INTRODUZIONE ALLA KIZOMBA

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Da un po’ di tempo a questa parte anche da noi in Italia sta prendendo piede
la moda della Kizomba. A dire il vero sulla nostra penisola c’è già chi
la balla anche da qualche anno, ma è solo in quest’ultimo periodo che il numero
dei praticanti e dei semplici curiosi sta cominciando a salire, lentamente, ma
con una certa costanza; mi sentirei di aggiungere che questo è il modo migliore
per radicare una nuovo ballo o genere musicale, piuttosto che lo scoppio di una
moda improvvisa ed un altrettanto improvviso abbandono quando non fa più
tendenza.
Dal momento che noi di Salsa.it siamo sensibili alle musiche che
influenzano o sono influenzate dai ritmi latini, ci ripromettiamo fin da ora da
seguire le evoluzioni che questo genere compirà sul nostro territorio.
Per prima cosa ci siamo un po’ documentati e ora siamo in grado di presentarla a
chi è un neofita o chi fino a questo momento non ne ha mai sentito parlare.
La Kizomba nasce tra la fine del 1989 e l’inizio del 1990 nello stato
africano dell’Angola: musicalmente parlando è la fusione tra il Semba
(l’antenato della Samba) ed il Souk, un genere tipico proveniente dalle isole
dei Caraibi Francesi. Il termine Kizomba non ha nulla a che vedere con il
tipo di danza o di musica, significa semplicemente "fare festa".
La sua ritmica è lenta, insistita e volte dura, a causa delle percussioni
elettroniche, ma molto sensuale. Anche il modo di ballarla, quindi, risente di
parecchie precedenti influenze, dalle danze tipiche africane quali "Semba", "Rebita",
"Kabetula", "Maringa", già molto popolari negli anni 50 e 60 , a quelle europee,
tra tutte il tango, a quelle caraibiche come la Plena ed Il Merengue,portate in
Angola dall’influenza cubana durante la guerra .
La Kizomba si danza prevalentemente in coppia, con movimenti molto dolci e
lenti, tuttavia i ballerini non devono stare troppo stretti; è richiesto anche
un certo grado di flessibilità nelle ginocchia, in quanto sono frequenti i
movimenti dall’alto verso il basso e viceversa. In alcuni suoi passi ricorda il
tango argentino, di cui molto probabilmente può esserne uno degli antenati:
ricordiamo infatti che che a metà dell’Ottocento molti schiavi furono deportati
dall’Africa all’Argentina, e quindi iniziarono ad influenzare la cultura e le
tradizioni di quella terra, fondendole con le loro. La differenza maggiore
rispetto al tango argentino è il movimento del bacino, che nel caso della
Kizomba
si muove lateralmente, anziché avanti ed intietro.
Da quando nacque, la Kizomba si diffuse inizialmente nei paesi di lingua
portoghese, dapprima in Angola, poi a Capo Verde, Mozambico, Giunea-Bissau, São
Tomé e Príncipe, Timor Est, Macao, Brasile e Portogallo stesso. Da anni però ha
cominciato, grazie agli immigrati, a diffondersi anche nel resto d’Europa, dove
vengono organizzati festival e congressi, a volte abbinati a quelli di musica
latina, altre volte a sé stanti.
In molti paesi europei i locali in cui si suona musica latina alternano a salsa,
merengue e bachata anche momenti di kizomba, e la speranza dei praticanti
italiani e che presto si arrivi a farlo pure da noi.
I maggiori esponenti musicali di questo genere sono Neide Van, Denis Dumen,
Calo Pascoal,
mentre Bonga è colui che più di ogni altro la diffonde
al di là dei propri confini angolani.
Chiudiamo questa presentazione invitando tutti gli appassionati di questo genere
a scriverci, segnalarci eventi,uscite musicali e quant’altro, in modo da
approfondire l’argomento e, perché no, incuriosire ed avvicinare magari qualche
nuovo potenziale ballerino.

Mauro Gresolmi

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