MASSIMO SCALICI E LA PODEROSA LATIN ORCHESTRA: LA

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Quale modo migliore per festeggiare il compleanno di ballare salsa con la
musica dal vivo? E che musica! Christian Pozzato, titolare dell’Eleven
Black
di Galliate (Novara), ha deciso di farsi e di fare a tutti i suoi
clienti, un regalo speciale per il suo compleanno: una serata con Massimo
Scalici e la Poderosa Latin Orchestra
che hanno intrattenuto – e fatto
ballare!- i presenti con tutti i loro successi.

In attesa di rivederli esibirsi il 7 dicembre al Camana Club di
Buccinasco (Milano) in occasione della prima Festa Internazionale di Noi che
Amiamo la Salsa, dove saranno presenti anche Fernando Sosa e i
Tropical Gem
, Adolfo Indacochea e la ballerina Sandy Ramos,
abbiamo approfittato del concerto all’Eleven Black per chiacchierare un po’ con
Massimo Scalici….

Partiamo dall’inizio: com’è nata la Poderosa?
La Poderosa nasce da un’idea del 2003, che poi ha avuto diversi percorsi e
sfaccettature, per arrivare infine a questo nome e a questo repertorio. La
Poderosa, nasce dall’unione di un mio primo progetto, La Sicula Sabrosa, del
2000, e collaborazioni con altri artisti come Francisco Rojos, Fernando Sosa.
Pensa che il nome Poderosa è proprio un’idea di Fernando. E poi nasce
soprattutto perché dopo l’uscita dalla Maxima79, volevo qualcosa di nuovo. Fito
ed io, che siamo amici da sempre, ci siamo incontrati per caso e abbiamo deciso
di fare qualcosa insieme, qualcosa di nuovo, con un nome nuovo: Fernando ci ha
suggerito la Poderosa e così è partito il progetto.
Abbiamo sistemato gli arrangiamenti, rivisto alcune cose dei nostri repertori,
ci siamo guardati dentro e abbiamo cercato di capire cosa vuole il mercato, cosa
sta succedendo nel mondo della salsa, dal ritorno alla salsa classica,
all’avvento della kizomba e della bachata sensual, e crediamo che quello che ci
identifica di più è quello che noi facciamo da sempre, però nella versione 2.0.
Questo disco, questo Greatest Hits, è il primo passo, ma già agli inizi del 2018
uscirà un disco nuovo con dei suoni ancora più nuovi, che però non snatureranno
quello che siamo, ma lo porteranno ad un livello ancora più alto.

Questa sera avete cantato una nuova canzone, come è nata e quando uscirà?
In realtà ce ne sono una decina già pronte, non so se posso anticiparlo…
canzoni nate dalla stretta collaborazione con due autori fondamentali che si
identificano molto con le mie note.
Uno è sicuramente Francisco Rojos, il mio Mogol, ma anche con Fernando mi trovo
molto bene, perché anche con lui abbiamo fatto molte cose insieme, magari meno
salsere, ma volutamente, che comunque hanno fatto un po’ la storia della musica
latina in Italia, come Carolina, Descarga Tropical, ecc.
Ci sono dei testi nuovi, ci sono tantissime cose nuove e anche nel modo di
suonare ci saranno tantissime sorprese.

Come vedi Massimo Scalici e la Poderosa nel futuro?
Il mondo latino, questo meraviglioso mondo, ė in continua evoluzione e non so
cosa ci riserverà il futuro. A dir la verità io vorrei continuare a fare quello
che mi piace e che ho sempre fatto, cioè questo. Perché anche se la musica credo
che sia bella tutta – e questa cosa ci tengo a sottolinearla: non amo chi
apprezza solo la Timba o solo la salsa in linea o solo la musica classica, credo
che la musica sia bella tutta! – questa è quella che mi identifica, quindi tra
dieci anni ci terrei davvero a fare ancora questo.

La salsa sembra aver avuto un momento di crisi, ma ora pare si stia
riprendendo, cosa ne pensi?

Anche se pure adesso ci sono canzoni bellissime come quelle di Marc Anthony o
Victor Manuelle, il momento d’oro della salsa, secondo me, è stato tra gli Anni
‘80 e ‘90, quando veramente c’era di tutto, una mezcla perfetta e melodie
stupende. Credo sia per questo motivo che la salsa ha avuto un calo, perché
moltissimi produttori si sono messi a fare cose forse più grandi di loro. Quindi
c’è stato il boom della bachata, forse perché arriva prima all’orecchio, è più
melodica.
Secondo me se si riuscisse a tornare alla salsa di quegli anni, torneremmo ad
amarla tutti, così com’era per i brani di DLG o di Gilberto Santa Rosa di quegli
anni, o dei Van Van, e così via.

Quanto è importante il tuo gruppo nel portare avanti il tuo progetto?
Tantissimo. Io potrei avvalermi anche di altri musicisti eccezionali, perché
al giorno d’oggi – è brutto da dire, ma se, per esempio, tu che sei giornalista,
decidi di fare una salsa, basta che hai quattro soldi da parte e trovi tutti
musicisti che vuoi e dici che hai fatto una salsa, quando in realtà l’hanno
fatta loro – ma i miei musicisti, oltre ad essere strepitosi, sono prima di
tutto MIEI AMICI, persone eccezionali, che sono con me da quando ho cominciato e
quindi non li cambierei mai con nessun altro!

 

Chiara Ruggiero