CADO DALLE NUBI

Nel pieno del successo del filmChe Bella Giornata’, che sta sbancando
i botteghini di questo inizio anno, mi sembra doveroso fare un passo indietro
per riguardarci ‘Cado dalle Nubi’, il film che presentato nei cinema il
27 novembre 2009 con il quale ha esordito il cantante neomelodico Checco
Zalone
(al secolo Luca Pasquale Medici), diretto da Gennaro Nunziante,
e prodotto dalla Taodue di Pietro Valsecchi, dove fece una sua personale
rivisitazione autobiografica, incassando ai botteghini italiani un totale di
14.073.000 €.

Checco (Checco Zalone) è un giovane cantante pugliese che sogna di
entrare nel mondo dello spettacolo, lavorando part-time nella ditta di suo zio
come muratore, mentre la sera si esibisce come cantante di piano-bar a Polignano
a Mare. È fidanzato con Angela (Ivana Lotito), ma lei, che ha sempre
detestato i suoi modi appiccicosi, lo lascia dopo sei anni e sette mesi perché
lo considera un fallito (nonostante una canzone a lei dedicata!).
Disperato ed imbronciato, su consiglio dello zio lascia il paese natìo e saluta
il suo "manager", Nicolas (Sereno Bukasa), un obeso ragazzone di colore
che in realtà fa il cameriere in una gelateria, per trasferirsi a Milano con la
speranza di entrare nel mondo dello spettacolo.
Viene ospitato dal suo cugino omosessuale Alfredo (Dino Abbrescia), il
quale è fidanzato con Manolo (Fabio Troiano) e con cui condivide l’appartamento.
I genitori (che abitano a Polignano) non sanno dell’omosessualità del cugino e
infatti quando vanno a trovare Alfredo, l’uomo trova un escamotage per non far
scoprire di essere gay, facendo credere ai genitori che la sua compagna è tale
Luisa (Francesca Chillemi).

In un negozio di strumenti musicali a Milano, Checco incontra Marika
(Giulia Michelini), una bella ragazza che lo convince a dare lezioni di chitarra
a dei ragazzi disagiati presso l’abbazia di Morimondo. Marika è innamorata del
professore di psicologia con cui sta facendo la tesi di laurea, che però la
snobba; per ingelosirlo, si reca ad una festa con Checco, si ubriaca e lo bacia
facendogli credere di essere interessata a lui. Checco quindi comincia a
presentarsi a casa della famiglia della ragazza. Il problema è che i genitori di
Marika appartengono ad un partito che disprezza i meridionali, chiamato Partito
Del Nord (parodia della Lega Nord): mentre però la madre Raffaella
(Claudia Penoni) si scioglie di fronte alla genuina gentilezza di Checco, il
padre Mauro (Ivano Marescotti) resta profondamente turbato dall’idea di
poter avere un genero del sud.

Dopo aver litigato con Mauro, reo di aver buttato le sue amatissime orecchiette
pugliesi nella spazzatura, Checco si reca insieme ad alcuni ragazzi ‘emo’ ai
provini del talent show televisivo ‘I Want You’ (ispirato a X Factor), ma arriva
in ritardo e Roberto (Raul Cremona), il direttore del casting nonché
discografico della trasmissione, si rifiuta di visionarlo.
Disperato dall’idea di non lavorare nel mondo dello spettacolo e deluso per non
essere amato da Marika, decide di tornare a Polignano ma il suo video viene
visto dalla troupe della trasmissione ed ha un grande successo: la direttrice
del programma convince Roberto a richiamare Checco, nel frattempo recatosi alla
stazione per tornare al suo paese, che alla fine partecipa alla sfida in TV e
vince il primo premio, diventando all’istante ricco e famoso.

     

Anche dal punto di vista affettivo le cose volgono al meglio: Marika capisce di
essere realmente innamorata di Checco e i due prima si fidanzano e poi si
sposano in una chiesa di Polignano. Alla cerimonia partecipa anche il padre di
Marika, che inizialmente voleva dimettersi dalla carica di segretario cittadino
del Partito del Nord per la vergogna di avere parenti pugliesi ma che alla fine
mantiene il posto dopo essersi reso conto che anche gli altri militanti hanno
origini meridionali. Nel bel mezzo dei festeggiamenti Alfredo fa coming out e
confessa ai genitori la propria omosessualità: la madre dapprima sviene ma poi
la prende bene, il padre invece piange e proprio quando il nipote Checco
abbraccia lo zio convincendolo del fatto che "oramai stiamo nel 3000" e che
l’omofobia non è più un problema, un ragazzo in motorino vedendoli abbracciati
fa tornare entrambi alla triste realtà quotidiana, urlandogli contro in dialetto
barese: «Uè ricchio’!».

     

Per quanto mi riguarda, per le sue rime ‘poetiche’, ho dovuto spiegare ai miei
figli chi fosse il ‘Coccianto’ che faceva rima con le parole “canto che son
contento perché mi sto innamoranto”!!

a cura di: Andrea Mantelli

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