LATINOAMERICANDO EXPO 2012 – LA GRANDE NOTTE DEI MANA’

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Tanta era l’attesa per quello che per gli addetti ai lavori era l’evento clou
del Festival Latinoamericando Expo 2012: il concerto dei Manà.
Da quello che poi abbiamo carpito nella conferenza stampa di presentazione, le
stesse aspettative le condividevano i protagonisti stessi: conquistare il
pubblico italiano che per la prima volta li avrebbe potuti ammirare dal vivo.
Diciamo subito che chi ha gremito l’area concerti del Festival non è rimasto
affatto deluso: la più importante rock e pop band dell’America latina è stata
all’altezza della sua fama ed ha offerto un concerto davvero memorabile.
I primi fans si vedono arrivare intorno alle undici del mattino, restano in coda
sino alle sei del pomeriggio, ora dell’apertura dei cancelli del Festival, sotto
un sole cocente, per accaparrarsi le prime file sotto al palco. Man mano che il
tempo passa, la zona si riempie di gente venuta da ogni dove: si può dire che
sono presenti in egual numero spettatori italiani e latinoamericani, ciascuno
con la propria bandiera di appartenenza.
Verso le 22,00 i due maxischermi ai lati del palco mandano in onda la consueta
intervista pre-concerto realizzata dal presentatore del festival Claudio
Colombo
: con lui c’è Alex "El animal" Gonzalez e il pubblico
esplode in un boato. Alle 22,15, inizia il concerto: sulle note della Quinta di
Beethowen Fher, Alex, Juan e Sergio entrano inscena e attaccano con
Oye Mi Amor
. Il pubblico all’unisono canta assieme a Fher tutte
le canzoni, sia quelle dell’ultimo album, Drama y Luz, sia i
successi storici del gruppo, il primo dei quali ad essere eseguito è De
Pies a Cabeza,
dalle forti tinte reggae.
Dal punto di vista della tecnica sono impeccabili: Alex si conferma uno dei
migliori batteristi a livello mondiale, mentre Sergio Vallin sa dare una
grande intensità ai suoi "solo" di chitarra, sia nei brani più rock che in
quelli più melodici: ha addirittura deliziato il pubblico con un’interpretazione
in chiave rock dell’adagio di Albinoni. Come avevano promesso, hanno dato
equamente spazio ai brani vecchi e a quelli nuovi; tra questi spiccano una
trascinante Latinoamerica ed una canzone dai toni molto suggestivi
intitolata El Espejo, per l’esecuzione della quale si sono avvalsi
della presenza di una sezione archi composta da sei ragazze.
Tra i brani storici non è mancata Vivir Sin Aire, con
l’inconfondibile intro dell’armonica a bocca di Fher, e non sono mancate nemmeno
Clavado En Un Bar (di cui Josè Alberto El Canario fece una
bellissima versione salsa) e Mariposa Traicionera.
Prima del gran finale Fher invita una fan sul palco e con lei, accompagnato
dalla chitarra acustica di Sergio, dà vita ad un medley unplugged, che comprende
Se Me Olvido Otra Vez (canzone che appartiene alla tradizione "ranchera"
messicana), Eres Mi Religion (il brano che incisero nel 2002 con
Zucchero) e infine Bendita Tu Luz, realizzata cinque anni
or sono con Juan Luis Guerra.
Al rientro in scena di Alex e Juan, partono le note di En EL Muelle de San
Blas
ed è il delirio. Dopo che Fher ha presentato la band ed i musicisti
di supporto arriva la canzone finale, un altro successo storico dei Manà,
Rayando el Sol.
A gran voce il pubblico li richiama sul palco: non se possono andare senza
suonare Corazon Espinado, la canzone che nel 2000 li fece
conoscere al resto del mondo, presente nell’album Supernatural di
Carlos Santana.
L’ultimo pensiero e l’ultima canzone vanno  "A el esposo de Franca",
ovvero Josè Luis Fabiani, inventore e organizzatore di Latinoamericando
Expo, che ci ha lasciati lo scorso anno. A lui i Manà dedicano
Labios Compartidos
, con la quale salutano il pubblico, dando
appuntamento, speriamo, a presto.

Mauro Gresolmi

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