FUEGO – I primi gialli ambientati nel mondo della salsa – autore Marilù Oliva

FUEGO - I primi gialli ambientati nel mondo della salsa - autore Marilù Oliva

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FUEGO - I primi gialli ambientati nel mondo della salsa - autore Marilù Oliva
FUEGO - I primi gialli ambientati nel mondo della salsa - autore Marilù Oliva

Il dj più richiesto di Bologna si chiama El Tigrón, è italo-venezuelano e lavora
al Mulata, il locale di salsa più frequentato della provincia. Il suo rivale
storico, il peruviano El Pony, ora lavora con lui. Attorno a loro si muove una
pittoresca umanità dove spesso i soprannomi sono anticipazioni di desideri
mancati: El Divino, El ChupaChupa, Princesa. Smanie di potere, ripicche, sogni
muovono i loro passi in caldissimi, sensuali balli e qualcuno, nell’ombra,
macchina un nuovo delitto.
Tra ballerini, insegnanti di ballo – alcuni bravi, altri posticci, altri avidi
–, tra curiosi e avventori che tornano lì per passione c’è anche lei, La
Guerrera, la protagonista che ha inaugurato questa trilogia di noir
metropolitani bolognesi con ambientazioni latino-americane, di cui “Fuego” (Elliot
Edizioni) è la seconda puntata, dopo il precedente “¡Tù la pagaràs!” (sempre
edito da Elliot), che ha riscosso un inaspettato consenso di critica e lettori e
si è piazzato in finale al prestigioso Premio Scerbanenco.
Il primo omicidio è molto insolito e l’autopsia conduce l’ispettore Basilica al
Mulata. Lui si rivolge alla Guerrera, perché lei è l’unica che può spiegargli i
controsensi dei locali notturni di salsa. Così questa protagonista si tuffa
assieme a lui nel mistero, complici una città in fiamme, un luglio caldo come il
fuoco e un’attrazione che scotta.
E’ un’eroina atipica, La Guerrera: piccola, pratica capoeira e beve rum come se
fosse acqua, ha la pelle scura e gli occhi neri, indossa tacchi da cubista e non
si tira indietro quando c’è da scazzottare. Delle volte le prende, delle volte
le dà. Oltre a questo, sogna di diventare giornalista, ma faticando a trovare
un’occupazione degna, accetta un lavoraccio in nero.
E la notte si rifà col ballo.
Chi gestisce un traffico di pastiglie fucsia, altrimenti conosciute come
Burundanga, la droga dello stupro? Cosa succederà al concerto del più famoso
gruppo musicale di salsa cubana, quando tornerà Roelvis, nero bello e
stravizioso di coca, vecchia fiamma della Guerrera?
Questo non è semplicemente un giallo. Non c’è consolazione, le notti descritte
sono come quelle di Huey Dunbar, sono notti senza pietà. E’ tutta finzione, il
nero della vita si è mescolato ai bongò e ne è uscita una mistura sabrosa noir,
composta anche dall’amarezza che richiede il genere letterario.
Marilù Oliva è nata a Bologna e questo è il suo terzo romanzo. E’ appassionata
di letteratura ispanica (ha scritto un saggio su Márquez edito da CLUEB) ed è
docente di lettere alle superiori. Collabora inoltre per diversi web-magazine e
nel suo passato ha fatto diversi lavori tra cui l’insegnante di salsa. Con uno
stile definito “ipnotico” da un maestro come Valerio Evangelisti e con una prosa
“come una rumba” (Corpifreddi), l’Oliva ci dimostra una cosa: non è detto che
per forza chi gioca col fuoco si brucerà…

EDITORE Elliot Edizioni
a cura di Francisco Rojos

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