MELTING POT ESTIVO, 1: DISCHI

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Dopo una lunga pausa eccoci con il nostro melting pot estivo di dischi e libri. Oggi presentiamo un gruppo di CD, mentre nella prossima newsletter parleremo di libri.
A proposito di Dischi.
Dopo decennale frequentazione nell’ambito della salsa, nel 2007 l’italo-argentino Alex Battini e gli italianissimi Fabio Gianni e Marco Mistrangelo hanno fondato Iguazù Acoustic Trio per sviluppare ulteriormente la loro passione per le sonorità sudamericane di qualità in cui spiccano le tradizioni di Cuba, Brasile, Argentina,Puerto Rico e Perù. E proprio da quest’ultimo paese viene il leggendario percussionista peruviano Alex Acuña, special guest in 8 delle 13 tracce del bellissimo RUBIO, l’album prodotto da Beppe Aleo per Videoradio/Rai Trade (www.videoradio.org – distr. Self). Si tratta di latin jazz ad altissima gradazione che si muove tra celebri cover come Fragile, Spain o El Cuarto de Tula, omaggi ai mostri sacri del jazz come Herbie Hancock, Chucho Valdés o appunto Chick Corea, e composizioni dell’Iguazù Trio, formazione che dialoga alla pari con l’eccellente e più quotato Acuña.
Quest’ultimo è protagonista indiscusso anche di JUNGLE CITY(Alessa records – distr. Egea) assieme al pianista Jan Gunnar Hoff e al bassista Per Mathisen. Dalla collaborazione di questi tre strumentisti, diversi tra loro per origini e cultura, ma accomunati dal desiderio di percorrere nuove strade, escono interessanti atmosfere di jazz fusion che ricordano in più punti i mitici Weather Report. E non a caso il bravissimo multipercussionista latino incominciò la sua scalata internazionale proprio con il gruppo di Zawinul. Influenze a parte (ma scagli la prima pietra chi non ne ha subite durante la carriera) l’album gode di una sua originalità nell’intrecciare e attraversare stili arricchiti da un nutrito vocabolario jazz e da accenti sudamericani.

Caratteristiche che troviamo con tratti un po’ diversificati anche in MIXTURINC, eponimo progetto musicale prodotto dall’artista cubano, ora residente a Madrid, Amed Torrecilla Varela, sassofonista e compositore che ha militato in passato sia con Mezcla (prestigioso gruppo fusion del nordamericano più cubano dei cubani Pablo Menéndez) che con Yumurì, il sonero della salsa noto ai lettori di questo portale. Mixturinc è formato da talentuosi musicisti cubani (con l’inserimento di qualche spagnolo) tra cui cito per tutti Jesus Catala, uno dei fondatori dell’orchestra El Medico de la Salsa. L’album autoprodotto è una convergenza magica di ritmi e canti afrocubani, spirito fusion e jazz d’avanguardia. A chi frequenta da anni la musica cubana, questo mix sonoro ricorderà lievemente, in particolare sul versante strumentale, i Sintesis di Carlos Alfonso, gruppo di rock-jazz afrocubano salito alla ribalta a cavallo tra Settanta e Ottanta, ma l’originale ed efficace reinterpretazione contemporanea di Mixturinc dei canti rituali a Eleggua, Orumila, Oshun eccetera, avviene con le molteplici lingue del jazz odierno. Ciò che balza in primo piano ascoltando questo progetto è il linguaggio orchestrale, l’insieme compatto capeggiato dal sax che fila liscio come l’olio e che a volte assume timbriche di sapore chitarristico. Ottimo risultato. (www.myspace.com/mixturinc e per richiedere il CD o per concerti scrivere a
lesason@yahoo.es).
Produzioni altrettanto importanti pervenuteci e meritevoli di essere segnalate a cultori musicali trasversali sono due. La prima è MOMENTOS (doppio album – Galileo music – distr. Egea) della strepitosa cantautrice portoghese Dulce Pontes. Con l’ultimo album, che raccoglie esibizioni dal vivo e canzoni inedite interpretate con una voce calda e sensuale, tra fado e musiche del mondo, Dulce celebra vent’anni di carriera in continua crescita. E il nuovo lavoro la fa avvicinare sempre più al trono supremo del fado che fu di Amalia Rodrigues, quel trono che ora una nuova generazione di fadiste si stanno disputando, ma, a nostro avviso, la Pontes sta allungando il passo, o meglio la voce, rispetto alle concorrenti. Ne riparleremo tra qualche anno per vedere come sono andate le nostre previsioni anche se esprimere giudizi è sempre rischioso, e molti se ne stanno zitti anzichè dire nettamente la propria.

La seconda produzione è WAITING… di Josef Koumbas (Tumi –
www.tumimusic.com ). Si tratta di due album, uno vocale e l’altro strumentale, in cui una superband con ospiti di valore mondiale interpreta brani con arrangiamenti davvero speciali. L’artefice di questo intreccio di jazz, rock, blues, fusion, ballad, reggae, latin jazz si chiama Josef Koumbas. Sessantacinque anni, inglese di sangue greco cipriota e irlandese, Josef è poco noto dalle nostre parti ma è un signore di grande musicalità, dotato di notevole eleganza vocale e ama e bazzica da tempo dentro le sonorità cubane. Ha vissuto circa 7 anni nell’Isla Grande e così per il suo nuovo disco ha voluto al suo fianco talentuosi musicisti-compositori cubani tra cui Roberto Carcassés, Alexis Bosch, Cesar Lopez, Orlando Valle ‘Maraca’ e Emilio Del Monte. L’obiettivo era creare 13 tracce (ripetute nel secondo Cd in versione strumentale) venate di autentico sabor latino. Brani piacevolissimi. E con molto groove.
Nel prossimo appuntamento il Melting Pot continuerà con una selezione di libri da leggere in queste settimane.

Gian Franco Grilli

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