HAIR

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Hair è stato il musical che ha rivoluzionato Broadway alla fine degli
anni ’60, facendo da apripista agli atri grandi spettacoli di rottura con la
tradizione che sono poi arrivati nella decade successiva, vale a dire “Jesus
Christ Superstar”, “Tommy” e “The Rocky Horror Picture Show”. Scritto da James
Rado, Gerome Ragni (per i testi) e Galt Mc Dermott (per la musica), rappresenta
il simbolo più importante della cosiddetta “controcultura hippie” degli anni 60.
Il suo grande successo (1750 repliche a Broadway, 1997 a Londra) ha creato un
vero e proprio terremoto nella cultura sessuale americana e ha contribuito al
dilagare della protesta pacifista contro la guerra nel Vietnam. L’esaltazione
dell’uso illegale di droghe, la sessualità, le scene di nudo, un cast
multietnico e il coinvolgimento diretto del pubblico nel finale sono state tutte
cose viste per la prima volta su un palcoscenico con Hair, capostipite di tutti
i successivi Musical Rock.

Nel 1973, cinque anni dopo il debutto del musical, si pensò alla versione
cinematografica e la regia fu offerta a George Lucas, il creatore di Star Wars,
il quale rifiutò in quanto stava lavorando ad American Graffiti. Il progetto
rimase così nel cassetto per qualche anno ancora, fino a quando con la regia di
Milos Forman (già premio Oscar con “Qualcuno volò sul nido del cuculo”) il film
uscì per la prima volta nelle sale nel 1979. Proprio a causa di questi undici
anni intercorsi tra i due debutti e l’uscita nel frattempo degli altri grandi
musical di cui abbiamo accennato, il film è parso ormai datato, la controculura
hippie aveva ormai lasciato il posto ad altre mode (prima tra tutte la
discomusic, con l’esplosione del fenomeno John Travolta e “La febbre del sabato
sera”). Pur non avendo la forza innovativa e trasgressiva del suo progenitore,
la pellicola però risultò essere un riuscitissimo omaggio al mondo hippie,
presentato con tutti i suoi stereotipi, con scene di grande impatto e belle
coreografie.

La trama: Claude Bukowski (John Savage) è un giovane giunto a New York
dall’Oklahoma per arruolarsi come volontario per la guerra nel Vietnam. A
central park incontra un gruppo di Hippies, di cui fa parte George Berger (Tret
Williams) con i suoi amici Jeannie, Woof e Lafayette: i ragazzi cercano di
fargli cambiare idea, ma non riuscendovi lo convincono a trascorrere con loro i
due giorni che lo separano dall’indossare la divisa. I suoi nuovi amici lo
avvicinano al mondo degli stupefacenti, al valore della libertà assoluta e al
senso dell’amicizia. Nel parco Claude incontra anche Sheila (Bevery D’angelo),
figlia di genitori ricchi ed altezzosi, e se ne innamora a prima vista. Gli
hippies lo aiutano quindi a conquistarla con un’allegra e particolare incursione
ad una festa per ricchi. La trovata di George, però, causa una rissa e dopo
l’intervento della polizia tutto il gruppo finisce in prigione. Claude dà così
fondo ai suoi risparmi per pagare la cauzione ai suoi amici e dopo un’ultima
notte trascorsa insieme li saluta e parte per il campo di addestramento. Per
sdebitarsi con Claude, George decide di fargli incontrare un’ultima volta
Sheila: si sostituisce a lui nel campo di addestramento e gli permette così di
riabbracciarla. George però rimane vittima del suo stesso piano: proprio quel
giorno arriva per i marines l’ordine di partire per il Vietnam, così viene
caricato su un aereo e parte al posto di Claude. Il pacifista Berger si trova
così a combattere in una guerra in cui non crede, mentre Claude riesce ad
ottenere la libertà. George Berger risulterà così una delle innumerevoli vittime
del conflitto e il film si chiude con migliaia di persone che protestano davanti
alla casa bianca sulle note di “Let the sunshine in”.
La colonna sonora: la sequnza dei brani musicali è diversa rispetto al musical,
ma restano comunque nella memoria di tutti autentici capolavori come “Aquarius”
e “Let the sunshine in” che all’epoca dell’uscita del film erano già veri e
propri inni dell’opposizione all’interventismo statunitense nel Vietnam.

Curiosità: ai provini per il film furono scartati un musicista e una
cantante che ebbero modo negli anni successivi di diventare due stelle nel
firmamento musicale americano e mondiale: stiamo parlando di Bruce Springsteen e
Madonna!

                 

Nel 1996 gli artisti latini della casa discografica Polygram, tra cui Franie
Ruiz, Edgar Joel, Hector Tricoche, Eddie Saantiago, Anthony Colon, Alex
O’Castro, realizzarono una versione salsa di un medley di “Aquarius-Let the
sunshine in.”

Mauro Gresolmi

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