L’INSPIEGABILE OSTRACISMO VERSO LE NUOVE PRODUZIONI PORTORICANE

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Oggi, nei nostri locali assistiamo ad un vero e proprio paradosso: mentre i
dee-jays di timba appena una orchestra cubana fa un nuovo disco subito lo
inseriscono nelle loro scalette, al contrario, la maggioranza dei dee-jays
salseri tendono a scartare a priori le nuove produzioni discografiche
provenienti in particolare da Puerto Rico o New York, sostenendo che quelle del
passato sono migliori Mi permetto però di osservare che, se davvero dovesse
prevalere questa linea di pensiero, allora tanto vale dire agli artisti salseri
che la smettessero di incidere dischi nuovi, tanto non riusciranno mai a
superare le produzioni precedenti
Certo, qualcuno potrebbe obbiettare che è raro trovare delle composizioni che
siano allo stesso tempo originali e innovative, ma se andiamo a bene vedere
questa è una grossa problematica che riguarda in particolare la musica Salsa.
Ovvero laddove la contamini troppo (penso alla techno-salsa, al timbaton o al
salsaton), rinunci alla sua essenza sonera e guarachera, mentre se rimani nel
solco della tradizione è difficile dire qualcosa che non sia già stato detto.

Questa crisi di creatività è la conseguenza di diversi fattori: sociali,
generazionali e tecnologici, però dobbiamo rallegrarci per il fatto che, a
differenza di altri generi che sono morti e sepolti, la Salsa non solo continua
ad avere una sua produzione discografica, ma, come già facevo notare in passato,
sta entrando anche in parti del mondo una volta inimmaginabili.
Certamente questo ostracismo verso la musica portoricana è anche colpa degli
stessi artisti di Puerto Rico e New York che, a differenza dei loro colleghi
cubani, hanno il torto di ignorare il mercato italiano, probabilmente perché per
loro è un mercato molto piccolo rispetto ad esempio a quello della Colombia,
In ogni caso come dice il proverbio “Se la Montagna non va da Maometto, allora è
Maometto va alla Montagna”. Andando direttamente nella Isla del Encanto
scopriremo, ad esempio, che molte sono le incisioni salsere che sono uscite
negli ultimi anni. Segnaliamo ad esempio le nuove produzioni di orchestre
storiche come El Gran Combo, La Sonora Ponceña, Willie Rosario, Bobby
Valentin
; quelle di cantanti affermati come Gilberto Santa Rosa, Ismael
Miranda, Victor Manuelle, Tito Rojas, la India, Marc Anthony
.
Tra le pubblicazioni più recenti segnaliamo anche quelle di Carlos De Castro
(con un album dedicato a Tito Rodriguez e l’altro a Tito Puente)
della Orquesta Puertorriqueña di Don Perignon, del suo promettente
figlio Pete Perignon, di Juan Pablo Diaz, della Mulenze, di
Sammy Garcia y el Sabor de Puerto Rico, di Julito Alvarado y dal Sur
al Norte
, di Edwin Clemente, di Wito Colon, di Moncho
Rivera
, di Kaivan Vega, di Tommy Olivencia Pa la historia,
dell’Orquesta Abran Paso, di Ray Rodriguez y su Swing Sabroso, dei
Boricua Legends, di Alberto Rodriguez y su Brick Orquesta, di
Herman Olivera
, di Pirulo y su Tribu, della Tribu de Abrante,
di Carmencita dj y su Salsa Mania, di Michelle Brava a cui vanno
aggiunte le incisioni di grandi cantanti come Pichie Perez e Charlie
Aponte
e Sammy Marrero che, abbandonate proprio recentemente
orchestre storiche come La Sonora Ponceña, El Gran Combo e quella dello
scomparso pianista Raphy Leavitt, hanno deciso di intraprendere una
coraggiosa carriera solistica.
Siamo sinceri, quanti di questi artisti vengono proposti nelle nostre piste
salsere? Credo davvero pochi! E non c’è nessuna motivazione che giustifica
questa scelta, perché, come non si può pretendere di avere una scaletta musicale
fatta solamente da novità discografiche (come succede quasi sempre con le serate
cubane), nemmeno si può accettare il fatto che i nostri dee-jays continuino a
proporci cose che fanno parte della preistoria della salsa (seppur validissime)
,ignorando invece le novità provenienti non solo da Puerto Rico o dalla New York
latina ma anche da tutte le altre nazioni cardini del movimento salsero.

Enzo Conte

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