HAVANA D’PRIMERA: CUBA A MILANO

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Camana Club di Buccinasco (Milano) pieno e, soprattutto, pieno di gente con
tanta voglia di ballare salsa, e salsa cubana in particolare.

Un pubblico caldo, pronto a scatenarsi sulle note di Pasaporte, La Bailarina, Yo
Vengo de Cuba, Venenosa, Rosa la Peligrosa e a intonare a squarciagola l’intera
Me Dicen Cuba, ha accolto con grande entusiasmo Alexander Abreu e il suo gruppo
Havana D’Primera, da lui fondato nel 2008, di cui è direttore, arrangiatore e
compositore.

Dopo le solite foto di rito, siamo riusciti a rubare un paio di minuti al leader
del gruppo, Alexander Abreu, per fargli un paio di domande prima di vederlo
allontanarsi sotto una sottile pioggia milanese….

Ormai erano diversi anni che non venivate a Milano, cos’e cambiato in questi
anni per Havana D’ Primera?

“Si, mancavamo da alcuni anni, quello che è cambiato è che la situazione
musicale è cambiata, ma in questi dieci anni di vita del gruppo noi siamo
cresciuti molto e quindi sono molto felice e soddisfatto.”

La salsa ha vissuto un momento di crisi, dovuto anche all’avvento del
reggeaton, ma ora sembra si stia riprendendo…
“Si, in effetti c’è stata questa crisi, ma ultimamente la salsa sta vivendo una
specie di rinascita, molte persone hanno ricominciato a credere nel movimento
della salsa, a dare spazio alle Orchestre e penso che nel futuro gliene daranno
sempre di più perché il reggeaton ha un suo pubblico, ma anche la salsa.

Come vedi il futuro della salsa?
“Prevedo un futuro roseo per la salsa. Credo che continuerà ad avere sempre
più successo e seguaci, il catalogo degli artisti sarà sempre più ampio, lo
spazio dedicato a questo genere musicale sarà sempre più ampio. La salsa
continuerà a crescere e a diffondersi. Sicuramente avrà un futuro molto
positivo”.

Chiara Ruggiero

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