RELLE NIANE: FASCINO, BELLEZZA E SENSUALITA’ PARIGINE NELLA DANZA

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Forse qualcuno se la ricorda come una delle insegnanti di ballo di
Ballando con le Stelle
(nel 2014 era l’insegnante che affiancava l’ex
calciatore francese Vincent Candela – ndr) o forse come la bravissima
ballerina di un gruppo di salsa meraviglioso, poi sciolto, che si chiamava U-
Tribe
, dove U sta per Urban perché già allora, si parla di circa dieci anni
fa, mescolavano salsa ed hip- hop.
Relle Niane, bellissima ballerina salsera (ma non solo!) di Parigi, dopo
aver partecipato ad Eventopeople (dove abbiamo avuto occasione di realizzare
questa intervista), farà parte anche dello staff di artisti del Bailacalabria
del 2017.

Come inizia la tua carriera di ballerina?

Sono sempre stata una bambina molto attiva. Mia mamma era disperata e
diceva “che facciamo? Qualche sport? ginnastica?”. A cinque anni e mezzo mi ha
iscritto a una scuola di danza classica….e non mi sono più fermata!

Come sei arrivata al caraibico?

A Parigi c’è un locale molto famoso che si chiama “Montecristò” e io andavo
la sera, ogni tanto. La prima sera, che sono andata ho pensato: “Ma io questa
musica io la conosco, perché la ascoltavo da bambina coi miei genitori” (il papà
è senegalese, la mamma francese, ma ascoltavano musica di ogni genere: jazz,
rock, e anche latina – ndr). Sono rimasta affascinata dal ritmo della salsa, mi
faceva sentire bene, anche a livello espressivo, perché non è come il ballo
classico, molto impostato, che ti costringe a seguire determinati schemi. La
salsa ti dà molta più libertà, mi permette di esprimere meglio me stessa. In
quel locale ho visto ballare delle donne: erano supersensuali, e mi sono detta:
“voglio ballare anch’io in maniera così sensuale!”.

Come hai iniziato a ballare latino da professionista?

Durante queste notti parigine, ho sentito parlare del mondo dei Congressi.
E ho voluto vederlo di persona. Sono andata da sola al mio primo Congresso a
Milano, era il 2001/2002. Ricordo che c’erano i Tropical Gem, e più di mille
ballerini provenienti da tutto il mondo, che parlavano lingue diverse. Ho
pensato: “Sono arrivata in Paradiso!. Questo è quello che voglio fare!”. Ho
ballato tutto il weekend come mai in vita mia! Con Francisco e Johnny Vasquez,
Felipe Polanco, tutti i Tropical Gem, Jhesus Aponte… Sono tornata a Parigi che
ero come drogata. Per i casi della vita, è venuto a vivere a Parigi da New York,
Felipe Polanco. Ci eravamo scambiati i contatti in quel week-end, così mi ha
chiamata e mi ha detto “Vuoi ballare con me?” “IO?????” Per me Felipe Polanco
era un mito! Una parte di me mi diceva che non avevo abbastanza esperienza,
l’altra mi gridava di buttarmi, al limite non funzionava… e così ho fatto! Ho
iniziato a ballare con lui, e grazie lui e con lui, ho avuto l’opportunità di
esibirmi nei concerti del Gran Combo de Puertorico, Josè Alberto El Canario e
molti altri artisti importanti.

Dopodiché è arrivata l’esperienza con gli U- Tribe….

Sì, più o meno 3/4 anni dopo. Durante le serate mi chiedevano sempre se
avevo un fratello che ballava hip hop e anche salsa, ma io non lo avevo. Una
sera, arrivo a una serata e vedo questo ragazzo (Micky Viry – ndr) che davvero
sembrava mio fratello! Abbiamo ballato insieme e subito c’è stata una forte
attrazione ed intesa a livello artistico e insieme abbiamo dato vita ai U- Tribe.

Eravate un bel gruppo, sulla cresta dell’onda, avete anche partecipato a
“StreetDance 2 – 3D”….

Abbiamo iniziato come coppia, poi abbiamo allargato il gruppo, aggiungendo
un’altra coppia. Risale a quel periodo la prima salsa “battle” della storia, che
abbiamo fatto a Parigi nel ring contro i Tropical Gem… (uno dei video di salsa
più cliccati su Internet – ndr). che è nato in realtà solo per divertirci, ma
che ha avuto talmente tanto seguito, che una delle produttrici del film
StreetDance 2 – 3D, che mi conosceva, ha visto il video, l’energia, si è fatta
raccontare la storia e ha detto: “Ma questo è un film!”. Ha scritto il film e ha
chiamato tutti noi a ballare nel film.

Lì hai conosciuto Maikel Fonts?

No, lo avevo già conosciuto prima, quando ballavo con Felipe ad un
Congresso di salsa a Venezia…eravamo giovanissimi!

E’ stato lui a portarti a “Ballando con le Stelle”?

Sì, è stato mio “fratello”. Mi ha detto: “Sei pronta?”, gli ho risposto
“Sì, sempre, ma dove andiamo?”, e lui “Andiamo tra le stelle!”

 – Cosa ti ricordi di quell’esperienza?

Non era la mia prima esperienza in TV, ma la prima nella televisione
italiana e la prima di questo genere. Per me è stata un’esperienza bellissima e
molto umana. Tutti i VIP, il mio Vincent Candela, tutti i ballerini, tutta la
produzione…erano persone fantastiche.
Il ritmo è un po’ massacrante perché devi preparare diverse coreografie in 3/4
giorni, ma è stato davvero troppo bello!

Sei una ballerina molto sensuale, senza mai scadere nella volgarità…
Qualche consiglio che le donne possono applicare nelle salsa, ma anche nella
vita, per essere sensuali, sexy, ma non volgari.

Per me è come guardarsi allo specchio. Se fai dei gesti, dei movimenti, che
non senti tuoi, che non ti appartengono, si vede volgare. Al contrario, se fai
qualcosa che ti fa sentire tuo agio, appare sensuale, elegante, femminile.
L’unico consiglio che posso dare alle donne è di essere se stesse, perché tutte
le donne hanno qualcosa di naturalmente femminile, di classe. Se inizi a cercare
un altro specchio… arriva la volgarità.

Quanto, secondo te, è importante il fisico per una ballerina? Molti
coreografi non fanno salire sul palco ballerine che non abbiano un fisico
pressoché perfetto, mentre invece capita di vedere esibizioni con ballerine non
filiformi, che non sfigurano affatto…

Anche qui, secondo me, non è importante essere magre o grasse. L’importante
è stare bene con se stesse. Se stai bene con te stessa, si vede, e lo vedono
anche gli altri. Ho visto donne che pesavano anche 80/90 chili, bellissime,
perché dentro si sentivano bellissime, e bellissime apparivano anche fuori. Ma
se fingi, di star bene con te stessa, se non sei sicura, si nota. E alla prima
critica crolli. Io oggi sono così (molto snella – ndr), un domani magari mangerò
di più e non sarò più così magra, ma la mia anima di ballerina, il mio modo di
danzare, saranno sempre gli stessi.

Per un ballerino/a è più importante la tecnica o la passione, il cuore?

Non si può andare lontano con la tecnica se non c’è la passione. Sono come
due piedi: l’equilibrio sta nel mezzo tra queste due cose.

Chiara Ruggiero

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