MELTING POT ESTIVO, 2: LIBRI

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Il melting pot estivo di questa settimana parla di libri. Nelle ultime settimane ci sono arrivati sul tavolo diversi titoli da recensire. Ecco i più interessanti con brevi note bibliografiche.

A proposito di Libri.
Il primo volume di questa selezione fa parte della preziosa collana Latinoamericana dell’editore Le Lettere (www.lelettere.it). E’ stato pubblicato nel 2007 ma ci era sfuggito e allora tentiamo di riparare. Il titolo è Tutti se ne vanno (242 pagine, 18,00 €) e si tratta del romanzo d’esordio della scrittrice cubana Wendy Guerra, una sorta di diario personale, scritto con stile sobrio ma molto efficace, in cui l’autrice racconta l’infanzia e l’adolescenza dagli otto ai vent’anni dentro la vivacità culturale, le utopie e le contraddizioni della rivoluzione cubana. Il tutto affrontato senza pregiudizi, con le debolezze e le aspirazioni giovanili, osservando il mondo che ruota attorno alla madre, donna anticonformista con alle spalle una missione internazionalista in Africa, una relazione affettiva con l’europeo Fausto, un matrimonio fallito, tanti amici che visitano la casa, una sorta di piccola comune. E molti di questi amici piano piano se ne vanno dal Paese. Con una narrativa trasparente, priva del dito accusatorio anticastrista che da qualche anno guida diversi scrittori cubani, in esilio o in patria, questa agenda quotidiana, intimista, ci fa conoscere con semplicità l’anima del cubano e il contesto politico-sociale che fa da sfondo ai rapporti interpersonali, agli amori, ai sogni. Da mettere nella biblioteca di casa e ogni tanto aprire una pagina a caso: le poche o tante righe di quel giorno vi regaleranno un quadretto efficace del vivere cubano degli ultimi anni.
Il prossimo libro ci svela invece la Cuba coloniale schiavista, siamo nell’Ottocento. Clara Martì, catalana, è la protagonista principale del bel romanzo Gli occhi dell’uragano diBerta Serra Manzanares, edito da La Nuova Frontiera (www.lanuovafrontiera.it – 396 pagine – 19,00 €). Babelia su El Pais scrive che questo volume è “un’esperienza narrativa che raccomando ai lettori. Imperdibile”. Opinione da condividere, ma aggiungendo che è un testo che richieda una lettura attenta altrimenti si perde il filo a seguito delle continue entrate e uscite dalla storia e riprese ogni tanto dai vari protagonisti principali, ovvero Clara, Elisa, Benilde, lo schiavo César, il secondo marito di Clara, il bel capitano, bisex, Patricio Carassa e tra gli altri fanno capolino Bonaparte (un calabrese emigrato a Cuba quando era un bambino poverissimo) e il cinese Pablo Lin che procura relax a base di oppio. In questo clima ottocentesco tra schiavitù, stregoneria, stupri, navi negriere che alla bisogna buttano in mare senza scrupoli il carico di ‘carbone’ eccedente prima di arrivare nei porti di destinazione, tradimenti, c’è chi trama per sovvertire l’ordine e liberarsi dalla Spagna. Un romanzo storico che aiuta noi europei anche a capire che certi comportamenti dei cubani o dei caraibici di oggi, a volte discutibili, sono eredità del passato.
Un lungo, straordinario e insolito viaggio – che parte dal primissimo incontro degli europei con il Nuovo Mondo per concludersi nel 1830 – è quella descritto nel corposo volume dello storico inglese John H. Elliott, Imperi dell’Atlantico. America britannica e America spagnola, 1492-1830 (Einaudi –
www.einaudi.it – 684 pagine, 43 tavole fuori testo, 52,00 €). A prima vista il prezzo può spaventare ma quando avrete terminata la Grande Storia raccontata in modo comparativo e con sapienza unica da questo studioso sarete soddisfatti del vostro acquisto e sono certo che molti vorranno condividere il piacere di questa lettura regalandone copia ad amici importanti cultori di storia. Con questo libro, frutto di lunghi anni di studio, l’autore realizza una sorta di contrappunto storico lungo tre secoli dei due più importanti imperi atlantici dell’era moderna, depositari di due culture diverse da imporre in America, quella latina, cattolica e assolutista della Spagna e quella protestante e liberale dell’Inghilterra. «Un libro fondamentale – sottolinea Adriano Prosperi nella sua puntuale presentazione- destinato a nutrire le riflessioni e le conoscenze di chi, nel mondo globalizzato di oggi, si interroga sull’interazione di civiltà diverse su scala planetaria, perché riesce a fornire, con un lavoro di comparazione di altissimo livello, una visione d’insieme del piú imponente tentativo di unificazione culturale delle società umane: quello dei “secoli lunghi” del dominio europeo in America». Parole sacre, condivisibili. Chi ama la cultura e le Americhe non può rinunciare a questo capolavoro editoriale.

Chiudiamo le pagine su Hernan Cortés e Montezuma e ci immergiamo nel Messico chiassoso e disicantato dei nostri giorni che fa da sfondo agli undici racconti dal sapore amaro raccolti nel romanzo del messicano Enrique Serna , Amori di seconda mano pubblicato da Voland (www.voland.it  – 220 pagine, 14,00 €). Sono storie di emarginazione, situazioni grottesche, farse che somigliano a incubi, amori infelici raccontati con una scrittura sorprendente e picaresca che scruta, senza remore e senza indulgenza, la complessità dell’animo umano. Che comincia proprio con Uomo con minotauro sul petto, primo episodio che apre il libro e presenta la storia un po’ strampalata e meschina sulla rapacità dei mercanti d’arte e del bambino tatuato con un disegno di Picasso, è stato inserito da Gabriel García Marquez nella sua antologia con i dieci più brillanti racconti messicani del Novecento.

