FULL MONTY – SQUATTRINATI ORGANIZZATI

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The Full Monty - Film
The Full Monty - Film

Uscito nelle sale nel 1997, questo film inglese diretto da Peter
Cattaneo
e prodotto dall’italiano Uberto Pasolini è
stato un vero e proprio caso: critiche positive unanimi, incasso complessivo di
240 milioni di dollari, a fronte di un costo di soli tre milioni e mezzo, premi
e nominations nei festival più importanti e carriera lanciata per almeno tre
degli attori protagonisti. Questo a dimostrazione che quando si ha un’idea
vincente, non occorre mettere in campo budget faraonici o affidarsi ai grandi
nomi dello show-business, basta confezionare questa trovata con una buona
sceneggiatura, in questo caso ad opera di Simon Beaufoy,
affidarla a bravi attori desiderosi di emergere e raccontarla con i giusti toni,
toccando, ora con ironia, ora con drammaticità, argomenti non facili quali la
depressione, l’omosessualità, la perdita del lavoro, il disagio sociale.
Full Monty è stato uno degli esempi in cui tutti
questi ingredienti hanno funzionato alla meraviglia, creando un’alchimia che il
pubblico non ha potuto fare a meno di premiare con la presenza nelle sale e
soprattutto con un grande gradimento.

Full Monty
Full Monty

La trama: la crisi dell’industria siderurgica che ha colpito la
città inglese di Sheffield negli anni novanta si ripercuote anche su Gaz
(Robert Carlyle) e Dave (Mark Addy), rimasti senza lavoro e
ridottisi a rubare l’acciaio prodotto dalla loro vecchia fabbrica in disuso per
vivere alla giornata. A causa del suo licenziamento Gaz non è
nemmeno più in grado di pagare gli alimenti alla ex moglie per il mantenimento
del figlio e per questo motivo rischia seriamente vederselo portar via, anche
nei giorni in cui può stare con lui.
Una sera scopre per caso una fila di donne urlanti all’ingresso di un locale
dove si esibisce un gruppo di stripmen, i Chippendales, e così gli viene
l’intuizione: mettere su un gruppo di spogliarellisti locali per guadagnare
abbastanza soldi da poter far fronte ai suoi oneri con la ex moglie. Inizia
così, aiutato da Dave, il reclutamento: il primo ad unirsi a loro è
Lomper
, guardiano della fabbrica in cui i due amici lavoravano, il
quale ha appena tentato il suicidio dopo essere stato anch’egli licenziato. Dopo
una serie di tentativi di persuasione piuttosto comici, riescono a convincere
anche Gerald Cooper (Tom Wilkinson), un ex manager già un po’
avanti con gli anni che sta nascondendo alla moglie il fatto di aver perso il
lavoro, e che è l’unico che conosce qualche passo di danza. I quattro devono
completare il gruppo con ancora due elementi: dopo qualche audizione la scelta
cade su Cavallo (Paul Barber), il più anziano di tutti, ma
bravo a ballare, e su Guy (Hugo Speer) , negato per la danza ma
molto dotato ai fini dello strip.
Tra mille dubbi ed insicurezze l’improbabile sestetto inizia a fare le prove
e, quando alcune donne li avvicinano per chiedere della loro esibizione, Gaz
afferma che, a differenza dei Chippendales, loro faranno il Full Monty,
in gergo inglese, il “servizio completo”, vale a dire il nudo integrale. Questo
causa una crisi di fiducia in se stesso da parte di Dave, che lascia il gruppo
ad una settimana dallo show. A questo si sommano altri guai: durante le prove
dinnanzi alla famiglia di Cavallo la polizia arresta alcuni di loro per atti
osceni in luogo pubblico e durante la fuga Lomper e Guy si scoprono attratti
l’uno dall’altro, la moglie di Gerald scopre che il marito è stato licenziato e
la mamma di Lomper muore. Tutta questa serie di avvenimenti porta Gaz ad
annullare l’esibizione, ma il proprietario del locale non ne vuole sapere, in
quanto, attratte dal Full Monty, quattrocento donne hanno già comprato il
biglietto. Riconvince così tutti tranne Dave a partecipare allo show; sarà
proprio la moglie di Dave a a ridare al marito la fiducia perduta e così i sei
sono pronti a salire sul palco.

Full Monty
Full Monty

A questo punto però è Gaz a non voler esibirsi, preso dal panico in quanto ha
visto la ex moglie tra il pubblico; mentre gli altri cinque componenti sono già
in scena, Nathan, figlio di Gaz, lo sprona ad unirsi ai suoi compagni e così lo
spettacolo può continuare con il gruppo al gran completo. L’esibizione è un
successone e sulle note di

“You Can Leave Your Hat On”
mantengono fede alla
loro promessa: nudo integrale, e l’ultimo capo che si tolgono, lanciandolo al
pubblico in visibilio, è proprio il cappello.

La colonna sonora: lo score originale è ad opera di
Anne Dudley
, la quale ha ricevuto l’Oscar come miglior colonna sonora
originale per una commedia o musical. L’altro punto di forza della soundtrack,
però, sono le canzoni di Donna Summer, Hot Chocolate, Sister Sledge
e Tom Jones. Nella scena finale dello strip You Can Leave
Your Hat On
non è cantata da Joe Cocker, ma da Tom Jones.

Full Monty
Full Monty

Curiosità: la famosa

scena di Hot Stuff
, in cui i sei protagonisti si esercitano
sulle note di questa canzone all’interno dell’ufficio di collocamento,
inizialmente era stata tagliata, perché giudicata poco realistica, ma alla fine
fu reintegrata.
Gli attori accettarono di girare la scena finale con lo strip integrale ad una
condizione: dovevano girarla in un solo ciak. Per questo motivo la coreografa fu
piazzata dietro la telecamera ad urlare i suggerimenti.
Grazie al successo di questo film la carriera di tre dei protagonisti conobbe
una svolta: a Robert Carlyle furono offerti parecchi ruoli di
primo piano, tra i quali quello del cattivo in film di James Bond in 007 Il
mondo non basta
. Mark Addy sembra invece essersi in
seguito specializzato nei film in costume: ha ricoperto il ruolo di Fred
Flintstone
ne I Flintstones, viva Las Vegas, poi ha avuto
ruoli importanti anche in King Arthur e nella recente fiction per la tv
Il trono di spade. Tom WIlkinson invece si è
specializzato nei film di spionaggio, dalla serie di Mission Impossible
a L’uomo nell’ombra.

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