CROSSROADS AFROCUBANO

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ANNULLATO IL CONCERTO di CHICO FREEMAN Y GUATACA- guest A.SANDOVAL in programma Domenica 18 APRILE a CORREGGIO. La Direzione di Crossroads l’ha comunicato alle ore 20.30 del 17 aprile. La causa è ovvia: stop ai voli aerei.

Crossroads – Jazz e altro in Emilia Romagna, autorevolissima rassegna diretta dall’infaticabile Sandra Costantini, anche quest’anno ha riservato alcuni appuntamenti al jazz afrolatino. Dopo il concerto di Longiano (25 marzo) del sestetto Jazz Tribe, capeggiato dall’istrionico percussionista Ray Mantilla (che, nonostante molto fumo e poco arrosto, il pubblico apprezza) e dall’altista Bobby Watson, il cartellone offre due gruppi di enorme spessore che si esibiranno nei prossimi giorni a Correggio e a Ravenna. Il primo è Guataca diretto dal sassofonista Chico Freeman con un ospite eccezionale: il virtuoso trombettista cubano-nordamericano Arturo Sandoval. Sarà interessante vedere se l’infiammabile e stratosferica tromba di Sandoval, coadiuvata dalla poderosa sezione ritmica latina in scena, tenterà di afrocubanizzare ulteriormente l’ibrido linguaggio jazzistico del progetto Guataca di Freeman o se per un volta, giacchè in minoranza, il talentuoso saxtenore chicagoano punterà a jazzificare le sonorità cubane di Arturo.

Un duello artistico di grande portata. Tuttavia non dimenticate di tenere d’occhio comunque gli altri strumentisti della partita, in cui spiccano anche un paio di nomi noti ai lettori di Salsa.it, come il pianista cubano Ivan Bridon e in particolare il versatile percussionista colombiano Rodrigo Rodriguez, pilastro fisso della pregevole orchestra salsera Mercado Negro. Le presenze di questi musicisti ‘salseri’ a fianco di grandi jazzisti mi offrono lo spunto per ricordare ( a chi snobba o sottovaluta in blocco il fenomeno salsa e i tanti bravi musicisti che la suonano) che ciò dimostra che il confine tra salsa e jazz è sempre più invisibile. E’ auspicabile allora che altri festival jazz, oltre a Crossroads, aprano le porte alla salsajazz. Per il momento il consiglio è di non mancare al concerto in terra emiliana di Chico Freeman y Guataca, guest Sandoval, domenica 18 Aprile, ore 21 – Teatro Asioli di Correggio (Re).

L’altro magico appuntamento è in calendario invece nel romagnolo Teatro Rasi di Ravenna, giovedì 22 aprile, ore 21. In pedana lo strabiliante binomio ritmico di Giovanni Hidalgo e Horacio “El Negro” Hernandez. Il conguero portoricano e il batterista cubano presenteranno il progetto Traveling Through Time, che consiste in un amalgama coloratissimo di poliritmie afrocaraibiche, jazz e world music tra clave, cascara, guaguanco, columbia, conga, songo, bomba, plena, batà, samba, free, funk., tumbadora, rullante, cassa, claves, cencerro, timbales e bongo. Insomma un viaggio tra ritmi inauditi in compagnia di due formidabili performer. Che il giorno successivo terranno un workshop di batteria e percussioni al Teatro Rasi, ore 11-13 e 15-17.

Circolano voci che vedere la velocità esecutiva e la tecnica micidiale di questi due mostri sacri della percussione afrocarabica potrebbe trasmettere sconforto ai più deboli (e farli riflettere se appendere o meno al proverbiale chiodo lo strumento) o entusiasmo tale da portare alle stelle chi ha grande autostima di sé e crede nelle proprie capacità. Niente paura per i più fragili: lo dice Horacio El Negro con un messaggio consolatorio e incoraggiante: “…se uno possiede il dono del ritmo può suonare comunque più lento quello che noi interpretiamo rapidissimamente e trovare lo stesso spirito e allegria. E’ un modo di affrontare la cosa da un altro punto di vista”.



