KIZOMBA E AFFINI: KUDURO

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“Olha, olha, olha ella… amiga da gatuna… Vamos la” (Guarda, guarda, guarda
lei… l’amica… Andiamo la)… Quasi impossibile non riconoscere l’intro del
brano-tormentone dell’anno appena trascorso (Vamos La di
Madruga YoYo
) che ha fatto letteralmente scatenare le piste da ballo di
tutta Europa spalancando così le porte del vecchio continente ad un sound ormai
immancabile all’interno di qualsiasi serata Kizombeira e non solo: il Kuduro.
Percussioni afro, Kizomba, Semba e sonorità Techno successivamente fuse con la
musica elettronica europea e nord-americana… una miscela esplosiva di ritmi
che riesce a coinvolgere anche i più introversi di noi in un ballo sociale
divertente e spensierato in grado di sfociare in vere e proprie “sex war” in cui
il gruppo degli uomini e quello delle donne si sfidano con una serie di botta e
risposta a suon di movenze e passi provocatori. Ma andiamo con ordine.

Il Kuduro nasce e si sviluppa in Angola parallelamente alla Kizomba negli
anni ’80 quando alcuni produttori della capitale del paese, Luanda, iniziano a
mixare diverse campionature di ritmi: le “classiche” percussioni africane con
gli elementi della musica Techno andando a creare un nuovo stile musicale allora
chiamato Batida. Il risultato di questo cocktail di ritmi è un sound
estremamente coinvolgente, forte e deciso, a volte quasi aggressivo, che fa
della provocazione la sua arma vincente insita anche nel nome stesso con cui
verrà definitivamente codificato. La parola Kuduro, infatti, si riferisce ad una
espressione portoghese “Cu Duro” il cui significato è “sedere tosto”: come a
voler mostrare questa (concedetemi il termine) “qualità”, i cosiddetti kuduristi
, facendo perno su una gamba (come fosse la punta di un compasso), disegnano un
cerchio con la gamba che rimane libera riuscendo a muovere contemporaneamente su
e giù il lato B.
Per quanto un movimento del genere possa essere indubbiamente irriverente, quasi
sfacciato, l’autoironia e l’allegria che caratterizzano il Kuduro lo rendono
sempre leggero e divertente.

Iniziamo a toccare con mano queste sonorità con Aguia, un altro
brano di Madruga Yoyo, oppure Titica con i suoi successi
tra cui Olha Boneco, Ablua, Chão Chão. Dj Paparazzi e Os
Minanga
hanno dato vita al pezzo Boca e Cambua (nella versione
remix di Dj Ash). Un importantissimo artista di Semba che risponde al
nome di Puto Portugues si è prestato a collaborare in brani di Kuduro:
con Gasolina e Madruga Yoyo in Tchogolosa e con
Nacobeta
in Chupa La.

Essendo Lisbona il primo porto d’attracco per tutti i cittadini africani di
lingua lusofona, la forte influenza europea inizia a farsi sentire proprio al
momento dell’immigrazione dei cittadini Angolani in Portogallo. E’ qui che
l’africano Kuduro inizia a contaminarsi con la musica House e Techno di
Europa e America andando ad evolversi ulteriormente in quello che è ormai
diventato il genere d’avanguardia nell’ambiente dance: l’Afro House.
Balumuka
di Beto de Almeida e Yelelé di Canicia
Rodrigues
sono due tra i capisaldi di questo inconfondibile stile. Questi
sono i ritmi giusti per caricare ancora di più i ballerini in una serata di
Kizomba specialmente nel momento in cui si vanno a creare le fazioni di uomini e
donne per sfidarsi ballando nella “sex war” che abbiamo descritto
precedentemente. Citiamo ancora Beto de Almeida che, in collaborazione
con Dj Malvado Jr., ha dato vita al brano Marimbondo; Dj
Romano
e Dj Gaucho Ft. Dj Pimenta con Aimboé;
Kisselenguenha
di Makongo vs. Dj Malvado; Noba di
DjEff & Silyvi ft. Virgul.

Ora che abbiamo conosciuto anche l’ultimo tassello del mosaico della grande
famiglia Kizombeira, non possiamo non percepire nuovamente la presenza di quel
filo conduttore in grado di tenere uniti tutti questi stili (dal Semba all’Afro
House) che fa toccare e miscelare diversi generi musicali pur essendo, a volte,
geograficamente molto lontani tra loro (vedi, ad esempio, la confluenza musicale
di Angola con Antille Francesi, Martinica e Guadalupe). Un altro aspetto
importante sta anche nel fatto che una delle tendenze degli ultimi tempi è
quella di inserire dei momenti di Kuduro all’interno, ad esempio, di un Semba:
un’unione che inizialmente può apparire strana fra tradizione e modernità in
puro stile Mwangolé.

In questo momento di grande euforia ma, nel contempo, anche di grande confusione
che ormai pervade il mondo della Kizomba in Italia, spero di aver dato il mio
piccolo contributo riguardo la storia, l’evoluzione musicale e ballata e qualche
simpatica curiosità di una fetta di tradizione della mia terra. Come ho più
volte ribadito, approfondire tutti gli aspetti storico-culturali o citare le
intere discografie degli artisti che abbiamo conosciuto sarebbe stato
impossibile… Il mio intento è quello di offrire le giuste basi, nella maniera
più semplice e diretta, per farvi assaporare ed amare la Kizomba e tutto ciò che
gira intorno ad essa.
Ed ora divertiamoci tutti con una grande Kizombada che ci accompagnerà verso il
prossimo appuntamento.
 

Fernando “Bum Bum” Rodrigues

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