LA MUSICA CHE SI ASCOLTA E SI BALLA A PUERTO RICO

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Finita la febbre del reggaeton, anche la gioventù portoricana ha riscoperto
la SALSA (la vecchia guardia in realtà non l’aveva mai abbandonata).
Oggi nella Isla del Encanto assistiamo, infatti, ad un vero rinascimento
musicale testimoniato da una grande attività concertistica, dall’apertura di
nuovi locali e di tantissime scuole di ballo.
Nonostante la crisi economica la gente ha voglia di ballare, di divertirsi e
quale migliore opportunità che dimenticare le proprie pene attraverso la musica?

"Ma quale è la colonna sonora delle notti di Puerto Rico?"
Cominciamo col dire che per invogliare i portoricani ad andare a ballare è
fondamentale che a suonare ci sia una orchestra, anzi una buona orchestra.
La gente infatti il più delle volte va in un locale o in una festa patronale in
base all’orchestra che suona.

Da noi, sapete bene che non è così. Anzi molte volte il pubblico italiano
preferisce ballare con la musica dei dee jays piuttosto che con quella delle
orchestre. Di conseguenza a Puerto Rico per quanto i cocolos locali amino molto
i classici del passato, si balla spesso col suono moderno delle orchestre e non
con le registrazioni originali.
Faccio un esempio: da noi in Italia ci sono diversi dee jays che propongono
serate con vinile. A Puerto Rico questo non potrebbe mai succedere perché la
gente non vuole ballare con i dischi, vuole al contrario ballare al suono di una
orchestra, lasciarsi trasportare dal ritmo delle percussioni, sentire il calore
dei fiati ed ascoltare le improvvisazioni del sonero di turno.

“Ma che repertorio suonano le orchestre locali?”
Diciamo che ci sono due tipi di orchestre: quelle storiche ed affermate (tipo
El Gran Combo, La Sonora Poncena, Willie Rosario, Bobby Valentin, Roberto Roena,
Tommy Olivencia, Don Perignon, La Mulenze, la Puertorican Power, Conjunto Chaney
),
che naturalmente quando suonano propongono i loro successi più famosi e poi c’è
tutta una serie di orchestre meno conosciute (come Abran Paso, Cinco en
Clave, Salsa Libre, Sin Nombre, Orquesta Melaza, Los Bandiditos de la Salsa
)
che propongono le cover di brani rimasti nella storia della salsa a Puerto Rico.
Poi chiaramente ci sono i cantanti di grido ancora in piena attività come
Ismael Miranda, Andy Montanez, Gilberto Santa Rosa, Tony Vega, Luisito Carrion,
Moncho Rivera, Luigi Texidor, Cano Estremera, Tito Rojas, Victor Manuelle,
Domingo Quinones
(giusto per citarne alcuni) o quelli che da poco hanno
cominciato la loro carriera da solista come Charlie Aponte e Piche
Perez
.

In ogni caso a Puerto Rico la musica più in voga è sicuramente la salsa gorda,
in particolare quella degli anni ’80.
“Perché quella degli anni ’80 e non, come a volte succede nelle serate italiane
di salsa classica, quella degli anni ’60 o degli anni ’70?”
Perché quello è stato un periodo eccezionale, in cui i grandi artisti boricua
(come Cheo Feliciano, Ismael Miranda, Willie Rosario o il cubano Justo
Betancourt
) lasciavano New York per tornare a vivere a Puerto Rico che nel
frattempo, grazie ai proventi offerti dallo zio Sam e dall’industria turistica,
si stava risollevandosi dalla sua endemica crisi economica.

Un genere che invece si ascolta pochissimo a Puerto Rico è il guaguancò
newiorkese, genere che al contrario sembra andare molto nelle serate italiane
dedicate alla salsa vieja. In realtà quando in Italia ho cominciato ad ascoltare
tutti questi guaguancò, mi chiedevo spesso se ero stato io a non notarne la
presenza nei miei tanti viaggi nella isla del incanto. Quest’anno, tornando per
l’ennesima volta a Puerto Rico, ho potuto constatare che non mi sbagliavo:
qualche guaguancò si ascolta pure, ma sono decisamente una minoranza. Il che non
è necessariamente è un bene o un male (anzi è proprio grazie ai nostri dee jays
italiani che, alcune volte, ho ascoltato brani che non avevo mai ascoltato prima
in vita mia) ma è solo un voler fotografare una realtà diversa e certificare
semmai un gusto diverso.

I portoricani ad esempio, oltre alla salsa gorda e a quella brava, amano molto
anche la salsa romantica (sebbene, loro per primi ti dicono che c’è romantica e
romantica). La cosa interessante è che non hanno difficoltà ad apprezzare un
Ismael Rivera
o un Jerry Rivera, considerandoli non agli antipodi, ma
due facce della stessa medaglia. E’ bene però precisare che la Salsa romantica
si ascolta più alla radio che nei locali da ballo. Vi suonerà strano ma, ad
esempio io non ho mai sentito in un locale portoricano mettere un brano di
Mark Anthony
, nonostante che sia un cantante amatissimo nell’isola.
Ed è per questo che mi fa sorridere il fatto che qui in Italia, in molte serate
cubane, Mark Anthony sia l’unico cantante portoricano proposto a mo’ di
contentino per gli amanti della salsa.
Anzi, a volte, anche nelle serate ribattezzate “portoricane” capita spesso di
sentire brani che nulla hanno a che fare con Puerto Rico. Allora mi viene da
pensare che se la gente viaggiasse di più si renderebbe conto che a Puerto Rico
“la musica che gira intorno” è ben diversa da quella che si ascolta in
Italia….

Enzo Conte

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