LA MUSICA LATINA E’ IN PIENA “COVER INVASION”!

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E’ un argomento che nelle pagine di questo portale abbiamo già trattato, ma
mai come in questo periodo è tornato di grande attualità: le cover di brani
famosi in versione latina.
In questi ultimi mesi stiamo assistendo ad un’autentica invasione di evergreen
della musica rivisitati in chiave salsa, bachata, e perché no, anche in kizomba/zouk.
Si tratta di una moda? Di una via più facile per affermarsi? Di mancanza di idee
originali? Di un semplice omaggio ad artisti che hanno ispirato i nuovi
interpreti? Chi lo sa, non è facile dare una risposta unica per tutti questi
casi.

Inizialmente si potrebbe pensare che presentarsi sulle scene con un brano che ha
funzionato negli anni possa risultare una bella scorciatoia per chi vuole avere
successo e visibilità: lo ha fatto Prince Royce, che da sconosciuto
divenne una star grazie a Stand By Me, lo sta facendo Leslie
Grace
, che ha debuttato con Will U Still Love Me Tomorrow. Ma
per due artisti che sono diventati grandi e poi hanno saputo confermare il loro
talento, ce ne sono stati tanti che dopo le loro cover sono spariti dai radar, e
poi, ultimamente anche i grandi hanno abbracciato questo trend, due su tutti
Toby Love
, che ha rivisitato I Just Can’t Stop Loving You di
Michael Jackson
, e Marc Anthony, con la hit del momento Vivir
Mi Vida,
che è il rifacimento di un successo del cantante
franco-algerino Khaled. Quindi nemmeno i big sono immuni da questa
tendenza.

Facciamo un attimo mente locale su tutte le cover uscite in questi ultimi mesi,
noterete che troviamo ogni tipo di interprete (uomo, donna, star, talenti in
erba…), i quali hanno pescato a piene mani in ogni repertorio e in ogni epoca.
Tra i giovanissimi ricordiamo Karlos Rosé con Just The Way You Are
di Bruno Mars, Jae Camilo con Total Eclypse Of The
Heart
di Bonnie Tyler, Leslie Grace, che dopo Will U Still
Love Tomorrow è tornata alla carica con Be My Baby delle
Ronettes
, Marlyn con I Need You Now di Lady
Antebellum
, Jeyro con Say You Say Me di Lionel
Richie
, Rebecca Kinglsley con Killing Me Softly dalla
versione dei Fugees. Di Toby Love e Marc Anthony abbiamo già detto, a
questi aggiungiamo Tito Nieves con I Want You Back e
Michael Stuart
con Blame It On The Boogie, entrambe dei
Jackson Five
, ed entrambi facenti parte dell’imminente album tributo a
Michael Jackson
che vedrà l’uscita di altre canzoni del re del pop in
versione latina. Nel mondo della kizomba e dello zouk la cover dell’anno è di
Kaysha
, uno dei massimi esponenti di questo genere, che ha presentato una
sua reinterpretazione di Diamonds di Rihanna. Last but not
the least è arrivata anche September degli Earth Wind & Fire:
la sua versione bachatera si intitola Remember ed è cantata da
Sensato
con la featuring di Pitbull.

E da noi? Anche i nostri artisti non sono rimasti sordi a questi richiami:
Latin Sound Machine
, che alterna in egual misura inediti e cover, solo
quest’anno ha presentato la versione kizomba di Crazy di Seal
e quella salsa di As di Stevie Wonder. I Don’t
Wanna Know
di Mario Winans è diventata una suadente kizomba
grazie a Massimo Scalici e Splendido Splendente della
Rettore
può ora essere ballata a ritmo salsa dopo il restyling di
Francisco Bayon
; si è attinto persino dalla musica da film con la versione
bachata di River Flows In You,dalla saga di Twilight,
trasformata nella bachata Rio De Melodia da Morris Dj, e
scusate se abbiamo dimenticato qualcuno…..

Come dicevamo prima, quella della cover può risultare una via più breve alla
popolarità, ma a volte ci troviamo di fronte ad un’arma a doppio taglio: più
conosciuta è la versione originale, più si crea aspettativa nei confronti della
sua omologa "latinizzata", ed il rischio della banalizzazione è sempre dietro
l’angolo. Perché queste funzionino, quindi, ci vuole un fiuto particolare, da
parte dell’artista o del suo produttore, nello sceglierle, nonché un’abilità
tecnica nel riproporle con i nuovi arrangiamenti.

D’altro canto è indubbio che la crisi di mezzi economici che sta affrontando il
mercato musicale in questi ultimi anni si è ripercossa anche sulla creatività;
si contano davvero sulle dita di una mano le grandi star del genere tropical
nate in questa decade, per cui, a rischio di bruciarsi con un inedito al debutto
e non avere più una seconda chance, si preferisce andare sul sicuro, e pazienza
se i puristi dei vari generi storcono il naso. Proprio a quest’ultimi va
ricordata una "dura verità": molte delle salse o bachate che ritengono
originali, altro non sono che riadattamenti di canzoni scritte dai grandi del
pop latino (Juan Gabriel, Ricardo Montaner, Franco De Vita, tanto per
fare qualche nome).

Mauro Gresolmi

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