MULVE, LA RIAA DICHIARA GUERRA

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Il Peer to peer è il sistema con il quale milioni di utenti condividono e “rubano” file audio, video, documenti e molto altro per poter scaricarli liberamente dalla rete e per questo è contrastato da associazioni, case discografiche e autorità governative. Un fenomeno che ha messo in crisi l’intero settore discografico mondiale. Tra i programmi più noti e per i quali diversi utenti sono stati sanzionati per il loro utilizzo abbiamo The Pirate Bay, eMule, BitTorrent e LimeWire. Ma da qualche giorno è apparso un nuovo programmino, di appena 2 MegaByte, ideato da due ragazzi, molto semplice e leggero, che permette di scaricare/ rubare la musica on the desktop in tempi rapidissimi. Mulve, è il nome del programma, che non necessita istallazione e, diversamente da altri programmi di file sharing, la ricerca avviene all’interno di server proprietari che pare siano su isole prive di legislazione e gli utenti non condividendo nulla sono praticamente irrintracciabili. In sostanza, si cerca il brano interessato ci si clicca su e il brano in meno di 2 secondi è sul vostro pc. Di questo nuovo programma, che ha generato da subito panico nelle case discografiche e governi, ne hanno parlando tutti: Tv, giornali, web, e il sito è off-limits per diversi giorni a cause di numerosi accessi. Il programma, definito il nuovo Napster, non ha avuto vita lunga, infatti la RIAA (Recording Industry Association of America) si è accorta che una piccola parte del sito era ospitata da un provider americano (HostGator) e ha richiesto ed ottenuto la messa offline di questa piccola parte di sito rendendo lo stesso irraggiungibile agli utenti. Mulve al momento è fuori uso ma pare che i due ragazzini che lo hanno ideato stiano provvedendo alla soluzione di tale problema.

Beppe Nebbia – beppe@salsa.it

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