RICORDANDO WHITNEY

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Eccoci di nuovo qui, con tanta tristezza, a riferire di un’altra giovane vita
consumata dallo star system che si spegne. Ancora una volta l’inevitabile follia
di chi vive borderline con il mondo reale e precipita nel baratro della
depressione ha mietuto l’ennesima vittima illustre.
La fredda cronaca ci dice che sabato 11 Febbraio Whitney Houston è stata
trovata annegata nella vasca da bagno nell’hotel in cui alloggiava a Beverly
Hills a causa di un letale cocktail di alcol ed antidepressivi.
Chi appartiene alla sua generazione porterà sempre nel suo cuore le emozioni che
la sua voce e le sue canzoni nel corso degli anni hanno saputo dare. Per
tutti gi altri è parso giusto a noi che amiamo la musica renderli partecipi
della sua carriera e dell’impatto che Whitney ha avuto nel mondo della musica
pop.
Whitney Elizabeth Houston è nata nell’Agosto del 1963: sua madre Cissy
faceva parte del gruppo soul delle Sweet Inspirations, con le quali ha
fatto da supporto alle tournee di Elvis e di Aretha Franklin; proprio la
regina del Soul ha fatto da madrina a Whitney, che tra i suoi parenti può
annoverare anche un altra grande della black music, Dionne Warwick. Fin
da giovanissima segue le orme della madre ed inizia a cantare come corista,
parallelamente alla sua attività di modella,  poi realizza qualche duetto
di prestigio. Non passa molto tempo perché la sua splendida voce venga notata e
così il suo manager Clive Davis la mette sotto contratto e le avvia una
splendida carriera da solista. 
Il suo album del debutto, Whitney Houston, del 1985, è tuttora nel
guinness dei primati come disco più venduto di una cantante esordiente (al
secondo posto c’è quello di Britney Spears).
E’ nata una nuova stella, ed i successivi lavori lo confermano in tutto il
mondo: Whitney del 1987 e I’m Your Baby Tonight del
1990 piazzano quasi tutti i loro singoli in vetta alle classifiche, così come
One Moment In Time
, cantata nel 1988 come inno delle Olimpiadi di
Seoul.
Gli anni 90 proseguono poi con uno dei più grandi successi cinematografici di
ogni tempo, The Bodyguard, nel quale Whitney recita nel ruolo
della protagonista a fianco di Kevin Costner, cantando i brani principali
della colonna sonora: Proprio la soundtrack di questo film detiene ancora oggi
il primato di essere la più venduta di sempre. Sempre in questi anni "The
Voice
", come l’ha soprannominata Oprah Winfrey, duetta e
collabora con tutte le più grandi del momento in svariati progetti. E’ di questo
periodo il suo matrimonio con Bobby Brown, conoscuto la sera dei Soul
Train Music Awards nel 1989. Nonostante il parere contrario della famiglia, in
quanto Brown aveva già all’epoca parecchi precedenti penali, Whitney lo sposa
nel 1992.
Brown si rivela per quello che è, un violento che la maltratta e l’avvia al
consumo di dorghe.
A più riprese Whitney tenta di disintossicarsi e di riavviare la sua carriera
artistica, che ha subito uno stop nei primi anni 2000 a causa di queste vicende
e del divorzio finalmente ottenuto, ma no saprà mai più rinverdire i fasti del
non lontano passato, se si eccettua l’album I Look To You del
2009.
Di alcuni suoi primati abbiamo appena parlato, eccone altri che ne rivelano la
sua grandezza: è l’unica cantante ad aver piazzato sette singoli consecutivi al
primo posto nelle classifiche di Billboard, al secondo posto ha
lasciato due autentiche leggende quali i Beatles e Diana Ross.
Tra album, singoli e video ha venduto 170 milioni di copie complessive.
Condivide con Michael Jackson la prima posizione nella classifica degli
artisti di colore di maggior successo, mentre a rivista Rolling Stone
l’ha collocata al 34mo posto nella lista dei 100 cantanti più grandi di tutti i
tempi.
Nel 2008 il Guinness dei primati l’ha dichiarata come artista più
premiata e popolare al mondo: ha vinto 6 Grammy e 22 American Music Awards,
premio del quale detiene l’ennesimo record, (Fonte Wikipedia).
La critica le ha sovente rimproverato le sue scelte artistiche, improntate più
sul pop che sul Soul o il Gospel, generi  per i quali sarebbe diventata
forse la più grande di tutte se solo li avesse abbracciati in modo completo e
definitivo, ma non ha mai messo in discussione le sue eccellenti doti canore.
Da questo punto di vista, la sua scomparsa ha lasciato un vuoto che
difficilmente le nuove generazioni di cantanti riusciranno a colmare.

 

Mauro Gresolmi, Francisco Rojos

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