MALA SUERTE – Presentazione del nuovo libro di Marilù Oliva – autore Marilù Oliva

Marilu Oliva - Mala Suerte

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Marilu Oliva - Mala Suerte
Marilu Oliva - Mala Suerte

Mai è stato così pericoloso ballare la salsa…

Esiste la Fortuna? Esiste il Destino? La Guerrera – da vera materialista – giura
di no, anche se tutto concorre a farle credere che un dio dispettoso stia
complottando contro di lei. Mala Suerte chiude la Trilogia della Guerrera
cominciata con Tu la pagaràs! e proseguita con Fuego (tutti e tre editi da
Elliot Edizioni), romanzi di ballo e di mistero ambientati in un’inquietante
Bologna notturna, divisa tra piste da ballo festose e portici bui.
I personaggi sono quelli che si incontrano nella vita quotidiana e nelle notti
di baldoria: intriganti, bacchettoni, sognatori. Poi dj bravi e dj che vanno in
giro con le pedanine, ballerine esotiche dai capelli ricci che parlano metà
italiano e metà spagnolo.
Viene compiuto un omicidio: la vittima è stata derubata e uccisa con una
modalità inusuale al giorno d’oggi: avvelenamento da cloroformio.
L’ispettore Basilica capisce che la responsabilità è da collegarsi a una baby
gang di latinos e italiani e subito coinvolge La Guerrera in questa terza
avventura come consulente speciale in grado di addentrarlo nella contraddittoria
comunità ispano-americana. Un nuovo omicidio si lega al primo attraverso il
cloroformio e le indagini si intersecano. La Guerrera sonda negli ambienti
salseri della città e si avvale della preparazione scientifica – sta completando
la tesi per laurearsi in criminologia – e delle doti intuitive, nonché delle
frequentazioni “speciali”, quale il cubano con cui ha intessuto una relazione.
Nel frattempo prosegue la sua rincorsa spasmodica alla ricerca di
un’occupazione, a dimostrazione che il precariato è stigmate profonda del nostro
tempo e non spiacevole moda passeggera.
Mentre Catalina mescola i suoi tarocchi e la Commedia di Dante ritorna
all’occorrenza, tra sigarette, bottiglie di rum e patatine, La Guerrera affronta
la vita come è abituata: combatte in capoeira e combatte in jeans, si ostina,
casca, si rialza, cerca rifiugio nei sensi, persegue un ideale personale di
giustizia che cozza col mondo buio che la circonda. Turbata dalla tensione con
l’ispettore Basilica – che vedrà un’inaspettata evoluzione –, deve risolvere
diverse questioni, tra cui una del passato legata alla prozia che l’ha allevata
in maniera anaffettiva e rigida.
La sfortuna è uno dei temi conduttori del romanzo, la Mala Suerte personificata,
la sua affermazione, il suo valore cartomantico, quello scaramantico. La sua
potenza ma anche la sua negazione e chissà se alla fine l’ombra che aleggia cupa
si dissolverà o inghiottirà qualcuno…

Interessantissimo, nella seconda parte dei romanzi è il breviario musicale che
introduce i singoli capitoli. In poche righe scoprirete le nozioni fondamentali
sulla salsa e le sonorità caraibiche senza perdere il ritmo della narrazione.
Una narrazione che scorre ipnotica come una rumba e di cui qui vi diamo un
assaggio, la descrizione di un momento salsero:

«Decido di fare un giretto, nello scorrimento oltre i divanetti si avvistano il
bordopista e la console. La sauna della salsa aumenta la temperatura. El Tigrón
non chiede il cambio al Pony, vuole ubriacarsi di musica e dimenticare che la
sua bella è stata uccisa. Adolfo gli aveva proposto una sera libera, ma lui ha
preferito tenere la mente occupata. Le danzatrici peruviane mostrano, sciantose,
le sinuosità provocate sul corpo dall’impatto col ritmo: seno, bacino e natiche
modulate in una rumba totale. Ritaglio nei pensieri la poca gente della serata e
la ritrovo come sempre screziata di doppisensi, letizie e malinconie. Gli
appassionati, i temerari, i vanesi scissi tra la debolezza del corpo e la
sfrontatezza dell’ego, quelli nondegnonessunonemmenodiun’occhiata, quelli
spensierati, quelli avviliti dai tentennamenti, le coppie affiatate, le coppie
che stanno scoppiando, quelle che non esistono più e quelle che non esisteranno
mai se non in effimere vueltas destinate a disfarsi nell’oblio. Che incanto,
questo mare rimpiazzato, quando la clave irrompe nelle orecchie e mi dispero per
prosciugare in un ballo le sbavature dei giorni neri. Mi sento sempre così

sola,
anche qui. Allora ballo dentro e guardo gli altri ballare, se avessi un cuore
certe notti lo sentirei sfracellarsi contro gli otto tempi della musica».

EDITORE Elliot edizioni
a cura di Comunicato stampa

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