L’ANIMA DI CUBA NELL’ALBUM DI IBELIS

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Vorrei parlarvi di una compilation che sto ascoltando da due settimane e che
ha spodestato, nel mio stereo, tutti gli altri cd di salsa. Uscita per la
discografica Cubamusic Records, si intitola Sentir a Cuba ed è
composta da dieci canzoni: una instrumental – con Jean Carlos Mompié al
piano – e nove cantate da Ibelis, artista di Varadero già conosciuta nel
nostro paese per la sua attività di musicologa e speaker radiofonica presso il
seguitissimo Habana Choco (radiolina.it).
Cos’ha di speciale questo cd? Innanzitutto la ricchezza. Si tratta di brani
musicali che spaziano da contaminazioni bolero-cha (Mi Habana) a
classico chachacha (Ritmo de la Humanidad) o puro bolero (El
Recuerdo De Tu Amor
ma anche Si Tu Fueras Mio) al son (Patrona
de Cuba
) alla salsa vera e propria (Hazme Sentir e
Comida Cubana
) fino ad esperimenti di Pop-fusion (Dejame Anclar En
Tu Corazon
) e conga (Mi Conga).
Sopra parlavo di ricchezza: questo progetto è un’alchimia di abilità, sonorità
(i brani Mi Habana, Hazme Sentir e Dejame Anclar En Tu
Corazon
sono macchiati in rap), colori, immagini, nostalgie e su tutto
spicca la voce della cantante. Se dovessi impostarvela in senso tecnico, vi
direi che Ibelis ha una voce molto estesa che spazia dal registro più
alto al più basso senza perdere il suo colore bello e particolare. Ma questo non
basta per descrivere l’impatto melodico e dolce con cui arrivano le sue parole:
è una voce quasi fatata ma potente che innesca spontaneamente una complicità con
l’ascoltatore, e lo fa senza forzature. Una voce che incanta, trasmettendo
grinta, sensualità ed energia.
Tutti i pezzi sono stati scritti da Rafael Gonzalez Quiles, un
compositore cubano emergente, mentre Ibelis ha condiviso con lui soltanto
la composizione di un brano, Comida Cubana, ispirato alla sua
pagina di Facebook (152.000 iscritti, ndr). Gli arrangiamenti sono invece merito
di un giovane pianista e musicista cubano, di 29 anni, il molto talentuoso
Jean Carlos Mompié
, che sta ottenendo grazie a questo lavoro numerosi
apprezzamenti.
I testi di Quiles si piegano alle diverse tematiche. Mi Habana,
ad esempio, racconta la nostalgia della capitale della Reina della Antille.
Nostalgia non solo di tutti i cubani che vivono lontani, ma anche di quelli che,
dopo essere stati all’Habana, ci hanno lasciato il cuore. Qui il videoclip:

    

Altre canzoni toccano vette ritmate e poetiche, come nel brano 4-5 e 6. Di
quest’ultimo bolero propongo l’incipit dal spore quasi nerudiano:

Si la luna hablara todos mis secretos serian del cielo
Si el sol reflejara cada pena mia sabrias que siento
Cada madrugada dejo que tu cuerpo duerma aqui en mi pecho
Pero he descubierto que es solo un sueño
que te vas si despierto

Oppure sono segmentati e tagliati appositamente, quasi come se ripercorressero
il pellegrinaggio di tutte le strade di Santiago de Cuba dove passa per la
sfilata di carnevale la conga santiaguera:

Pero que rico, que rico se baila en Padre Pico
suena la corneta el negro Francisco
que rico se baila que rico se goza
mueve las caderas al compaz mi conga…

La mezcla è la parola d’ordine del progetto, mezcla intesa come varietà
musicale, ma anche come possibilità di sperimentazione pur senza prescindere dai
canoni conosciuti. Nonostante il riferimento esplicito a Cuba – sia nel titolo
che in alcune canzoni – il cd è un gioiello di ritmi cubani, sì, ritmi dilatati
al Latino-America, cosicché si possono estendere alle diverse aree del Caribe.

Il mio invito è rivolto a tutti gli appassionati di salsa: ascoltate questo cd.
E voi, dj: proponetelo nelle vostre serate, perché trascinerà nel baile e farà
sentire, come dice il titolo, Cuba attraverso la voce e la musica. L’ultimo
pezzo, poi – l’orecchiabile Mi Conga – potrebbe tranquillamente
diventare un tormentone dell’estate e un must dei balli di gruppo, per la sua
cadenza ritmica, per il sabor e la capacità di coinvolgimento.
 

Marilù Oliva

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