KIZOMBA COMPILATION PRESENTA: MASSIMO SCALICI – I DON’T WANNA KNOW

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Non potreva mancare nella Kizomba Compilation, il nuovo album
edito da Alosibla Downbridge e da Smayra Publishing, l’apporto del
maestro Massimo Scalici.
Autore, compositore, arrangiatore ed interprete tra i più eclettici di questi
ultimi anni, Scalici si è sempre distinto per la sua timbrica
particolare, che risulta gradevole ed accattivante già al primo ascolto,
ingrediente fondamentale per una grande presa sul pubblico.
Francisco Rojos lo ha coinvolto nel progetto, dandogli la massima libertà
artistica sul brano da presentare, e lui si è messo subito al lavoro. Come era
avvenuto nove anni orsono in occasione del primo volume di Salsa.it,
Massimo
ha optato per una cover come primo approccio ad un genere da lui mai
affrontato fino ad ora.
In questi anni l’artista palermitano ha reso omaggio con arrangiamenti di
primordine a Sting (Fragile, Roxanne), Ten Sharp (You)
e Mike Francis (Friends).
Per la nuova compilation la scelta è caduta su un brano di Mario Winans,
noto interprete e produttore di musica Rap ed R’n’B, collaboratore di alcuni dei
principali esponenti di quei generi, quali R.Kelly, Mary J.Blidge, Puff Diddy, e
in alcune occasioni anche di Jennifer Lopez.
I Don’t Wanna Know è uscito nel 2004 e si è piazzato al primo
posto in Inghilterra ed in Australia, mentre negli States la posizione più alta
che ha raggiunto è stata la seconda piazza. La versione originale si
caratterizza per un intermezzo rap di Puff Diddy e per l’intro, presa da
una canzone di Enya, Badocea, che si trova nell’album The Celts.

Nell’arrangiamento di Scalici queste parti sono state sostituite dalle
sonorità tipiche della Kizomba e dello Zouk, che donano un’atmosfera davvero
suggestiva e più che mai adatta alla sensualità che questo ballo esprime ed alla
complicità che si crea tra i partners sulla pista.
Presto I Don’t Wanna Know diventerà anche un videoclip,
attualmente in lavorazione assieme a quelli di altri successi di Massimo,
che andranno a colmare così l’unica carenza (quella dei video, appunto) di una
lunga e fortunata carriera.

Mauro Gresolmi

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