ASSODJ: TRUFFA A DANNO DELL’IMAIE, 205 RINVII A GIUDIZIO

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Caro Artista,

da qualche giorno, come saprai, è stata diffusa dalla stampa la notizia che il
PM della Procura di Roma, dottor Tescaroli, ha chiuso le indagini che riguardano
il vecchio IMAIE: e le avrebbe chiuse chiedendo il rinvio a giudizio di 205
persone che, spacciandosi per artisti o “inventandosi” produzioni mai
realizzate, avrebbero rubato o tentato di rubare, tra il 2007 ed il 2008, soldi
al tuo istituto, con la compiacenza o direzione di persone che erano molto
vicine, all’epoca, ai centri decisionali dell’IMAIE.

In questi mesi hai ricevuto tante mail e comunicazioni da parte di chi intendeva
fornire la “propria versione” sui fatti che riguardano le ragioni della
estinzione del vecchio IMAIE e la nascita del “nuovo”: in tali comunicazioni,
tuttavia, i fatti sono distorti e, a volte, falsamente descritti.

Ho ritenuto opportuno fare la cronistoria di quanto accaduto nella speranza di
aiutarti a dipanare la nebbia.
– Il 25 ottobre 2007 il Consiglio di Amministrazione dell’IMAIE incarica il
Direttore Generale di presentare denuncia presso la Procura della Repubblica per
il reato di truffa ai danni dell’IMAIE, con il voto favorevole di tutti i
presenti e con soli tre astenuti (nessun voto contrario). Erano state, infatti,
riscontrate dagli uffici numerose irregolarità nella documentazione presentata
per la richiesta di finanziamento ex art. 7 L. 93/92, tra cui la contraffazione
dei bollini SIAE, la fatturazione da parte di società non esistenti,
l’indicazione di spettacoli mai realizzati.
– Il 2 novembre 2007 viene depositata la denuncia.
– Il 5 maggio 2008 il Presidente in carica, Sergio Perticaroli, rassegna le
dimissioni.
– Il 21 maggio 2008 viene eletto Presidente Edoardo Vianello.
– Il 21 luglio 2008 la maggioranza dei consiglieri di amministrazione (4 artisti
della area audiovisiva e 5 rappresentanti di nomina sindacale su 6) si dimettono
per le difficoltà emerse da diversi mesi a svolgere gli adempimenti previsti:
riforma dello statuto, regolamento di iscrizione mai approvato e conseguente
mancata ammissione di oltre 1.200 aventi diritto richiedenti, ritardi nei
pagamenti a causa di mancata approvazione dell’ordinanza di ripartizione.
– Il 21 agosto 2008 l’Assemblea dei Delegati procede alla sostituzione dei
consiglieri dimessi, con una procedura che il Tribunale di Roma successivamente
valuta irregolare: i consiglieri sostituti vengono, infatti, votati ed eletti da
9 delegati dei soci dell’area audiovisiva su 30 aventi diritto al voto,
convocati senza delibera consiliare per il 21 agosto 2008, contrariamente a
quanto previsto dallo Statuto.
– Il 20 gennaio 2009 il Tribunale di Roma sospende la delibera di nomina dei
consiglieri di amministrazione dell’area audiovisiva eletti il 21 agosto 2008, a
seguito del ricorso presentato da alcuni consiglieri di amministrazione e
delegati dei soci dell’area audiovisiva. Ciò nonostante, ai delegati dei soci
continuerà ad essere negata la possibilità di rieleggere le proprie
rappresentanze nel C.d.A..
– Il 18 febbraio 2009 viene notificato all’istituto l’avvio della procedura di
estinzione.
– Il 30 aprile 2009 è emesso il provvedimento di estinzione dal Prefetto di
Roma. Tutti i componenti del C.d.A. si dichiarano contrari all’estinzione, ma
vengono proposte due distinte posizioni: una prima, che avrà il sopravvento e
che è sostenuta dalla maggioranza dei componenti e dal Presidente, che ritiene
di ricorrere al TAR, contro il provvedimento del Prefetto; una seconda, che non
prevarrà, che ritiene che un’azione di salvataggio credibile passi attraverso le
dimissioni dei componenti degli organi e l’avvio, con un commissariamento, del
