MONGO SANTAMARIA

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Onore e gloria per Ramón Santamaría, soprannominato Mongo dal padre, con una parola che indica il ‘capo tribù’ in Senegal.
Nato a L’Avana il 7 aprile 1922 e mancato a Miami il 1 febbraio 2003, è stato un percussionista cubano (pur avendo iniziato la sua formazione musicale al violino), considerato uno dei maggiori esponenti del latin jazz afrocubano.
Poco più che adolescente abbandona la scuola per cercare fortuna come musicista professionista, dapprima a L’Avana per poi trasferirsi in Messico come parte di un corpo di ballo ed infine emigrare a New York nel 1950, dove può lavorare con le più importanti orchestre latine dell’epoca come quelle di Perez Prado e Tito Puente e proprio con la band di Puente rimane ben sei anni, nei quali iniziano a chiamarlo con il soprannome ‘El hombre de la mano dura’.
L’esperienza successiva è con il vibrafonista Cal Tjader, con il quale registra una serie di album per la Fantasy Records, ma soprattutto, nel secondo di questi album, ‘Mongo’ (1959) vi è incluso il brano “Afro-Blue”, un brano che sarebbe diventato non solo una delle sue composizioni più popolari, ma uno standard del jazz reinterpretato, tra gli altri, anche dal sassofonista John Coltrane.
Finita l’esperienza con Tjader, Mongo Santamaria decide di formare il suo ‘ensemble’, con l’idea, tra i primi musicisti, di fare una fusione fra i ritmi afrocubani, l’R&B ed il soul, aprendo così la strada all’era del boogaloo negli anni sessanta e la prima produzione di questo contesto è ‘Sabroso!’ (1962).
L’anno successivo pubblica “Watermelon Man”, una canzone a lui presentata dal pianista Herbie Hancock e, per far capire l’importanza, dobbiamo dire che è entrata nella Grammy Hall of Fame nel 1998.
Un premio Grammy era stato già vinto da Mongo nel 1977 con l’album ‘Amanecer’.
La sua notorietà in tutto il mondo può essere testimoniata anche da due omaggi riservatigli: a lui si è ispirato l’attore giapponese Yusuke Santamaria per il proprio nome d’arte, mentre in una scena del film Mezzogiorno e mezzo di fuoco, quando fa il suo ingresso Mongo (interpretato da Alex Karras), uno dei personaggi urla: “Mongo! Santa Maria!”.
Negli anni ’80 ha spesso collaborato alle sue produzioni anche il grande artista Dizzy Gillespie.
Che dire infine, Mongo Santamaria ha goduto di una lunga e fortunata carriera nella musica latina, con numerose registrazioni condite di riti religiosi afro-cubani e rielaborazioni di latin-jazz del jazz americano più puro lasciandoci molte canzoni di successo.

Discografia –
Tambores y Cantos (1955)
Afro-Roots (1960)
Yambu: Mongo Santamaria y Sus Ritmos Afro Cubano (1958)
Mongo (1959) – with the theme “Afro Blue”
Our Man in Havana (1959) rimasterizzato 1993
Mongo en La Habana (1960) with Carlos Embale and Merceditas Valdés
Sabroso! (1962) – with tresero and composician Andrés Echeverría
Go, Mongo! (1962)
Watermelon man! (1963)
El Bravo! (1964)
La Bamba (1965)
Pussy Cat (1965)
“Hey! Let’s Party” (1967)
Afro-American Latin (1969)
Stone Soul (1969)
Mongo´70 (1970)
Mongo’s Way (1971)
Up From the Roots (1972)
Ubané (1974) with Justo Betancourt on vocals
Sofrito (1976)
Amanecer (1977) – won a Grammy award
Soy Yo (1987)
You Better Believe It (1979)
Mambo Mongo (1993)
Mongo Returns (1995)
Conga Blue (1995)
Arriba! (1996)
Come on Home (1997)
Mongo Santamaria (1998)

Fonti informative :
website:it.wikipedia.org;
website: drummerworld.com;
website: jazz house.com (articolo di Kenny Mathieson);
website: nndb.com

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