COVER E REMIX… DOVE SI CELA LA PIRATERIA?

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Stiamo in questi giorni ricevendo alla nostra redazione molte segnalazioni
riguardanti la diffusione e la pubblica esecuzione di remix di alcuni successi
pop in versioni bachata, kizomba ed altri generi musicali destinati al
ballo di coppia.
Questo é un fenomeno che esiste già da molti anni e continua a proliferare
nonostante in alcuni casi si tratti di gravi violazioni ai diritti d’autore ed
al copyright..

Molto spesso vi sarà capitato di sentire in una serata latina il DJ di turno
proporre una versione latina di una famosa canzone…
Solitamente si tratta di svilenti versioni remix realizzate da sedicenti DJ’s
che si definiscono "producer".
La realizzazione è semplice, basta inserire un groove ritmico
preconfezionato sincronizzandolo con il successo di turno ed il gioco e fatto.

Esistono comunque anche versioni rmx ben realizzate dove vengono inserite
delle parti suonate (solitamente il basso, le percussioni e qualche special
con piano, chitarre o altri strumenti) il tutto ben amalgamato con la versione
originale. Per realizzare un buon remix, se è disponibile viene solitamente
utilizzata una versione acustica o accapella perché non include ritmiche o suoni
che possono risultare in contrapposizione con quello che si cerca di produrre.
Ma anche in questo caso nonostante il risultato sia di ottima fattura, ruba
l’ingegno artistico di altri artisti ed è quindi qualificabile come pirateria
musicale
.

I generi musicali in cui è più diffuso questo fenomeno sono la bachata e la
kizomba.
Bene! Sappiate che se vi capiterà di ascoltare una di queste versioni remix in
qualche locale, state assistendo ad una violazione della legge che tutela i
diritti d’autore…
Inutile usare Shazam o applicazioni simili per rintracciare le informazioni di
quel brano perché vi verrà mostrata la versione originale del brano, oppure
uscirà la scritta "non è stato possibile identificare il brano"… Ufficialmente
il brano non esiste! Quindi non è acquistabile in nessun portale.

E’ possibile che alcuni remix siano pubblicati su YouTube o altri
canali analoghi senza essere bannati o segnalati alle autorità
competenti?
Purtroppo è possibile, grazie ad alcuni escamotage che consentono a queste
sedicenti versioni di non essere rilevate dai software che vigilano sui portali,
logicamente non vi possiamo spiegare i metodi utilizzati per non correre il
rischio di aiutare o dare suggerimenti a chi persevera in questo comportamento
scorretto ed illegale…

Naturalmente esistono anche le versione remix ufficiali, quindi legali,
autorizzate dagli autori e dai titolari del master.
Quasi sempre sono di altissima qualità tecnica e musicale perché realizzate
grazie alla fornitura delle tracce separate della song.

Poi esistono le cover. Ovvero versioni ricantate e risuonate di canzoni
già pubblicate (solitamente arrangiate in stili diversi dall’originale) .
Queste versioni sono legali perché non viene utilizzato il materiale fonografico
della canzone originale, prima di effettuare la registrazione del brano viene
sempre richiesta la liberatoria agli autori ed ai proprietari del brano
originale per la pubblicazione.
Queste canzoni possono essere pubblicate, vendute ed eseguite in pubblico perché
perfettamente in regola con le leggi sulla tutela del copyright.

Speriamo di avervi chiarito i dubbi su questo delicato argomento…
Consigliamo a tutti di non caricare su propri device remix di dubbia
provenienza, non assecondiamo la pirateria perché uccide la musica.
I DJ’s non dovrebbero proporre in serata queste versioni (per lo stesso motivo
e..) per evitare di incorrere in sanzioni di carattere pecuniario e penale da
parte degli enti preposti al controllo.

L’unico modo legale per proporre un remix non autorizzato in pubblico è
realizzarlo in live. Ovvero, riprodurre la versione originale brano mentre
contemporaneamente su un’altro canale del nostro mixer sincronizzeremo groove o
quant’altro riteniamo sia in armonia con la versione originale per modificarne
l’ascolto.

Suonare e ascoltare solo musica originale è l’unico modo per non uccidere la
Musica.

Francisco Rojos

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