risanamento dell’IMAIE.
– Il 21 maggio 2009 il provvedimento di estinzione viene sospeso dal TAR del
Lazio.
– Il 28 maggio 2009 il Prefetto reitera il provvedimento di estinzione,
illustrando meglio le ragioni a sostegno dello stesso, come richiesto dal TAR.
Il medesimo Prefetto denuncia la situazione di paralisi ed incapacità di
autogoverno di IMAIE, evidenziando tanto l’inadeguatezza della struttura
dell’Istituto a raggiungere i propri fini statutari quanto le lacune della
cornice legislativa che ne regola l’attività. Il Prefetto definisce l’estinzione
dell’IMAIE l’unico percorso praticabile per consentire la liquidazione dei
diritti accumulati e garantire il ripristino delle condizioni necessarie ad una
efficace tutela dei diritti degli artisti sanciti dalla legge.
– Il 18 giugno 2009 il TAR nuovamente sospende il provvedimento di estinzione.
– Il 14 luglio 2009 il Consiglio di Stato, riforma la decisione del TAR e
conferma il provvedimento di estinzione.
– Il 28 maggio 2010 il TAR respinge definitivamente il ricorso contro
l’estinzione, che viene dunque confermata.
– Tra l’autunno e la primavera del 2010 vengono avviati numerosi incontri, anche
presso sedi istituzionali, tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e
numerose associazioni di categoria degli artisti, al fine di individuare la
migliore soluzione normativa, in considerazione della avvenuta estinzione dell’IMAIE
e dell’interesse della categoria al mantenimento del diritto all’equo compenso.
– Il 29 giugno 2010, l’Assemblea del Senato approva in via definitiva la
conversione del decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di
spettacolo e attività culturali, che all’art. 7 prevede la costituzione del
Nuovo IMAIE.
– Il 12 luglio 2010 nasce a Roma il Nuovo IMAIE costituito da artisti sia del
settore musicale che audiovisivo e da associazioni che rappresentano almeno 200
artisti professionisti alla presenza delle maggiori organizzazioni sindacali e
che annovera, nel proprio Comitato Consultivo, le principali associazioni di
categoria degli artisti.
– Il 23 novembre 2011, dopo che i Ministeri vigilanti hanno approvato i relativi
regolamenti, il Nuovo IMAIE apre finalmente le porte delle iscrizioni e provvede
ai primi pagamenti. Nell’arco di circa due anni di attività il Nuovo IMAIE
stringe accordi con oltre 90 utilizzatori, mette on line tutto il proprio
repertorio audio e video, crea un sito attraverso il quale tutti gli artisti,
iscritti o meno, possono seguirne l’attività, contiene i costi di gestione al
punto tale da poter istituire – per la prima volta – un fondo di solidarietà per
tutti gli artisti ultra sessantacinquenni indigenti.
– Il 26 novembre 2012 le principali agenzie di stampa danno notizia
dell’avvenuta chiusura delle indagini riguardanti la truffa o tentata truffa
perpetrata in danno dell’IMAIE, con la contestuale richiesta, da parte del PM
dr. Tescaroli della Procura della Repubblica di Roma, di 205 rinvii a giudizio
di pseudo-artisti o artisti accusati di aver truffato o tentato di truffare l’IMAIE.

Questa è la ricostruzione asettica di quanto accaduto, così come emerge dalla
documentazione in possesso dell’Istituto e che è a Tua disposizione.
Credo sia giunto il momento di considerare i fatti come appartenenti al passato,
di lasciarli alle nostre spalle, per poterne dare un giudizio storico. A
distanza di anni, credo, in definitiva, sia giunto il momento di guardare ai
fatti così come sono accaduti e di capire chi ha agito nel rispetto della
legalità e chi invece ha strumentalizzato l’informazione per soddisfare propri
interessi personali.

Un caro saluto

Il Presidente Andrea Micciché
 

Assodj

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