AMADEUS

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Nel presentarvi la scheda di questo pluripremiato capolavoro, puntualizziamo
subito un paio di cose: Amadeus non è un film sulla vita di Mozart; pur
essendoci rifermenti biografici riscontrati, il plot della vicenda è di pura
fantasia ed è la trasposizione cinematografica dell'omonima piéce teatrale
scritta nel 1978 dal drammaturgo inglese Peter Schaffer, il
quale a sua volta si è ispirato a un precedente lavoro del 1830 dello scrittore
russo Aleksandr Puskin. Quest'ultimo diede credito alla
leggenda, storicamente infondata ed inverosimile, secondo cui Mozart sarebbe
stato avvelenato per gelosia dal compositore italiano Antonio Salieri.
Punto secondo: Amadeus non è nemmeno un film basato sull'invidia,
com'era stato presentato da noi in Italia nel periodo della sua uscita; questo
sentimento, che consuma uno dei due protagonisti fino a portarlo alla follia, è 
uno dei temi ricorrenti nella pellicola diretta dal regista di origine
cecoslovacche Milos Forman, ma chi in esso individua il perno
attorno al quale ruota tutta la vicenda, ha una visione piuttosto limitata
dell'insieme. Amadeus è un autentico atto d'amore profondo e smisurato
nei confronti della musica e di quello che può rappresentare per ciascuno di
noi; nessuno ha mai saputo spiegare la bellezza della musica con la struggente
passione ed il vero e proprio tormento interiore del vecchio

Salieri quando la descrive
al suo confessore, merito della
grande interpretazione di F.Murray Abraham e soprattutto merito
della "colonna sonora", ad opera di uno dei  personaggi più geniali che
l'umanità abbia mai avuto, Wolfgang Amadeus Mozart.

La trama.
Vienna, 1823: al grido di "Mozart, perdona il tuo
assassino"
il vecchio compositore Antonio Salieri (F. Murray
Abraham)tenta di suicidarsi, viene salvato in extremis dai suoi due servi.
Ricoverato in manicomio, qui riceve la visita di un giovane prete, che per
alleviargli il dolore lo vuole confessare. Salieri inizia a raccontargli che è
sempre stato ossessionato dalla figura di Mozart, sin da quando era un ragazzino
nella sua natale Verona e sentiva parlare di questo bambino prodigio che suonava
nelle corti di tutt'Europa. La sua invidia andava non tanto verso Mozart, ma nei
confronti del padre Leopold (Roy Dotrice), che ne aveva sempre
coltivato e assecondato il talento, mentre il suo di padre non dimostrava alcun
interesse nella musica. Salieri, così, nelle sue preghiere di adolescente
desiderava più di ogni altra cosa poter magnificare Dio diventando un grande
compositore, e venne esaudito; anni dopo lo ritroviamo a Vienna con la carica di
compositore di corte ed insegnante personale dell'imperatore Giuseppe II
(Jeffrey Jones). Il suo primo incontro con Mozart (Tom Hulce)
avviene durante un concerto che questi tiene nella dimora viennese
dell'Arcivescovo di Salisburgo: prima che il giovane prodigio gli venga
presentato, Salieri scopre con suo gran disappunto che quello che per lui era un
modello da seguire è un ragazzo volgare, irriverente e viziato, e, dopo aver
sentito la sua musica, non si capacita di come Dio abbia scelto un fanciullo
osceno come strumento per far sentire la sua voce. Nel 1781 l'imperatore decide
di incontrare Mozart per commissionargli un'opera per il teatro nazionale, per
l'occasione Salieri compone in suo onore una marcetta di benvenuto:

Mozart gliela risuona
dopo averla sentita una sola volta e
la rende infinitamente più bella tra lo stupore di tutti i presenti: alla fine
dell'esecuzione esplode in una risata particolare che da quel momento in avanti
diventerà il tormento di Salieri. Man mano che passa il tempo il successo di
Mozart aumenta di pari passo alla consapevolezza della mediocrità della musica
di Salieri, che però ha il dono di riconoscere il genio del suo antagonista. La
frustrazione di quest'ultimo arriva la suo culmine quando scopre che il suo rivale ha
concupito la primo soprano protagonista de "Il ratto del serraglio", di
cui lui è segretamente e castamente innamorato. Intanto però la vita privata di
Mozart prosegue con qualche difficoltà: si sposa con Costanza
(Elizabeth Berridge), ha un figlio, subisce la perdita del padre e, non avendo
senso pratico, finisce per spendere più di quel che guadagna. Quando lo viene a
sapere, Salieri vede in questo un'occasione per rifarsi: Costanza si presenta da
lui implorandolo di affidare al marito l'incarico di insegnare musica alla
nipote dell'imperatore e gli porta da visionare i suoi lavori: davanti a quella
perfezione assoluta(tutti i fogli sono originali nella loro prima ed unica
stesura, senza neppure una correzione) rimane sbalordito e perde completamente
la fede: brucia il crocifisso e dichiara guerra a Dio ("d'ora
in poi saremo nemici, tu ed io"
) e alla sua creatura terrena.
Da quel momento, spalleggiato anche dagli altri uomini di corte italiani come
lui, Salieri fa di tutto per ostacolare e boicottare le opere di Mozart, fino ad
architettare un diabolico piano finale: indossa un costume precedentemente
appartenuto al padre Leopold e si presenta a casa sua, commissionandogli una
Messa da Requiem:
una volta avuta la partitura, l'avrebbe fatto uccidere
per poi prendersi il merito di dedicargli il Requiem durante la messa solenne di
suffragio, facendola passare per una
sua composizione. Nel frattempo, per tirare avanti, Wolfgang accetta di comporre
un'operetta per un suo amico librettista Emanuel Schikaneder
(Simon Callow), dal titolo "Il flauto magico"; verrà rappresentata in
un teatro popolare, dal momento che Mozart non è più da tempo nelle grazie
dell'imperatore.  La sua salute va peggiorando; Costanza, spaventata dal
suo comportamento, lo abbandona. Alla prima de "Il flauto magico"
Mozart ha un collasso e sviene; Salieri, presente in sala, lo soccorre e lo
porta a casa. Resosi conto che le sue condizioni non sono buone, lo esorta con
un sotterfugio a completare il Requiem,

