CAMILO AZUQUITAì

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Questo mese la rubrica
Los grandes de la salsa è dedicata ad una delle voci, a mio parere, più belle e
più calde del panorama musicale degli ultimi decenni: il grande cantante
panamense Camilo Azuquita.

Il suo vero nome è Camilo
Luis Argumedez, nato a Colon, Panama, nel 1945. Sin da piccolo ha subito
l’influenza dei suoi genitori, appassionati di son cubano e, in particolare la
madre, di tamborito( un genere tipico di Panama, derivante dalla musica
africana).

Il suo percorso artistico è iniziato prestissimo; sin da piccolo inizia a
cantare con alcuni gruppi musicali del momento a Panama, come la Orquesta di
Raul Ortiz, la Universal De Mojica, l’orchestra di Chachi Macias e altre…

Con Macias realizza anche i primi lavori discografici: "Farolera" e "Colegiala".
In un’intervista di qualche anno fa ha raccontato del suo esordio in un
programma radiofonico, che ricercava giovani talenti, il programma si chiamava
Cazando Estrellas.

Camilo vi ha partecipato, cimentadosi nel bolero " Historia de un Amor". La
melodia della sua voce è stata subito notata e paragonata a quella del noto
cantante Camilo Rodriguez. Per anni sono stati in tanti a pensare che Azuquita
fosse il figlio di Rodriguez!

In realtà Camilo Rodriguez era il suo padrino, gli diceva che gli ricordava
tanto la sua gioventù, con la sua voce fresca e chiara!

A soli 17 anni Azuquita si trasferisce in Perù e qui firma il suo primo
contratto come

cantante, da cui deriva la produzione dell’album " Tamborera", con Enrique Lynch.

Decisivo per Camilo è stato l’incontro con Rafael Cortijo, durante il carnevale
a Panama. Cortijo lo convince a seguirlo a Puerto Rico. Siamo negli anni
Sessanta.

Qui gli si aprono davanti molteplici possibilità: ha modo di diventare voce
solista nell’album di Roberto Roena" Se Pone Bueno". Roena dirige in quel
momento il gruppo " Los Megatones"( più tardi chiamato El Apollo Sound).

Sempre a Puerto Rico ha anche la possibilità di lavorare con el Gran Combo de
Puerto Rico!

Alla fine degli anni ‘60 Camilo si trasferisce a New York. Qui ha l’opportunità
di entrare nell’orchestra del timbalero Francisco " Kako " Bastar, con il quale
realizza diversi album…Nella Grande Mela lavora anche con altri grandi artisti
come Charlie Palmieri, Israel " Cachao" Lopez, Louie Ramirez e altri…Ha così
modo di " farsi le ossa" e di farsi conoscere! Nel 1977 gli si offre l’occasione
di sostituire come cantante leader Tito Allen nella Tipica ‘73. E’ il modo per
lui di lavorare con un grande gruppo che, come lui, ha voglia e smania di
sperimentare! Realizza due album con la Tipica. Insieme al gruppo visita per la
prima volta Parigi. L’incontro con la città francese sarà per Camilo un incontro
fatale, nel senso che il fascino francese lo porterà a prendere la decisione di
trasferirsi in Francia e farne la sua casa!!!Alla fine degli anni ‘70 fa infatti
ritorno nella nazione europea e realizza uno splendido album, nel 1979. Incide
infatti il live " Salsa en vivo en el Bataclan", un famoso club parigino.

Quella iniziata come una visita temporanea si trasformerà in una permanenza
radicata e fortemente desiderata dall’artista. Dagli inizi degli anni ‘80
realizza diversi lavori discografici in Francia. Gli esordi non sono facili,
anche perché quella conosciuta come salsa non era ancora un genere radicato in
quel periodo in Francia. Motivo in più, questo, per acclamare il grande lavoro
fatto da Azuquita anche nell’aiutare a conoscere, diffondere e amare un genere
musicale straordinario ma non ancora realmente noto. Per questo motivo Camilo è
diventato il simbolo dei salseri francesi, considerato uno dei padrini di questo
genere musicale in Francia.

Tra i tanti lavori discografici di Azuquita uno di quelli che, ha dichiarato,
gli sta più a cuore è quello con Tito Puente. Nel 1980 riceve una proposta da
Fania. Sa di non potersi far sfuggire un’occasione di questo tipo ma decide di
rischiare accettando solo a patto che il disco venisse fatto insieme a Tito
Puente. Il maestro accetta volentieri di collaborare con lui! Nel 1981 Camilo
canta e per di più è anche compositore della metà dei brani dell’album " Ce’
Magnifique", con il grande Tito.

Nella metà degli anni ‘80 ha modo di ritornare a New York e di realizzare " A
Grane", nel 1988, prodotto dal pianista Oscar Hernendez. Questa produzione
rappresenta per lui l’occasione per un concerto al New Morning di Parigi.

La Francia, diventata la sua dimora, gli ha dato la possibilità di provare e
sperimentare nuovi orizzonti musicali. Questo stesso desiderio lo ha spinto
anche a recarsi in più di un’occasione a Cuba, per trovare collaborazioni con i
cantanti e gli artisti che più esprimono, secondo lui la vera anima della musica
cubana! In un’intervista ha riferito che più volte da giovane gli veniva detto "
Tu sei cubano non di Panama", perché nello spirito era simile a quella terra e a
quelle radici. Questo richiamo per Cuba lo ha portato a realizzare un album con
Los Compadres e più tardi Con Los Jubilados" Azuquita and Los Jubilados", del
2001, che per chi, come me, ama profondamente il son cubano, è una vera
meraviglia; "A mi mamita le gusta el son" è semplicemente deliziosa!!!

In più di un’occasione Azuquita ha dimostrato di appartenere davvero ad una
scuola provilegiata di cantanti, forse, direi, ad un’altra generazione, in cui
la voce è davvero capace di entusiasmare e suscitare grandi emozioni!!!

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