GRUPO COMPAY SEGUNDO: il Son che gusta ai muchachos italiani.

GRUPO COMPAY SEGUNDO: il Son che gusta ai muchachos italiani.
di Gian Franco Grilli

Con o senza Compay Segundo alla testa del gruppo il suo Chan Chan e il repertorio di musica tradizionale cubana – che coincide in gran parte con il progetto Buena Vista Social Club – continuano ad avere uno straordinario potere di fascinazione sul pubblico europeo.

  

Una conferma viene dal successo che i discepoli del mitico Compay, riuniti nel Grupo Compay Segundo, hanno riscosso nella recentissima tournée italiana, e in particolare nella serata del 5 maggio 2009 al Teatro EuropAuditorium di Bologna con il tutto esaurito, 1400 persone, e lo spettacolo non era affatto gratuito. Un appuntamento di musica cubana che passerà alla storia, un trionfo di buona musica e allegria. Che si è ripetuto il giorno dopo al Teatro di Ferrara e in altre date del tour concluso da pochi giorni.

  

Sono numeri che testimoniano l’inesauribile onda d’interesse verso la musica tradizionale cubana portata alla ribalta negli anni Novanta dall’album omonimo della band dei Buena Vista Social Club e da una serie di concerti tra cui quello memorabile alla Carnegie Hall di New York: 1 luglio 1998. Che fu anche l’ultima occasione dove Ibrahim Ferrer, Manuel ”Puntillita” Licea, Pio Leyva, Rubén González, Orlando “Cachaito” López, Omara Portuondo, Compay Segundo e altri artisti cantarono e suonarono assieme i brani dello storico cd. Poi ognuno cominciò a girare il mondo (per alcuni purtroppo per poco tempo) con proprie formazioni musicali. Tra questi chi seppe muoversi facendo progetti a lunga scadenza, e nonostante la sua veneranda età, fu Francisco Repilado, alias Compay Segundo.

  

 Infatti prima di passare ad altra vita (14 luglio 2003) Segundo ha ceduto il testimone con tutto il patrimonio culturale da lui acquisito e ha distribuito precisi incarichi, tra i quali: la direzione del gruppo a suo figlio Salvador (bassista); all’altro figlio, Basilio, il ruolo di segunda voce (ma suona anche le claves) e la sua chitarra speciale – inventata dallo stesso Compay e conosciuta come armonico – a Felix Martinez Montero “Chiquitico”. E proprio dal cordofono di Felix sono sgorgati i momenti più esaltanti del concerto bolognese, tanto da conquistare letteralmente la platea (tra cui anche il ‘salseroduro’ Roberto Rabbi, ben noto ai lettori di questo portale) sia con le sonorità uniche e raffinate in bella evidenza negli assoli, sia con gli incalzanti accompagnamenti che stimolano di continuo i colleghi e soprattutto le due voci, ma in particolare quella solista di Hugo Garzón. Che sa instaurare un bel feeling con il pubblico e lo delizia con una lunga carrellata di son, guaracha, guajira e bolero, intonando in modo brillante il meglio del repertorio cubano e non solo (Perfidia è una composizione del messicano Alberto Dominguez): El Carretero, Mujer de Mayari, El Vendedor de Agua, Mi Calderito, El Cuarto de Tula, Dos Gardenias, Guantanamera, e più volte il nuovo inno della canzone cubana Chan Chan con l’emozionante e contagioso incipit «De Alto Cedro voy para Marcané/ Llego a Cueto, voy para Mayarí…», versi che hanno aperto e concluso questo grande spettacolo.

  

Spente le luci del palcoscenico il pubblico abbandona il teatro canticchiando i motivi di Compay, le canzoni che lui amava e che ha chiesto ai suoi apostoli di portarle in giro per il mondo per diffondere ulteriormente quella tradizione. E così facendo rivive la grande pagina che lui ha scritto, dove si possono leggere i passaggi della vita leggendaria di questo trovador nato nel 1907 a Siboney (a poche decine di chilometri da Santiago), i colori, i personaggi e i luoghi descritti e omaggiati nelle sue composizioni, la terra del changüi e del son montuno, ritmi che affascinano moltissimi ventenni italiani. Segno che il vento della musica tradizionale cubana di Buena Vista continua a soffiare dalle nostri parti in modo sensazionale e senza i loro principali protagonisti. Insomma un fenomeno per alcuni aspetti ancora meno spiegabile razionalmente di dieci anni fa. Infatti di quel potere misterioso – che sul finire del secolo scorso spinse milioni di persone a scoprire i suoni “dimenticati” di Cuba – si dibatte ancora tra appassionati e musicologi.

  

E tra tanti ragionamenti interessanti che abbiamo potuto leggere negli ultimi anni c’è anche tanta aria fritta. Comunque, analisi a parte, piaccia o meno quel sound (a mi me gusta! ), il fenomeno rappresentato da BV è stato una delle più sensazionali “riscoperte” e operazioni musicali degli ultimi cinquant’anni, e che riguarda non solo Cuba e la musica latina ma tutta la world music. Oggi, semmai, dovremmo chiederci perchè la musica cubana di quei leggendari vecchietti interpretata da figli e nipoti attrae buona parte della gioventù italiana, e non si tratta di quel mondo di iniziati che ruota da tempo attorno ai linguaggi moderni della salsa cubana o della timba, ballati o suonati che siano. Insomma gente in sintonia con quelle latitudini, mentre questi ragazzi si capiva e si vedeva che erano a digiuno di certi vocabolari ma apertissimi verso quel mondo sonoro. E chi scrive si è posto e continua a porsi questi interrogativi, si chiede come mai avviene ciò, ma al tempo stesso è meravigliato – piacevolmente – dell’inesauribile onda del canto tradizionale cubano.
Sul numero di luglio/agosto 2009 del mensile JAM – Viaggio nella musica si parla di Compay, del suo progetto musicale di ieri e di quello attuale nell’intervista a Salvador Repilado e a Felix Montero.

Questi i nomi degli artisti del Grupo Compay Segundo che hanno sostenuto la tournée italiana 2009: Salvador Repilado (direttore e bassista); Basilio Repilado (seconda voce e claves); Hugo Garzón (cantante, prima voce); Felix Martinez (armónico); Nilso Arias (chitarra);Haskell Armenteros e Rafael Inciarte (clarinetto); Rafael Fournier (bongo, timbales); Santiago Naranjo (tumbadoras).

Foto: G.F. Grilli, eccetto le foto 8 e 9 di Sara Bárcena.
Foto di apertura: i figli di Compay, Salvador e Basilio Repilado;
1: pubblico del Teatro EuropAuditorium Bologna; 2: Grupo Compay Segundo, Bo; 3: Armenteros e Inciarte; 4: H. Garzón e B. Repilado; 5: S. Repilado, N. Arias, Felix Martinez; 6: Felix Martinez e l’armonico; 7: B. Repilado; 8: Garzón a Ferrara (S. Barcena); 9: Grupo Compay Segundo (S. Barcena); 10: Salvador Repilado.

Gian Franco Grilli

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