LATINOAMERICANDO EXPO CHIUDE I BATTENTI

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Proprio quando tutti gli appassionati erano pronti a vivere l’edizione più
attesa, quella del venticinquesimo anniversario, legata a doppio filo con l’Expo
di Milano, il Latinoamericando Expo ha chiuso i battenti.
La cosa era nell’aria: nessun comunicato dallo scorso novembre sui siti e sulle
pagine dei social networks, nessun countdown, niente anticipazioni, erano tutti
segnali allarmanti che facevano pensare che c’era qualcosa che non andava.
Pochi giorni fa l’annuncio ufficiale su molti giornali a diffusione nazionale:
quest’anno niente Festival. La motivazione ufficiale è quella che il dg della
manifestazione, Franca De Gasperi, non riusciva a svolgere nella miglior
maniera possibile il doppio ruolo di organizzatrice del Festival e di
ambasciatrice del progetto "Women for Expo", e alla fine ha optato per quest’ultima soluzione.

Questo lascerebbe pensare che, una volta finita l’esposizione universale a
Milano, la vedova del compianto José Pepe Fabiani, l’ideatore del
Festival, torni dall’anno prossimo a riversare le sue energie all’evento che
ogni anno per 24 anni ha caratterizzato le estati milanesi, diventando un ideale
punto di incontro tra la nostra cultura e quella latinoamericana, facendo
divertire migliaia e migliaia di persone accorse per ballare, mangiare e bere in
compagnia, applaudendo i più grandi artisti latini che sono tutti passati da
qua. Noi ce lo auguriamo, tuttavia c’è la possibilità non tanto remota che la
chiusura sia definitiva, e ciò è principalmente dovuto a ragioni di natura
economica:  la crisi che negli ultimi anni ha attanagliato il nostro paese
non ha risparmiato nemmeno questo settore e se si vuole mantenere lo status di
più grande evento di questo genere in Europa gli sforzi economici sono
tutt’altro che indifferenti: negli ultimi due anni il cartellone dei concerti ha
perso parecchio appeal e, come se non bastasse, ci si sono messe pure le due
estati più fredde e piovose degli ultimi trent’anni, che hanno tenuto lontani
moltissimi degli aficionados del Festival, creando mancati introiti sia
all’organizzazione che agli espositori.

Chi come il sottoscritto ha amato in tutti questi anni il Latinoamericando,
del quale conserva bellissimi ricordi, sia come semplice visitatore che come
addetto ai lavori, si augura sin dall’anno prossimo di poter nuovamente varcare
la mitica Puerta Del Sol. In caso contrario non resta che ringraziare chi in
tutti questi anni ha saputo regalarci tutte queste emozioni e negli anni a
venire ricordare i gloriosi giorni del Festival con tanta nostalgia.

Mauro Gresolmi

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