DAVID FERRARI CI RACCONTA IL SUO TOUR OLTREOCEANO

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Si è concluso il tour del nostro David Ferrari in terra americana, un tour
che ha avuto una piacevole coda con ulteriore tappa in Brasile. Un’esperienza
che ha arricchito l’artista sia dal punto di vista professionale, che da quello
umano ed emotivo. Lo abbiamo contattato, facendoci raccontare quei giorni in
prima persona….
– Innanzitutto com’è andato il tuo tour a Miami, e poi a Cuba e in
Brasile? Se non sbaglio la tappa brasiliana non era in programma ed è arrivata
dopo…-

– Sono rientrato in Italia da circa 1 settimana, dopo aver passato l’ultimo mese
e mezzo viaggiando per lavoro.
Miami es lo maximo!!! E’ come stare in un paese latino, ma con tutte le
possibilità e i mezzi di un sistema all’avanguardia come quello degli Stati
Uniti. E’ la seconda volta che vado in Florida e conto di tornarci al più
presto, perché il Mafiaton sta andando forte da quelle parti!
Cuba è la mia seconda terra, e, quando riesco a visitarla, approfitto
soprattutto per preparare musica nuova insieme ad alcuni dei miei produttori
preferiti.
Il Brasile è un mondo a parte, che ha davvero poco a che vedere con l’America
Latina. Sono stato contrattato per esibirmi in eventi privati per delle
multinazionali, e cosi è stato! W Brasil!!! –

– Torniamo un attimo indietro nel tempo…Com’è nata l’idea di questo tour?

– In realtà sono quasi sempre in tour, adoro viaggiare e presentare la mia
musica nel mondo. E poi se mi dovessi limitare al solo mercato italiano, mi
dovrei cercare un secondo lavoro, e magari anche un terzo! –

– Qual è stata l’accoglienza che hai avuto dal pubblico e dagli addetti ai
lavori? –

Il solo fatto di avere di fronte un italiano, che fa quello che faccio, per il
resto del mondo è qualcosa di straordinario. Danno molto valore a questo
fattore, e apprezzano che io stia facendo un genere musicale latino, ma con il
mio stile italiano. Essere italiani è un valore aggiunto nel mondo, soprattutto
se questa italianità viene usata per creare qualcosa di unico e di qualità. –

– Sei entrato in contatto altri artisti in questi giorni? –

A Cuba ho realizzato varie collaborazioni, che tra poco usciranno sul mercato.
Adoro fare musica con artisti che stimo, e contaminare il mio sound alla ricerca
di qualcosa di nuovo. –

– Dopo un periodo in cui i grandi del reggaeton si erano dedicati anche ad
altri generi, ora tutti sono tornati alle origini, riportando questo genere ai
fasti dei primi tempi, questo per te rappresenta un’opportunità o lo vedi come
una difficoltà nel misurarti coi mostri sacri? –

– C’era chi diceva che il reggaeton era solo un fenomeno del momento, e che si
sarebbe spento nel giro di 4 o 5 anni. In realtà il reggaeton è il genere
musicale latino che vende di più in assoluto, un pò come l’hip hop per gli
americani. La concorrenza non mi spaventa, anzi mi stimola a ricercare sempre un
prodotto differente, che mi identifichi.
In Italia siamo rimasti molto indietro. La settimana scorsa ero a Cuba e sentivo
un italiano in vacanza che si lamentava in una discoteca, perchè il dj non
metteva la salsa. Gli diceva: “Qui è tutto reggaeton, perchè non metti un po’ di
salsa, bachata, kizomba?”. Il dj si è messo a ridere e gli ha indicato la pista,
colma di giovani cubani e cubane scatenati.
Mi sono sentito in dovere, di prendere da parte il salsero italiano e dirgli:
“Venire a Cuba e pensare di ballare la salsa come da noi in Italia, è come
andare in discoteca in Italia e sperare di trovare il liscio”. Detto questo, ci
tengo a precisare che adoro la salsa, ma sicuramente non è il genere più ballato
dai giovani in America Latina. Si balla più salsa in Italia che a Cuba! –

– In una realtà come quella di Miami che chances ci sono per un artista
con le tue doti per ritagliarsi il suo spazio nel mondo della musica e in questo
che differenze hai notato con l’Italia? –

– Ci sono molte più chances a Miami che in Italia. Prima di tutto a Miami,
dovunque vai, sentirai musica reggaeton, latina urbana, e hip hop. Considera
anche che Miami è il centro mondiale per la musica latina. C’è sicuramente più
concorrenza che in Italia, ma io sono il primo artista di reggaeton italiano,
gli americani lo sanno e la storia non cambia. –

– I tuoi programmi per il futuro, sia quelli immediati che quelli più a
lungo termine….-

– Sto preparando musica nuova, con molta cura e dedizione. Nel frattempo mi sto
anche dedicando alla produzione di nuovi artisti che presto usciranno sul
mercato sotto la mia etichetta Quality Records.
C’è un progetto molto grosso, di cui non voglio ancora parlare, preferisco che
siano i fatti a parlare al posto mio. –

Chiudo con un ringraziamento ed un saluto a tutti gli amici di Salsa.it

Qui sotto le immagini delle sue apparizioni in tre progrogrammi televisivi molto popolari a Miami e in tutto il Nord America.

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Mauro Gresolmi

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