INTERVISTA A MARTA LOCK

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Si è svolta giovedì 24 novembre, presso il Bicocca Village di Milano, la
presentazione del romanzo d’esordio di Marta Lock, un romanzo contemporaneo nel
quale la fuga della protagonista e la decisione di andare dall’altra parte del
mondo per dimenticare un uomo, si trasforma in un viaggio di conoscenza di se
stessa, delle sue esigenze e di scoperta di ciò che realmente vuole. Notte
Tunisina
non è il classico romanzo d’amore, anzi, è uno spaccato di vita
della protagonista, Sara, che potrebbe essere uno scorcio sulla vita di
tante altre persone, perché è semplicemente ciò che accade nella realtà. Abbiamo
intervistato l’autrice, che da qualche mese collabora anche con Newnotizie.

Ciao Marta, il tuo è sicuramente un romanzo di formazione, come ti è venuta
l’idea di scriverlo e quale messaggio volevi dare ai lettori?

In realtà quando ho iniziato a scriverlo non sono stata spinta dalla
motivazione di dare un messaggio, semplicemente volevo raccontare una storia,
tra l’altro, a parte una traccia iniziale, non avevo idea di come sarebbe
finito. Ho iniziato a mettere giù le prime idee, poi, strada facendo, la storia
ha iniziato a prendere vita da sola e il finale è saltato fuori quando mancavano
una decina di pagine dalla fine. Solo rileggendolo mi sono resa conto che
conteneva un messaggio, cioè che qualunque cosa ci capiti nella vita dobbiamo
trovare dentro di noi la forza di reagire e di prendere l’insegnamento positivo
che ogni situazione ha, e che, comunque vadano a finire, le cose vanno vissute,
altrimenti non potremmo mai sapere quali emozioni ci avrebbero regalato.

Come mai la scelta di ambientarlo a Djerba?
Perché è uno dei paesi nei quali ho vissuto, quindi ho potuto descriverne il
paesaggio con precisione, visto che nei miei romanzi è molto importante il
paesaggio circostante, gli odori e i colori che lo caratterizzano e che
rapiscono completamente i miei protagonisti.

Nella trama Sara fugge dal suo paese per dimenticare Paul, ma poco dopo il
suo arrivo a Djerba incontra Luke. Tu descrivi Luke in modo sognante, c’è un
Luke nella tua vita?

Sara fugge perché sa che l’unico modo per cancellare il tormento e l’estasi
degli ultimi cinque anni della sua vita, Paul appunto, è allontanarsi
fisicamente da lui. Ma non ha messo in conto, né tantomeno previsto, di
imbattersi nell’uomo dei sogni, quello perfetto, che la tratta come una
principessa, e che è capace, con la sua costanza e tenacia, di abbattere le
barriere difensive che ha alzato a protezione del suo cuore. Ma…anche lui la
deluderà, in modo diverso da Paul, perché nel caso di Luke un’ombra nel suo
passato lo costringerà a fuggire, e Sara si troverà di nuovo davanti
all’ennesima delusione, l’ennesimo abbandono.

Non hai risposto: c’è un Luke nella tua vita?
Beh, si parte sempre dalle proprie emozioni per dipingere un personaggio e i
suoi sentimenti…diciamo che credo ci siano stati dei Luke nella vita di
chiunque, prima o poi…

Capisco, un modo carino e diplomatico per dirmi di farmi i fatti miei!
Scherzi a parte Marta, come mai la scelta di non dare una descrizione fisica
dettagliata dei tuoi personaggi?

Sono contenta che tu mi abbia fatto questa domanda, perché non è stata una
scelta casuale. Il mio desiderio era che più persone possibili si potessero
ritrovare in Sara, o negli altri protagonisti ai quali si sentono più vicini,
perciò volevo dare risalto alla condizione emotiva e psicologica dei personaggi,
e per farlo sapevo di dover tralasciare l’aspetto fisico. Ho sempre letto
tantissimo nella mia vita, e ho notato che quando lo scrittore dava una
descrizione fisica troppo accurata, se non c’era nessun punto di somiglianza con
me, me ne distaccavo, insomma si taglia via una fetta grande di persone che
invece si potrebbero sentire molto più vicine nelle emozioni.

Un’ultima domanda, come mai un finale così particolare?
Non mi sono mai piaciute le storie scontate, perché la vita non lo è. Notte
Tunisina è un episodio della vita di una persona, uno scorcio, e come nella vita
non possiamo sapere cosa ci capita domani, no? Possiamo anche dire, con il
massimo della convinzione cosa vogliamo, ma è una cosa che vale per oggi, domani
può succedere qualcosa che ci fa cambiare completamente punto di vista.

Redazione

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