MARACATU E BAIÃO

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Questa ricerca è un segno di riconoscenza per un amico che, tornato dal
Brasile, mi ha portato un cd dedicato a questi ritmi.
Danze di chiara derivazione africana, entrambe provenienti dalla regione di
Nord-Est del Brasile e sviluppatesi poi nella zona di Pernambuco e Ceára (il
Maracatu) e nello stato di Bahia (il Baião), sono ritmi che hanno incantato e
influenzato numerosi artisti, Jorge Ben in particolare.

Origini a parte, i due balli presentano notevoli differenze. Più vicino ad una
cerimonia religiosa, ad un rito magico che ad una danza vera e propria, con
zabumbas (grosso tamburo dal suono grave), tamburi tradizionali, chocalhos e
gonguês a dare quel ritmo lento, ipnotico, quasi allucinato, il Maracatu,
che si pensa possa derivare da un altro famoso ritmo afro-brasiliano, il congo o
congada, era uno dei tanti suoni del carnevale, con i ballerini che sembravano
seguire un percorso immaginario, un copione non scritto, ma che tutti
conoscevano. Una processione lunga e colorata, che però rifiutava ogni
connotazione drammatica, stemperando pathos e tristezza nella musicalità di un
canto.

Se il Maracatu è spiritualità e misticismo, il Baião è improvvisazione e
poesia. Improvvisazione in una coppia che balla, sottolineando ogni gesto, ogni
movimento con il battito delle mani, i colpi di tacco, lo schiocco delle dita,
le braccia aperte. Improvvisazione è l’umbigada, quel pancia-contro-pancia che è
il segnale con cui si lascia il campo ad una nuova coppia di ballerini. Poesia
è, invece, la nuova coppia chiamata a dimostrare la sua abilità con gli stessi
pass, gli stessi ammiccamenti, le stesse mosse della precedente. E la sfida si
rinnova continuamente, in una danza infinita. Nella versione originale, gli
strumenti usati nel Baião erano la viola caipira (chitarra a dieci corde con
accordatura diatonica), il pandeiro (picollo tamburello con risonatori laterali)
e la rabeca (violino popolare); quando però questa nuova musica popolare
abbandona le campagne e fa il suo ingresso trionfale in città, sono fisarmonica,
triangolo e zabumba a dare i giusti accordi al nuovo ritmo che, comunque,
mantiene sempre intatti i caratteri medievali nella melodia, aspetto questo
abbastanza comune per la muica popolare europea, ma assolutamente originale e
atipico per i suoni provenienti da questa zona del mondo.

Andrea Mantelli

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