In attesa degli appuntamenti di Crossroadswww.crossroads-it.org vi propongo un viaggio tra le note di Cuba che potrete fare comodamente con due nuove interessanti produzioni, distribuite da Ducale Music, giunte sul mio tavolo un paio di giorni fa. Quindi solo il tempo per un’occhiata rapida al Dvd Fiesta Cubana –Live from The Tropicana: Omara Portuondo & Band (EuroArts) e l’ascolto del nuovo Cd del Trio il pianista Harold López –Nussa, Herencia (World Village – Harmonia Mundi), ma si tratta di ottimi lavori. Partiamo dal disco, che è il secondo album (il primo si chiamava Sobre El Atelier) del talentuoso pianista avanero, venticinquenne, cresciuto in una famiglia di musicisti famosi. Nel disco suona anche suo fratello Ruy Adrian, energico batterista che con Felipe Cabrera (ex-bassista di Rubalcaba, Freeman ecc.) completa il Trio. Le undici tracce dell’album inaugurate niente meno che da Los tres golpes (una composizione classica di Ignacio Cervantes, uno dei padri del pianismo cubano della seconda metà dell’Ottocento) dimostrano che siamo in presenza di un musicista straordinario, completo, che spazia dalla contradanza al jazz, dalla fusion al son con estrema padronanza e originalità. Un ragazzo che darà del filo da torcere a moltissimi pianisti blasonati. Per concludere: l’album è arricchito da un brano cantato da Omara Portuondo e da un paio di interventi notevoli del trombettista Mayquel Gonzalez.
E il grande Harold è protagonista indiscusso anche della band che accompagna da tre anni Omara Portuondo, diva della canzone cubana cui è dedicato il bellissimo Dvd filmato nel dicembre scorso per celebrare il settantesimo compleanno del Tropicana. Le immagini partono dall’Avana coloniale ma in un battibaleno ci troviamo a Marianao, esattamente nel fantastico scenario Bajo Las Estrellas del mitico Cabaret Tropicana. Su tutto svetta una gigantesca Conga, la presentatrice annuncia che sta per cominciare la Fiesta del Tambor, la grande orchestra del Tropicana ritma le danze afrocubane disegnate dal corpo di ballo, poi un canto a Bembe Elegguà, un ritmo di salsa, un mambo, il Blues Guaguancò ( composizione di Bobby Carcassés) in mezzo a un tripudio di colori e cambi scenografici e finalmente dopo 20 minuti entra in scena Omara. Vivacissima più che mai, nonostante i suoi ottant’anni, appena sfuma un delicato tumbao al piano di Harold Lopez Nussa la Portuondo intona Tal Vez , e via via Amame Como Soy, O Que Serà, Dos Gardenias, La Sitiera inframezzata da ovvi frammenti di Guantanamera per conquistarsi il pubblico. Nella seconda parte dello spettacolo arrivano Gracias, Tres Palabras , Drume Negrita, Veinte Años.

Un vero incanto, una performance emozionante, ricca di pathos, in questo live Omara Portuondo è sbalorditiva. Forse è l’ambiente del Tropicana che le dà energia, locale dove iniziò a esibirsi per caso come ballerina negli anni Cinquanta assieme alla sorella Haydée. Se Omara è sublime, lo si deve anche alla band formata da ottimi musicisti che nel dvd hanno la possibilità di mettersi in mostra anche come improvvisatori: Jorge Chicoy (chitarra, ex Irakere), Omar Gonzalez (basso), Andrés Coayo (percussioni) e il giovane Rodney Barreto (batteria). Un grande spettacolo di oltre due ore, con bellissime melodie, trascinanti ritmi, balletti multicolori e interviste nel più famoso ed elegante locale di Cuba. Dove negli anni d’Oro hanno cantato le più grandi star mondiali, tra cui Nat King Cole ma anche la nostra Jula De Palma, unica vedette italiana salita su quel prestigioso palcoscenico. Ma questo è un altra storia di cui parleremo presto. Intanto vi consiglio questo documento strepitoso. Fiesta Cubana – Live from the Tropicana, Omara Portuondo.

Gian Franco Grilli

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