Di uno dei protagonisti della storia del Novecento parla Roberto Borroni nel suo volume Pombo, frutto di un’intervista e di note riprese dal diario boliviano del giovane cubano Harry Villegas che nel 1957 incontra sulla Sierra Maestra il Comandante Che Guevara. Il libro pubblicato da Negretto (www.negrettoeditore.it – 190 pagine, 10,00 € ) presenta dieci anni di lotte insieme all’eroico Ernesto Guevara de la Serna. Villegas, oggi Generale di Brigata delle Forze Armate di Cuba, col nome di battaglia Pombo, racconta le qualità umane, le sfuriate quando perdeva il controllo dei nervi, il coraggio e il pensiero politico del Comandante rivoluzionario argentino. Dalla Sierra Maestra di Cuba, al Congo fino alla tragica morte in terra boliviana del Che a La Higuera, Pombo (uno dei tre cubani che dopo numerosi scontri a fuoco con i militari boliviani sono riusciti a ritornare a Cuba) illustra dal di dentro le fasi cruciali della rivoluzione cubana, apre finestre sulla situazione internazionale di quegli anni ma anche di oggi, analizza le utopie, ricorda i duri contrasti con il segretario dei comunisti boliviani Monje, rimarca gli ideali dell’internazionalismo, e sottolinea i grandi sacrifici, la profonda umiltà e la coerenza che hanno dato sostanza alla vita del suo Comandante, hermano y amigo Che Guevara.
Per i tipi di Voland anche il libro dello scrittore sudafricano Ndumiso Ngcobo, Alcuni dei miei migliori amici sono bianchi (Voland – 208 pagine, 14,00 €). “Ngcobo ci fa divertire con uno stereotipo dopo l’altro” scrive il giornalista Fred Khumalo nella presentazione, che si conclude così: “solo un genio poteva produrre una simile caterva di idiozie. Non vincerà il Premio Nobel, ma vi piacerà da matti”. Insomma, tutto quello che avete sempre pensato ma non sapevate come dire in modo ironico e convincente dei rapporti tra neri e bianchi lo troverete in queste pagine.

Con tre interessanti libri che riguardano il mondo delle note musicali ci avviamo verso la conclusione.
Il critico musicale e giornalista Marcello Lorrai firma la lunga intervista strappata con determinazione e rara caparbietà al contrabbassista jazz nordamericano William Parker. Le 140 pagine del volume William Parker – Conversazioni sul Jazz (Auditorium –
www.auditoriumedizioni.it – 18,00 €) ripercorrono la straordinaria esperienza musicale e umana dell’artista cresciuto nel Bronx, ambiente che lui continua a vivere nelle sue pieghe più nascoste. Si parte dal jazz, dalla musica e si arriva a parlare della vita sociale e culturale degli Usa. Un botta e risposta ben ritmato, facile da leggere e piacevolissimo da sfogliare nella parte centrale, in cui è collocato l’ottimo inserto fotografico di Luciano Rossetti.

A Love Supreme è una delle più belle poesie musicali di John Coltrane. Un Amore Supremo è l’ultimo atto d’amore al jazz di Luca Ragagnin (Instar Libri –
www.instarlibri.it – 312 pagine – 15,00 €). Non siamo in presenza di un saggio musicale vero e proprio ma di un’interessantissima raccolta di sessanta quattro storie di jazz dedicate a protagonisti indiscussi della musica afroamericana, che vanno da Cannonball Adderley a Joe Zawinul, elaborate in maniera molto originale, con accostamenti fantastici, tinteggiature ‘gustose’ e raffinate d’autore. Un percorso creativo e innovativo che accompagna il lettore nel mondo del jazz tra i suoi strumenti, le voci e gli uomini .
Cambiamo registro, dal jazz al rock, per segnalare l’ultimo volume di questo melting pot. E’ di Mimmo Franzinelli che ci mostra alcune attività della FBI, quando spiava Jimi Hendrix o il ‘comunista’ Pete Seeger, si scontrava con la folksinger Joan Baez, arrestava il graffiante e iconoclasta Frank Zappa, oppure come in Italia il potere politico attraverso la sezione antiterrorismo investigava le iniziative e i terreni di Fabrizio De André in Sardegna. Un’indagine molto avvincente e ben documentata sui retroscena del rapporto musica giovanile-politica, mai raccontata prima, e che ora potete leggere in Rock & Servizi Segreti Musicisti sotto tiro: da Pete Seeger a Jimi Hendrix a Fabrizio De André (Bollati Boringhieri –
www.bollatiboringhieri.it – 266 pagine, 16,00 €). Un ottimo libro sulla musica che faceva paura al potere: il rock, strumento di cambiamento culturale, e per questo contrastato con ogni mezzo.
Ora sarebbe auspicabile poter leggere anche uno studio su come il rock imperialista veniva boicottato nei regimi di stampo socialista. Così il quadro sarebbe completo ed emergerebbe che gli imbecilli non hanno colore e patria.
Buone vacanze, e buona lettura.
Gfg

Gian Franco Grilli

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