L’ORIGINE DELLA KIZOMBA: IL SEMBA

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La panoramica musicale sul mondo della Kizomba trattata nel primo
articolo è lo spunto perfetto per entrare, di volta in volta, nell’anima delle
sue componenti e conoscerle in modo sempre più approfondito nella loro storia,
tradizione, musicalità e interpretazione.
Partiamo, come è giusto che sia, dal predecessore della Kizomba: il Semba.
Questo genere musicale trae origine dalla Rebita, danza tradizionale suonata e
ballata specialmente nei matrimoni. Caratterizzata da strumenti quali la dikanza
e la fisarmonica (che ritroviamo in maniera preponderante nel Semba), la Rebita
è eseguita da un insieme di coppie in cui l’uomo e la donna, tenendosi a
braccetto o per mano, passeggiano a tempo di musica con aria distinta e solenne
per formare, ad esempio, una “roda” (un cerchio) oppure possiamo osservarli
mentre marcano un forte accento musicale grazie ad un vero e proprio “tocco di
pancia” tra i due partner con un movimento rivolto prima verso l’esterno e poi
verso l’interno della coppia. Un brano classico è Rebita del
gruppo Banda Maravilha.
A seconda della regione angolana in cui ci troviamo, il termine Semba può
assumere diversi significati: deriva dalla parola “Massemba” e a Luanda (la
capitale dell’Angola) simboleggia l’ombelico, riferendosi probabilmente alle
pance che si toccano ballando la Rebita. Se ci spostiamo all’interno del paese,
nella zona di Moxico, Semba, invece, vuol dire matrimonio, un significato che
tende a richiamare maggiormente il contesto in cui vengono suonati questi generi
musicali. Sono entrambe delle giuste spiegazioni che, in ogni caso, fanno capire
quanto la Rebita abbia influito nell’evoluzione del Semba.
Come ho accennato precedentemente, gli argomenti principali su cui ruotano i
testi dei brani di Semba riguardano sia eventi sociali, politici e culturali,
esponendo un quadro realistico della situazione angolana di ieri e di oggi, sia
storie quotidiane di vita vissuta, nonché di satira politica. Nonostante molti
temi spazino dall’indipendenza del paese avvenuta nel 1975 (dopo il regime
coloniale portoghese), alla guerra civile che ha dilaniato l’Angola fino al 2000
(sia a causa di contrasti interni tra le varie etnie, sia per colpa di potenze
straniere interessate a petrolio e diamanti) per poi arrivare alla sua difficile
risalita, quando li ascoltiamo in un brano percepiamo ad ogni modo l’allegria e
il sorriso che contraddistinguono tutta la gente d’Africa.
Queste caratteristiche sono rese ancora più evidenti dalla coinvolgente
musicalità del Semba, resa tale grazie a strumenti come la sopracitata
fisarmonica (ngaieta) e il batuke che permettono ai ballerini di lasciarsi
totalmente andare a queste sonorità. Il Semba è un ballo di coppia che presenta
una posizione leggermente più distaccata rispetto a quella tenuta nella Kizomba
ed è caratterizzata da continue saidas e figure, a volte quasi acrobatiche, che
creano una sorta di sfida/gioco tra l’uomo e la donna.

Diamo ora uno sguardo ravvicinato agli artisti di spicco che hanno delineato
questo genere musicale.
Ci tengo a nominare ancora una volta un grande artista di Semba e Musica
Tradizionale: Bonga. Con i suoi 30 album tra cui Kualuka Kuetu
(1983), Massemba (1987), Malembe Malembe (1989),
Paz Em Angola
(1991), Mulemba Xangola (2001),
Kaxexe
(2003), Hora Kota (2011) è l’icona vivente del
Semba. Si è prestato a collaborare con colleghi della vecchia e nuova
generazione dando vita a bellissimi duetti quali Kisselenguenha
con Damia, Homem è Bom con Yuri Da Cunha,
Imbamba
e Semba Milongo con Yeye, Kassumbulas
da Vida
con Don Kikas (di cui abbiamo ampiamente parlato nel
primo articolo) senza dimenticare il connubio perfetto tra Angola e Capo Verde
dato dal brano Sodade con Cesaria Evora.

Facciamo un salto nella mia terra, la regione di Moxico, da cui, negli anni
sessanta, è iniziata la carriera di Carlos Burity (Manazinha,
N’guami Dindi, Narciso, Minga, Tia Joaquina, Makamba
).
Altri due nomi importanti nel panorama musicale del Semba sono quelli di Rei
Helder
e Yuri Da Cunha. Hanno lavorato insieme alla realizzazione dei
brani Essa Quer Me Matar e Na Casa Do Sogro Não Se Vive.
Rei Helder è autore di moltissimi brani tra cui Ai Calulu, Pròprio
Mwangolè, Mo Manuelito
feat. Neuza, Ela è Boa, Ela Ja Quero.
Yuri Da Cunha ci propone successi come Kuma Kwa Kié, Homem Casado, Kalundu,
Ancorò
con Maya Cool.

A proposito di testi basati sulla satira politica, non possiamo dimenticare uno
dei più irriverenti cantanti di Semba dalla voce graffiante: Dog Murras.
Ai suoi esordi, lo stesso Eduard Paim (il “papà” della Kizomba) rimane
abbagliato dal suo talento considerandolo un diamante grezzo. Con il suo sound
che si espande anche alla Kazukuta e al Kuduro (che tratteremo prossimamente)
trasforma in musica “le sue idee contro il sistema in modo ironico e pungente
allo stesso tempo”. Dog Murras ha all’attivo quattro album: Sui Generis
(1999), Naturale e Diferente (2001), Bué Angolano
(2003), Pàtria Nossa (2005).
Puto Português, nome d’arte di Lino Cerqueira Fialho, è un cantante
angolano, considerato come uno degli artisti più importanti della nuova
generazione di Semba. Monami, Casa da Sogra, Ta Mal’e, Zébedé,
Desconfiança, Kina
sono alcuni dei brani contenuti nel suo album di
debutto, Geração do Semba, che ha vinto il premio di Album
dell’Anno nell’edizione 2010 di Top Radio Luanda.

E come dicevamo nel primo articolo, l’argomento è talmente vasto che,
sicuramente molti nomi non sono stati citati neanche qua’ ma, appunto, Il nostro
viaggio tra le origini, la storia e l’evoluzione della Kizomba è appena
cominciato!..

 

Fernando Rodrigues

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