BALLROOM – GARA DI BALLO

0
592

Ballroom’ è il primo film della cosiddetta trilogia del “red curtain”
(sipario rosso) del regista Baz Luhrmann, di cui fanno parte ‘Romeo + Juliet
e ‘Moulin Rouge!’, già trattato in questa rubrica.
Dopo averlo presentato con grande successo nella seconda metà degli anni ‘80
come spettacolo teatrale, il regista australiano decide di farne la
trasposizione cinematografica: nasce così la sua opera d’esordio, che è anche il
suo vero e proprio manifesto artistico.
Il suo stile diventa un marchio di fabbrica già da questo film: contaminazione
di più generi, cinema, musical e teatro, atmosfera che lascia subito intendere
allo spettatore di trovarsi di fronte ad un’opera di fantasia, personaggi sempre
al di sopra dele righe, alternanza di momenti comici ad altri più drammatici, ma
soprattutto scene di ballo che sono una vera festa per gli occhi e per le
orecchie del pubblico, che viene letteralmente trasportato in mezzo alla pista,
come se danzasse assieme ai ballerini.
Non a caso poi Luhrmann ha scelto questo tipo di trama: il protagonista che
sfida le rigide regole della federazione di ballo per imporre la sua libertà
espressiva rispecchia il regista stesso, che ignora i dettami del mercato
Hollywoodiano per presentare un nuovo modo di interpretare il musical.
Ed è proprio qui che sta la sua grande innovazione: non nei contenuti delle
storie, che sono quelli di sempre, ma nel modo di raccontarle, unico nel suo
genere.

La trama –
Scott Hastings (Paul Mercurio) è un campione di ballo da sala, ma i passi che la
federazione impone gli stanno stretti e viene puntualmente squalificato in gara
quando vuole presentare i suoi. Questo manda su tutte le furie sia il presidente
della federazione Barry Fife (Bill Hunter), sia la madre Shirley (Pat
Thomson), vecchia gloria del ballo liscio, che sogna per il figlio un avvenire
da star. Il ragazzo tuttavia non demorde e decide di ballare a modo suo anche al
‘Pan Pacific Grand Prix’, la più grande competizione di ballo da sala in
Australia; a causa di questa decisione la sua partner lo abbandona e lui
comincia ad allenarsi in segreto con Fran (Tara Morice), un’allieva di
origine spagnola della sua scuola di ballo. Venuta a scoprirlo, la madre cerca
di far desistere Scott con l’inganno, raccontandogli che è stata proprio la
voglia di ribellarsi ai passi regolari da parte del padre (Barry Otto) a rovinar
loro la carriera di ballerini. Il giorno della gara, però, Scott e Fran scelgono
di ballare a modo loro e mandano in visibilio il pubblico con un trascinante
paso-doble.
La colonna sonora, come in tutti i film di Luhrmann, spazia su vari generi,
partendo sulle note di “Sul bel Danubio blu”, per concludersi nella scena finale
con “Love is in the air”; segnaliamo anche una splendida versione di “Time after
time”, il grande successo di Cindy Lauper, qui reinterpretata dalla protagonista
femminile del film.

Curiosità –
La frase del film “Vivir con miedo es como vivir a medio” (vivere con paura è
come vivere a metà) è diventata il motto della casa di produzione di Luhrmann,
la Bazmark.
Avete presente il famoso testo del brano Everybody’s free, usato nel film “The
big Kahuna” e tradotto in italiano dagli speakers di Radio Dee.jay con il titolo
“Accetta il consiglio…per questa volta”? Ebbene le parole le ha scritte proprio
Baz Luhrmann!

Mauro Gresolmi

Lascia un commento

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here