterà mai di ammirare.
La combinazione micidiale tra la musica dei Queen e l'arte visiva di Mulcahy ci
ha regalato una vera e propria festa per gli occhi e per le orecchie, prima
ancora che un'opera cinematografica che nel suo genere è diventato nel corso
degli anni un capolavoro, grazie anche all'interpretazione dell'allora emergente
Christopher Lambert e del grande Sean Connery.
Tornando al discorso musicale, i Queen non erano nuovi alla realizzazione di
colonne sonore: la prima occasione in cui si erano cimentati in un progetto di
questo genere fu nel 1980, quando la band inglese compose lo score e la canzone
principale del kolossal prodotto da Dino De Laurentis Flash Gordon:
il film non ebbe un grande successo, a differenza del disco dei Queen ( di cui i
fan ricorderanno sicuramente la mitica copertina tutta gialla con il lampo
rosso), che entrò in tutte le classifiche. Sempre nel 1986 Brian May e soci
scrissero una canzone per il film Iron Eagle, aquila d'acciaio,
che usarono poi molto spesso, grazie alla sua trascinante intro, per aprire i
loro concerti: "One Mission". E' con Highlander, però, che toccano il
vertice sia a livello qualitativo, che a livello di vendite, grazie anche
all'enorme successo del film, che in questo caso andò di pari passo con quello
del disco.

La trama: la vicenda si snoda in due epoche e in due posti
diversi, con continui rimandi, flashback e salti temporali. Nel 1536 in Scozia
il guerriero Connor MacLeod (Christopher Lambert) viene ferito
mortalmente in battaglia da un cavaliere nero, Kurgan (Clancy
Brown), di un clan rivale. Sopravvissuto miracolosamente, viene accusato proprio
per questo motivo di stregoneria e cacciato dal suo clan. Si rifà una vita sulle
Highlands, dove conosce e sposa Heather (Beatie Edney). Un giorno gli si
presenta il maestro d'armi spagnolo Juan Sanchez Villa-Lobos Ramirez
(Sean Connery), il quale gli rivela che appartiene ad una stirpe di immortali,
mettendolo in guardia dalla minaccia del Kurgan, che lo sta cercando per
tagliargli la testa (un immortale può perire solo per mano di un altro immortale
tramite decapitazione). Ramirez lo addestra a nuove tecniche di combattimento,
per prepararlo al giorno dell'adunanza, in cui tutti gli immortali si sentiranno
attratti da una terra lontana, dove si scontreranno fino a quando l'unico che
rimarrà avrà la ricompensa finale. Perché ciò avvenga, però, è necessario
uccidere il Kurgan, la cui vittoria porterebbe i mortali nell'oscurità. Proprio
il Kurgan raggiunge l'abitazione di MacLeod nel frattempo assentatosi: qui trova
Ramirez, e dopo un accanito duello lo uccide decapitandolo.

Più di quattro secoli dopo MacLeod vive a New York sotto l'identità
dell'antiquario Russel Nash: il tempo dell'adunanza è prossimo
e inizia a scontrarsi con gli altri suoi simili, destando i sospetti della
polizia e di un'agente delle scientifica, Brenda Wyatt (Roxanne
Hart), che si sente attratta da lui. A New York arriva anche il Kurgan e dopo i
primi scontri interrotti dalla polizia, accoglie la

sfida che Connor gli lancia in una chiesa
e sul tetto di un
palazzo danno vita al duello finale. Connor ha la meglio e ottiene la
ricompensa finale, che è quella di diventare mortale, poter avere figli ed
invecchiare come le persone che ama.

La colonna sonora: la completa soundtrack del film contiene sia
le canzoni dei Queen, sia lo score originale, tra l'altro molto
bello, composto da Michael Kamen. Le canzoni dei  Queen
per il film sono sette: una, "Hammer to fall", si trova sull'album
The Works
del 1984, le altre sei su A kind of magic, del 1986, e
sono: "A kind of magic", "One year of love", "Princes of the universe", "Who
wants to live forever?", "Gimme the prize"
e "Don't lose your head".
Nel film Freddy Mercury canta una cover di

New York New York
, che non si trova in nessun album
dei Queen. La versione di

"Who Wants to live forever"
del film è interamente
cantata da Freddy, mentre nel disco la prima parte la canta Brian May. "A kind of magic" appare nei titoli di coda, ad
aprire il film è invece "Princes of the universe".

Curiosità: il film è stato girato a New York e nelle Highlands
scozzesi: dopo la sua uscita il castello di Eilean Donan è diventato una delle
mete turistiche scozzesi più visitate: ancor oggi vi si possono trovare le foto
di scena. Il successo del film è stato tale che ne sono stati fatti due seguiti
ed una serie televisiva. Nel video musicale di

"Princes of the Universe"
appare Cristopher Lamber,
intento a duellare con Freddy, uno armato di spada, l'altro di asta microfonica.

     

Mauro Gresolmi

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