aiutandolo nello scrivere
lo spartito. All'alba Costanza
rientra e trova entrambi addormentati, chiude sottochiave le pagine del Requiem,
intimando a Wolfgang di non finire di comporlo e, mentre mette alla porta il suo
sgradito ospite, si accorge che il marito è morto; verrà sepolto in una fossa
comune al termine di una cerimonia che ha ben poco di solenne. Il piano di
Salieri, quindi,  si trasforma per lui in un'atroce beffa: Dio ha preferito
uccidere la sua creatura, piuttosto che permettere a lui di beneficiare di un
solo grammo del suo genio. Il film si conclude con il prete attonito dopo la
confessione e con il vecchio Salieri che passa sulla sedia a rotelle tra due
file di pazzi, benedicendoli in veste di santo patrono dei mediocri: l'ultimo
suono che si sente prima dei titoli di coda è l'isterica risata di Amadeus.

La colonna sonora:
E’ interamente tratta dalle composizioni di
Mozart, se si fa accezione per un'aria tratta da un'opera dello stesso Salieri e
per il movimento finale tratto dallo "Stabat Mater" di Giovanni
Battista Pergolesi
. Le musiche sono state eseguite dall'orchestra
dell'Accademia di St. Martin in the Fields, diretta da  Sir Neville
Marriner
. Una vera chicca per gli appassionati del genere classico è
l'aver inserito nel film le rappresentazioni delle opere più significative di
Mozart: "Il ratto del serraglio", "Le nozze di Figaro", "Don Giovanni" e "Il
flauto magico"
. Alla cerimonia degli Oscar, quando il musicista francese
Jean Michel Jarre vinse il premio per la miglior colonna sonora
per il film "Passaggio in India", nel suo discorso durante la premiazione
dichiarò: "La mia fortuna è stata che Mozart non fosse candidabile per
questo premio."
A tutt'oggi la colonna sonora di Amadeus è il disco di
musica classica che ha venduto più copie nella storia.

Curiosità:
La maggior parte degli esterni del film sono stati
girati a Praga, così come le rappresentazioni delle opere, che hanno avuto come
location il Count Nostitz Theatre, in cui due secoli prima Mozart debutto con il
"Don Giovanni". Per il ruolo di Wolfgang Amadeus Mozart furono presi in
considerazione anche Kenneth Branagh e David Bowie. Il ruolo di Costanza fu
invece originariamente assegnato a Meg Tilly, che si infortunò ad una gamba
pochissimi giorni prima dell'inizio delle riprese, e venne quindi sostituita da
Elizabeth Berridge. Simon Callow, che nel film interpreta il
librettista de "Il flauto magico", aveva ricoperto il ruolo di Mozart
nella rappresentazione teatrale di Londra. Per meglio rendere gli sbalzi di
umore e le espressioni di Mozart, Tom Hulce si è ispirato
all'allora numero uno del tennis mondiale John Mc Enroe, celebre tanto per la sua
genialità, quanto per il suo essere sempre al di sopra delle righe. L'idea di appropriarsi del Requiem ha un fondamento storico:
fu infatti il conte Franz Von Walsegg che lo commissionò a Mozart, per poi
spacciarlo come proprio in occasione dell'anniversario della morte della moglie.
Il lavoro però rimase veramente incompiuto per la morte del suo vero autore. Il
testo teatrale di Schaffer descrive un Salieri ancor più perfido di quello visto
nel film. Nel primo doppiaggio italiano fu cambiata una frase; nella versione
originale Mozart diceva: "Naturalmente, gli Italiani! Gente musicalmente
idiota."
, nel doppiaggio fu edulcorata in "Naturalmente, i cortigiani! Gente
musicalmente idiota"
. Il film fu candidato in tutto il mondo a 53 vari premi,
vincendone 40, di cui 8 Oscar. Entrambi gli interpreti principali vennero
candidati all'Oscar come miglior attore protagonista; la statuetta andò a Murray
Abraham, che nel discorso di ringraziamento affermò:

Vorrei che Tom Hulce
fosse qui al mio fianco
. Nel 2002 è uscita in dvd una versione "director's
cut"
, con 20 minuti di scene inedite, originariamente tagliate. Il film
ebbe un grande effetto sulla cultura popolare, influenzando cantanti, musicisti
e scrittori anche di altri generi: nel 1985 il cantante viennese Falco
gli rese omaggio con la canzone

Rock me Amadeus
, mentre i gruppi rock
dei Fall out boy e dei Children of Bodom, citarono in due loro canzoni la
celeberrima frase di Salieri "From now we are enemies" (D'ora in poi
saremo nemici).

  

Mauro Gresolmi

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