LATINOAMERICANDO 2012 – LA NOTTE DEL RE

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Record di biglietti venduti per quest’edizione, secondo record assoluto di
sempre del festival, dietro solo a quello di Marc Anthony del 2008: questo la
dice lunga sul fatto che il concerto di Romeo Santos sia stato l’evento
del Latinoamericando Expo 2012, assieme alla prima volta dei Manà live in
Italia.
Arrivando ad Assago intorno alle 20, vale a dire quasi due ore e mezzo prima
dell’inizio, già dall’autostrada si poteva notare la fiumana umana in coda per
entrare e quelli già assiepati sotto il palco, che già occupavano i tre quarti
dell’area destinata al pubblico. Nei parcheggi, poi, pullman provenienti da
ogni parte d’Italia e dalle vicine Svizzera ed Austria.
I biglietti sono esauriti dal giorno prima, chi vuole entrare deve acquistarli
dai bagarini, che li vendono a prezzi almeno raddoppiati.
Durante l’attesa abbiamo familiarizzato con gente proveniente da Roma, da
Catania, con colleghi arrivati dalla Puglia, anch’essi come noi rimasti con
l’amaro in bocca per il fatto che Romeo non abbia voluto incontrare gli
esponenti della stampa, né prima, né dopo lo spettacolo.
Scene di svenimenti, qualche piccolo tafferuglio prontamente sedato
dall’imponente servizio d’ordine ingaggiato per l’occasione, nella migliore
tradizione dei concerti rock, ma piuttosto rari per un palcoscenico come questo,
ma il tutto ha contribuito a rendere questa serata davvero memorabile.

Verso le 22,30 entra in scena il protagonista di cotanto clamore: in un tripudio
di urla di scatenatissime fans (sembra di essere tornati ai tempi dei Duran
Duran e dei Take That!), Romeo Santos fa il suo ingresso, o meglio la sua
apparizione in scena, scegliendo un modo che per noi ha un po’ del kitsch, ma
che ha mandato in visibilio praticamente tutti i presenti: il frontman degli
Aventura,
ora messosi in proprio, si presenta seduto su un trono, dal quale
si alza per andare a prendere il microfono, incastonato in un asta-scettro, al
cui basamento è stata messa una corona. K.O.B., Kings of bachata, erano
stati chiamati gli Aventura, e lui ha mantenuto anche da solista questo status,
ampiamente riconosciutogli dalle sue centinaia di migliaia di "sudditi" che ha
sparsi per il mondo, dodicimila dei quali sono venuti a rendergli omaggio in
quel di Milano.

Attacca con le note di You, il suo primo singolo da solista, e la
sua voce ben presto viene coperta quasi interamente dal coro di tutti i
presenti, che conoscono a memoria ogni suo verso, sicuramente li avranno
imparati seguendo il suo motto: "Escucha las palbras….de Romeo", che
ricorrerà nel corso della serata come un autentico tormentone. Subito
dopo è la volta di La Diabla, altro grande successo del suo primo
album, La Formula Vol.1.
Non rimangono delusi coloro che volevano sentire anche i brani storici degli
Aventura: Romeo infatti piazza un trittico, composto da Los
Infieles, Por Un Segundo
e Tu Veneno,.
C’è spazio anche per il reggaeton, Noche De Sexo, che aveva inciso
con Wisin & Yandel, al termijne del quale inizia ad interagire con il
pubblico: chiama infatti sul palco tre persone e dopo averle provinate li fa
cantare assieme a lui in Debate A 4, bachata dallo stile
tradizionale presente su La Formula.

Il concerto prosegue alternando i brani da solista a quelli del suo recente
passato: Dile Al Amor, Soberbio, LLevame Contigo (titolo che era
anche la frase preferita sui numerosi striscioni dei fans a lui dedicati),
El perdedor
. Il medley Cuando Volveras-Obsesion precede
poi la parte acustica della serata, nella quale vengono proposte versioni molto
intense di Rival (brano registrato con il cantautore messicano
Mario Donn), Lagrimas e La Boda.

Il gran finale viene affidato anche in questo caso ad un alternanza di brani: il
primo è Mi Santa, il secondo un altro classico degli Aventura,
Solo Por Un Beso
, preceduto da un lungo coinvolgimento di fans,
questa volta di sesso femminile, con le quali flirta sul palco, facendo morire
d’invidia tutte le altre che non hanno avuto questa fortuna.
Concede un solo bis , quello del suo più grande successo da solista,
Promise
, che nel disco e nel video canta assieme al rapper Usher, poi se
ne va così com’è arrivato, cioè seduto sul trono.

 

Mauro Gresolmi

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