MA QUANTO COSTA UN DJ??

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Frequentando per svariati motivi i social network mi è spesso capitato di
leggere discussioni partite da plateali sfoghi di alcuni DJ.
In queste discussioni molti espongono acidi commenti verso persone che
esercitano questa professione senza averne i requisiti professionali e legali.
Spesso le discussioni sono accentrate sulle capacità pratiche di esercitare la
professione, ma alla fine si discute soprattutto di compensi, per molti troppo
bassi (probabilmente appropriati alle capacità ed al valore artistico di chi li
percepisce), ma non allineati ai parametri che obbligano tutti gli operatori del
settore ad esercitare in conformità alle regole vigenti nel nostro paese.

Cercheremo in questo editoriale di fornire una dettagliata introspettiva sulla
professione del DJ dal punto di vista economico, elencando le varie componenti
atte a determinare il costo di un dj che opera in maniera adeguata e legale.

Premetto che recentemente ho partecipato ad un tavolo di discussione con
AssoDeeJay (associazione di categoria riconosciuta dalla SIAE e dalle
istituzioni) nel quale sono state identificate le caratteristiche professionali
di questo lavoro ed è stata creata una bozza del primo codice deontologico
legato a questa professione.
Quindi, per rimanere in attinenza con il titolo di questo editoriale, non
parlerò di caratteristiche deontologiche (a questo proposito vi invito però a
visionare il contenuto di questo link:

Clicca e leggi il Codice Deontologico
), ma mi limiterò ad analizzare i
costi legati allo svolgimento della professione.

Elenco costi fissi e variabili per lo svolgimento dell’attività:
I costi sono logicamente indicativi, ma non si discostano molto dal valore medio
indicato in quanto calcolati in base a diversi campioni.

Acquisto materiale fonografico:
(Vinili, CD, File digitali ecc.)
10,00/20,00 €
settimanali
Può variare in base ai generi musicali con cui si opera e aumenta
esponenzialmente in base a quanti generi musicali vengono adottati da ogni DJ.
PS l’utilizzo dello streaming e dei video non è ancora stato legiferato, per cui
non è calcolato in questo conteggio.

Acquisto attrezzatura tecnica:
(controller, consolle, laptop, software, software, cuffie, mic, cavi ecc.)
800,00 €
all’anno
Rispetto al passato, in cui in consolle si utilizzavano solo i vinili ed ogni
locale metteva a disposizione un impianto completo per la riproduzione
della nostra musica, oggi ogni DJ deve essere dotato degli apparati tecnici che
gli permettono di svolgere la sua attività. Tutti gli strumenti sono personali e
adatti al proprio stile ed alle metodologie utilizzate da ogni singolo
professionista.
Controller, cuffie, laptop o tablet, microfono, cavi, bag o flight-case per il
trasporto, sono il materiale indispensabile per svolgere questa professione che
deve essere periodicamente rinnovato in base all’usura ed allo sviluppo
tecnologico degli apparati stessi.

Agibilità Enpals/Inps e contributi:
E’ un costo variabile basato su quanto viene dichiarato, ma il minimo
retributivo soggetto a contribuzione è di 50,00 € c.a. a prestazione

Cooperative Artisti:
In sostituzione di un commercialista, per la regolarità contributiva e fiscale:
è di c.a. 200,00 € all’anno

Licenza SIAE Copia Lavoro:
Chi utilizza la musica digitale caricando sul proprio laptop o tablet delle
copie del proprio materiale fonografico originale è obbligato a sottoscrivere
con la SIAE una licenza denominata Licenza Copie Lavoro che ha due fasce
di prezzo basate sul numero di brani caricati sul proprio dispositivo (Computer,
tablet, CD-R, HD o chiavette USB).
Costo annuo:
Fino a 2500 brani 200.00 € (iva escusa).
Fino a 6000 brani 400.00 €
(iva escusa).

Carburante, Autostrada:
Questo costo incide notevolmente sulla cifra della prestazione, soprattutto
considerando che il costo dei carburanti e delle autostrade è molto consistente.
Naturalmente non influisce molto per DJ che lavorano vicino alla propria
residenza, ma, considerando che oltre il 60% dei DJ opera in un raggio che varia
dai 50 ai 150 km, questo diventa un costo molto oneroso.
Come indicazione consideriamo un DJ che da Milano si sposta a Torino (andata e
ritorno):
Km 260, costo autostrada 28.20 €, costo carburante auto di media
cilindrata 30.00 € per un totale di circa 60,00 € (senza considerare il deperimento auto).

In base a questi dati facciamo un ipotetico calcolo delle spese vive legate allo
svolgimento della professione di un DJ che lavora due sere a settimana in un
locale nel raggio di 50 KM..
Abbiamo quindi calcolato 104 prestazioni ordinarie annue ed il costo medio
risultato è di c.a. 95,00 €, che diventano 65,00 € se ha la fortuna di lavorare
nella propria città di residenza..

Consideriamo ora la retribuzione oraria:
Specifichiamo che attualmente non esiste una quotazione oraria sindacale, ma,
considerando le caratteristiche professionali di questo lavoro, possiamo
quantificare per difetto la quotazione oraria, che a seconda del soggetto e del
luogo dove viene effettuata la prestazione dovrebbe aggirarsi tra i 20,00 e i
30.00 €. Quindi per una serata di 4 ore al netto delle spese dovrebbe essere di
circa 100,00 €

Tirando le somme di questo articolato conteggio ci sentiamo di poter
serenamente dichiarare che la retribuzione di un DJ non può essere sotto la
soglia dei 165.00 €

Purtroppo alcuni soggetti si celano dietro la passione o amore per la musica e
dichiarano di esercitare perchè affascinati da questo ruolo..
NON ESISTE!! L’approccio con la consolle in un locale o luogo pubblico deve
SEMPRE essere effettuato conoscendo e rispettando le regole. La passione può
essere soddisfatta senza nessun onere solo all’interno delle mura domestiche.

Per tutti i motivi menzionati in questo editoriale, siamo costretti a pensare
che chi esercita fuori da questi parametri può farlo solo trasgredendo le regole
e operando al di fuori della legalità.
Anche i locali non dovrebbero consentire a questi soggetti di operare solo
perché costano poco.
Nel momento in cui favoriscono questi soggetti, basandosi solo sulla
convenienza, si rendono complici e fomentano il proliferare della illegalità.

Per concludere in maniera paradossale vogliamo ora condividere un articolo
pubblicato nel sito de “Il Fatto Quotidiano

Dj milionari, ecco la classifica di Forbes: Calvin Harris straccia tutti,
David Guetta al secondo posto

Sessantasei milioni di dollari in un anno: è la cifra astronomica che negli
ultimi dodici mesi ha guadagnato Calvin Harris, al primo posto nella
classifica dei dj più ricchi del mondo stilata da Forbes. Al secondo posto, il
francese David Guetta con “soli” 37 milioni di dollari, seguito da
Tiesto
, Skrillex e Steve Aoki. Fuori dalla classifica altri
nomi noti della musica da discoteca come Alesso, Steve Angello, Hardwell, Armin
Van Buuren, Nervo, Sebastian Ingrosso e Axwell. Lontanissimo, e ormai fuori dai
giri milionari di un ambiente che macina cifre astronomiche, Bob Sinclar.

Francisco Rojos

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