IL PRODUTTORE RAMON SANCHEZ PARLA DEL FUTURO DELLA SALSA

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Il produttore musicale Ramon Sanchez ha recentemente concesso
un’intervista al portale venezuelano La Prensa Salsera, parlando della
crisi attuale della musica salsera  e del futuro di questo genere. Alcuni
punti sono parsi veramente interessanti e aggiungiamo noi li abbiamo già sentiti
da alcuni altri grandi artisti della salsa che abbiamo avuto modo di
intervistare quando sono venuti in Italia negli ultimi anni.

Il primo argomento toccato da Sanchez é la mancanza di soldi da investire
in promozione: l’avvento della musica digitale ha impoverito le vendite nel
formato solito, indebolendo le grandi etichette musicali, e facendo sparire
molte di quelle indipendenti: un nuovo artista quindi, per quanto bravo, non ha
quel supporto promozionale che in passato faceva sì che il suo lavoro venisse
sostenuto, pubblicizzato e veicolato nei giusti canali. Oggi internet ha reso
più semplice arrivare a una vasta platea, ma in modo troppo generico, tanto da
appiattire inizialmente tutti i valori.

Un altro aspetto che merita una riflessione é quello della mancanza di coraggio
innovativo da parte delle nuove generazioni, sia degli interpreti che degli
autori. Il mondo della salsa ha avuto nelle varie decadi esponenti che hanno
rappresentato un punto di rottura, o nello stile, o nei testi o nel look,
citiamo Willie Colon, Ruben Blades. Oggi nessuno ha il coraggio di
portare avanti uno stile proprio, vogliono tutti rifarsi alla tradizione, questo
può garantire un ritorno nell’immediato, ma alla lunga non paga.

Interessante anche il suggerimento che Sanchez dà alle nuove generazioni,
oltre al già citato invito ad essere originali e a non aver paura di rischiare.
Visto che indietro non si può tornare e che i soldi non sono più quelli di una
volta, per la promozione bisogna investire su un team esperto di comunicazione
sui moderni media, in modo di garantire all’artista un’appropriata visibilità,
un appoggio costante e una solida base sulla quale costruire poi carriera e
successo.

Mauro Gresolmi

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